Visualizzazione post con etichetta Amicizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amicizia. Mostra tutti i post

lunedì 15 aprile 2013

Di incontri, sole e conti alla rovescia

Che questo sia un periodo particolarmente florido dal punto di vista 'incontri' carpina lo aveva capito giá qualche mese addietro :-)

In qualche settimana, pochi mesi in veritá, la rubrica delle 'amiche uk' targata carpina ha acquisito un certo spessore, nonostante qualche triste cancellazione.

Non che tutte le ragazze che carpina incontra siano subito iscritte in tale rubrica eh, anzi c'é anche gente che non ci entrerá mai, vedasi le super finte moine making (ma chi te conosce?).

E niente, è bello che sia così, spero continui così.

Ma veniamo alle news!
Due o tre che mi seguono su twitter (sono carpina79) forse hanno potuto appurare che da qualche giorno posto foto di piccoli momenti quotidiani in giro per Londra perchè... Ebbene sì: son caduta nella tentazione dello smartphone!
Sì vabbuò ma meglio tardi che mai, no?

E insomma chattare dalla fermata del bus, scaricare o spedire e-mail, navigare mentre si aspetta un cappuccino, fare una foto e linkarla su twitter durante una passeggiata, (ma anche chiudersi nel bagno del westfield per cambiare collant e indossare i nuovi tacchi da fotografare e spedire alle sisters in Italia e chiedere "allora? Che dite? Vanno bene con l'abitoooo?") dà una strana sensazione di onnipotenza, quasi una vertigine di ubiquità, essere dappertutto in ogni istante della giornata..
Per non parlare delle maps.. Anche se una volta chissà dove cavolo mi stava facendo andare, ho alzato lo sguardo e ho cambiato direzione, fortunatamente.

E a proposito di news: la primavera è a Londra, finalmente! Sono cosciente che domani potrebbe andare via, ma intanto mi godo le maniche 3/4, le ballerine, i trench di cotone, il giubbino in pelle leggera, la gola che non implora un foulard. Son cose!
E insomma il sole c'è, i fiori sugli alberi fanno capolino, gli uccellini non smettono di twittare e... Sabato si parteeeeee!

Ebbene sì, ormai è vicina la data in cui voleremo in Italia, e già so che arrivati lì tutto sarà super veloce e in men che non si dica avrò un'altra sorella che ha detto sì, un cognato ufficiale nuovo di zecca, e noi ritorneremo qui.
Spero almeno che la primavera ci aspetti al nostro ritorno, e che ci curi un pò la nostalgia che già so proveremo.

Intanto mi son riempita ben bene i giorni a venire (sto anche dando ripetizioni di matematica a tre colleghe di corso..a proposito di happy to help..) e forse il prossimo post che scriverò sarà per descrivere la bellezza e l'emozione della sposa... 

(La primavera anche sul blog! Ho cambiato layout e modello dopo anni di completo e totale abbandono... Son cose anche queste! ;-) )

giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: La zuppa polacca #liberericette #freearecipe

Oggi è il 31 di gennaio, data che ho scoperto essere una sorta di appuntamento bloggeresco per liberare una ricetta nel web, regalandola ai lettori, muti o parlanti che siano ;-)

Così ho aperto il quadernetto di ricette che ho iniziato a scrivere quando siamo arrivati qui a Londra, e tra un pastrocchio, una patacca e uno scarabocchio, ho cercato la ricetta che avrei in realtà voluto condividere sul blog tempo fa, ovvero: la zuppa (dell'amica) polacca, con patate e funghi.
Me l'ha passata l'amica A via chat, un giorno d'inverno dello scorso anno, quando era ancora in UK, e ci si vedeva quasi regolarmente per un pranzo, una risata, un giro per Londra. (A, mi manchiiiiii!!!)

Ma passiamo senza indugio alcuno all'elenco degli ingredienti necessari per creare questo mistico piatto invernale..

1 noce di burro
1 porro tagliato sottile
4 patate a cubetti (se avete bambini, cubetti mooolto piccini)
200 grammi di funghi a fette sottili (io qui uso i closed cup chestnut mushrooms) (stessa regola del 'se avete bambini')
1 cucchiaino di dado bimby (o un dado in commercio)
1,5 litri d'acqua
Eventualmente sale e pepe qb
2 cucchiai di panna fresca (NON montata, nè zuccherata!)

Procedimento

Mondare e tagliare a cubetti le patate. Lasciarle in una ciotola d'acqua, in modo che non scuriscano.
Mondare e affettare il porro molto sottile, e metterlo da parte.
Mondare (amo questo termine squisitamente culinario) e affettare i funghi e metterli da parte.

Soffriggere e ammorbidire il porro nel burro.
Aggiungere le patate a cubetti scolate e rimestare per uno o due minuti, quindi versarci il litro e mezzo d'acqua, il dado, infine i funghi.
Quando inizia a bollire moderare la fiamma e cuocere per circa mezz'ora.

Alla fine aggiustare di sale e pepe, quindi aggiungere i due cucchiai di panna e servire bollente in una sera d'inverno.

I love it!

“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web”.

(Per saperne di più, cliccate e seguite il link!)

Ora vado, che lacreativaelascienziata mi ha ispirato la cena oggi!

giovedì 24 gennaio 2013

Ultime dal fronte anglosassone

L'anno è ormai cominciato ed io continuo ad avere questa strana sensazione di pace dei sensi, proprio come la notte di capodanno e la doccia regalatami a orari inconsueti. E io questa sensazione me la tengo stretta che so per esperienza essere merce rara.

L'anno è cominciato malino per i miei cuccioli, cui non è bastato il gastrointestinale che gioiosamente li ha abitati prima di Natale (e che nella settimana natalizia s'è fatto il giro di noialtri, compresa la barbafamiglia in visita...), ma si sono pure beccati un raffreddore con febbre che non ricordavo neppure fosse possibile avere! (Ma questo, almeno, noialtri ce lo siamo risparmiati).

Passato tutto, ci siamo concessi una nevicata incredibile, e poverini non li ho neppure fatti rotolare nella neve come ci si sarebbe aspettato, tutto perchè non voglio che si riammalino, col rischio di non poter uscire e di perdere i miei mini corsi settimanali, che l'amato parent's space l'ho abolito per il momento, fino a nuovo ordine, o fino a nuova temperatura almeno!!

Nell'ambito 'friends' ho notizie fresche fresche di due new entry nel mio circolo delle 'mamme a tempo pieno e pigliamoci un caffè và' caffè che poi magari è un pranzo, un thè, una seconda colazione, un muffin, un tarallo, un paó de quejio, e chi più ne ha (di chili) più ne metta (sempre di chili): Esse e Mya coi loro piccolini di uno e due anni, che qui le amicizie si fanno coltivare anche ai più piccini, eh!

E poi la mitica zumba che ormai abita il mio sabato mattina e attorno alla quale gira la mia settimana, è incredibile quanto bene mi faccia sentire questo ballo, quanto leggera e allegra mi renda. E poi praticamente il sabato mattina è la mia mezza giornata libera, i bambini stanno col padre che si autogestisce tempi e risorse: ragazze, è una genialata, mi chiedo perchè non ci siamo arrivati prima a questo livello di organizzazione famigliare?! Presto o tardi, l'importante è esserci arrivate, no? ;-) 

Certo non tutto brilla di luce propria come vorrei, ho degli amici che passano un momento di difficoltà e io mi sento debole e impotente davanti alla situazione. E molto, molto triste per loro, e per i loro bimbi.
E poi questioni più lontane, che trattano di e-mail lasciate pendere per giorni e giorni, educazione, soldi, rispetto e amare conclusioni.



giovedì 6 settembre 2012

Agosto 2012: c'è un prima e un dopo.


Eccoci di ritorno da un mese a casa, quella con la veranda, quella senza verde fuori, ma piena di famiglia, amichetti e cuginetti. E di TV con ben ten e chissà che altro..

Siamo tornati la scorsa settimana, e subito l'abbraccio verde della nostra strada, ha rifatto breccia nel nostro cuore, a compensare la differenza di gradi registrati e percepiti.

Ma siamo a casa, questo è certo.

E pensando all'agosto appena passato, non posso fare a meno di pensare che sia stato uno spartiacque importante, nella vita i tutti noi.

Io ho firmato la lettera di dimissioni. 
Non ho più un lavoro in attesa del mio rimpatrio. Non esiste più la mia scrivana piena di carte e appunti. Non c'è più il mio telefono super-busy. Fisicamente queste cose non c'erbano già più, ma ora non esiste neppure la possibilità di riesumarle dalla polvere dell'armadio.
Se non fosse che sono in un altro Paese, un pò ci piangerei su. Ma tant'è, sono a Londra, non so cosa farò nei prossimi mesi, e la cosa è elettrizzante anzichéno. :-) 

Ivan ha perso due denti. Due. Puntuale il topolino dei dentini (l'unico da me tollerato) è passato a comperarseli, per la gioia e il giubilo del piccolo sdentato di casa..
E oggi comincia year one.. :'( 

Mattia ha tolto il pannolino. Così, dall'oggi al domani.
Dopo la prima settimana in Italia, con 37 gradi, e latte diverso dal consueto, aveva un sederino così rosso, e una sudamina così estesa, da non voler essere toccato neppure sotto la doccia. Così sono stata costretta e mi sono immolata per la causa.
Devo dire che ho raccolto pipì solo i primi due giorni. E ogni volta pensavo: meglio qui che con la moquette! Ed effettivamente chi potrebbe darmi torto? É stato bravissimo, e come sempre i problemi che mi creavo erano solo nella mia testa, e comunque li ingigantivo. Calma, ci vuole solo calma, sto imparando..

Tornati a casa, abbiamo dovuto salutare l'amica A, con la piccola M e il marito A :-( 
Hanno deciso di tentare la sorte sotto altri cieli, e mi dicono che quando sei expat, questo può accadere, di conoscere e voler bene a qualcuno, che poi espatria facilmente, per volare e fare il nido da qualche altra parte... 
E anche se Londra non sarà più la stessa senza di lei, il pensiero che stia bene, sia felice e si crei una nuova vita con l'entusiasmo che la caratterizza, mi fa sorridere e progettare il primo viaggio che farò nella sua terra natale.

Un buon settembre mi si para davanti. 
E io lo abbraccio con tutta me stessa..






sabato 21 luglio 2012

Finisce un anno scolastico

Eh sì, qui in Uk la scuola (o almeno quella statale) finisce il 20 di luglio.
E I. tra poco più di un mese frequenterà la year1.
E un dente gli si muove, proprio il primo che gli spuntò, e che si fece notare mentre lui succhiava uno spicchio di mela, con fare da mini roditore dagli occhi grandi.
E ho scoperto che non sono ancora pronta a che lui perda un dente, per lasciare posto alla finestrella più piccola che si possa immaginare.
Non sono pronta e non lo sarò neppure quando, inevitabilmente, questo accadrà.

Ma, parlavo della scuola...
Le ultime settimane sono tutte un fermento, con le maestre che preparano i bimbi al salto di 'livello' scolastico, e li salutano per sempre, ogni anno; eh sì perchè qui in Uk le maestre di ogni singolo anno scolastico, accompagnano i nostri students per il solo anno in corso, finito il quale loro restano lì in quella classe, ad attendere che una nuova manciata di alunni gli rallegri le giornate, e i nostri cuccioli 'salgono di livello'.
Ecco perchè ogni fine anno le maestre preparano i bimbi all'addio, mostrando loro la nuova classe che li attende linda e pinta per settembre, e presentandogli la nuova, fiammante maestra.

Ogni anno è un nuovo inizio, per tutti, ma in questo modo, col cambio di classe e persino di maestra, lo è ancora di più! Non menzionando affatto gli alunni che vanno via, in altre città, altri borough, altri stati, o semplicemente altre scuole, migliori, gli si augura.
Così la settimana prima della fine dell'anno c'è stata la foto di gruppo, che ci è stata consegnata ieri.
E la foto di gruppo a fine anno ha molto più senso e sentimento. Sono davvero tutti amici a fine anno.
E molti sanno che non si rivedranno più, o perlomeno lo percepiscono. O forse sono io che ci vedo 'ste cose in quella piccola e importante fotografia.
Tornati a casa ho aperto la bustona gialla che la conteneva, e subito ho chiesto a I. i nomi di tutti i compagni, per scriverli nello stesso ordine della foto, dietro la busta (sono anche nomi impossibili tipo sam-sam.. osman.. jaseb.. insomma non so nemmeno se li ho scritti correttamente). Poi dalla busta è venuta fuori una foto più piccola, con gli stessi bimbi, ma stavolta con facce buffe e strane, linguacce e musi storti: la foto più buffa ch'io abbia mai visto (ode alla mamma-fotografa che l'ha escogitata :-)

E così il nostro primo anno scolastico è finito.
La pagella è stata una fonte luminosa di orgoglio genitoriale e figliesco.
Abbiamo nuovi amici, e di questo ne siamo felici e fieri; alcuni amici invece partono, ma confidiamo di non perderne le tracce.

E poi il prossimo sabato partiamo per l'Italia. E questo, adesso, è il nostro luminoso pensiero.


lunedì 16 luglio 2012

Benvenuto Filippo!

E' che una mamy molto smile ha dato alla luce il piccolo Filippo stanotte.

E lei, come se niente fosse, questa mattina mi raccontava, per telefono e con non poca energia, tutto quello che era accaduto prima durante e dopo il parto.
Secondo me è fatta di un materiale alieno questa straordinaria donna.

Congratulazioni Antonella, e benvenuto a Filippo, il cucciolo numero tre!
:-)

giovedì 7 giugno 2012

La regina, Le vacanze, Gli amici

Ok, ho riaperto le polverose porte del mio blog.
Ma non è che abbia in mente un preciso post da pubblicare.
A volte mi vengono in mente argomenti di cui parlare, pensieri da condividere, cose ispirate da ciò che leggo in giro, da quel che mi capita sotto gli occhi, da quel che sentono le mie orecchie, ma poi inciampo, nelle mie stesse parole, inciampo nei miei stessi pensieri, e allora cambio punto di vista e no, non ho voglia di scrivere.

Ma intanto qui a Londra c'è stato il Queen's Diamond Jubilee, e Londra si è vestita di Union Jack, ogni singola strada, ogni negozio, ogni angolo, ogni casa vittoriana faceva sfoggio della propria inglesità.
E ci sono stati gli street party, e i Queen's Jubilee Lunch (il 31 di maggio nelle scuole, io vi ho partecipato), enormi pic nic all'aperto (se il tempo permetteva), ubriacatura libera a tutte le ore, molto, molto british. E poi la parata delle barche sul Tamigi (mille barche per sua maestà), e il mega concerto ai piedi di Buckingham Palace, e poi la cerimonia alla cattedrale di st.paul.
Ma queste cose le saprete già, anzi, fose siete anche più informati di me..

Quel che invece non sapete, è che in questo speciale week end, è venuto a trovarci l'amico Ob1 dalla nostra terra natale, e ha portato un pò di movimento, di compagnia, di allegria, sia a noi, che a due bimbi un pò troppo soli, in questa terra straniera.
E' stato bello averlo qui e mostrargli una Londra più famigliare, che turistica. Mostrare a lui i luoghi cari a noi e alla nostra quotidianità e, in questo modo, regalarci una nuova prospettiva.

Abbiamo fatto anche una specie di seduta psico-terapeutica, in cui cercavamo di spiegargli cosa non andava con Ivan (che sta diventando molto molto capriccioso e 'arrabbioso' come dice lui), e lui, che ci conosce da quando Ivan è venuto al mondo e ci ha visto diventare genitori e crescere a nostra volta, ci dava qualche consiglio spassionato, o semplicemente descriveva quel che vedeva, e per noi era già tanto. Uno specchio su di noi e sul nostro quotidiano, che un pò il ruolo della famiglia è proprio quello, e quando la famiglia non c'è, o siete solo voi, viene a mancare questo raffronto, confronto, questa verifica. Il telefono non basta.

La nostalgia di Ivan per l'Italia è aumentata.
La prossima settimana viene a trovarci mia sorella, con suo marito e due dei quattro figli.
Che dirà Ivan quando andranno via?
Oggi eravamo su skype con barbamamma e i suoi barbacuccioli.
Ivan dopo non faceva altro che dire che voleva in quel momento essere in Italia e giocare col cuginetto T.

Intanto questa settimana di half term sta finendo, e poi arriverà un pezzo di famiglia, qui, anche se per poco tempo.

Contiamo i giorni.

Why's Giveaway






Qui i dettagli del dolce give-away..

giovedì 29 marzo 2012

Londra: una città a misura di mamma

Quando sentivo parlare di Londra, in genere questa veniva dipinta come una città 'a misura di bimbo', ed è facile scoprirne il motivo: la quantità e qualità di parchi giochi, le strade 'buggie friendly', le piste ciclabili, sicure anche per uno scooter a quattro, tre, due ruote, le attività che un bimbo può praticare a livello sportivo o nel tempo libero, i parchi verdi che semplicemente fanno respirare un'aria migliore di quella che di solito una si aspetta da una 'grande città', e tutti i servizi tipo children centre pensati a misura loro, i family learning organizzati in ogni comune, per promuovere il quality time passato in famiglia, eccetera eccetera.
Sono certa che ognuna delle mamme che a Londra vive potrà dare la sua personale interpretazione del 'a misura di bimbo'.

Ecco, la mia personale scoperta di oggi, è che 'a misura di bimbo' significa anche 'a misura di mamma'... perchè, è vero che M. in Italia andrebbe già all'asilo (privato e non costoso dalle mie parti), mentre qui dovrei lavorare solo e soltanto per mantenerlo al privatissimo nido.. però, e forse proprio per questo, ci sono tutta una serie di attività che una mamma può fare col suo cucciolo e (scoperta di oggi) anche senza!
Oh, gioia infinita invadi il mio mattino!
E chi ha un duenne cozza-way sa benissimo di cosa parlo.

E' successo, questa mattina, che mamma carpina, nella modalità 'non mi faccio mai i fatti miei', è riuscita (finalmente) a convinvere l'amica H (pakistana) ad iscriversi al famoso children centre del cuore, e mentre era lì con lei (quasi portata di peso) che riempiva il noioso e precisissimo modulo, ha sbirciato il time-table, che in realtà guarda senza molta convinzione (ne ha due copie a casa, arrivatele puntuali per posta subito prima che la new season cominciasse).
E scopre che questa mattina (come ogni giovedì) era in programma una cosa chiamata 'Parent's space', con 'limited crèche 0-5y' che, sinceramente, non sapeva proprio che cosa fosse. Ebbene, crèche ha scoperto essere la parola per dire 'asilo nido'.
E quindi ripresasi dallo spavento, ha chiesto e richiesto se poteva frequentare, e se c'era 'room' per il suo piccolo nella crèche. Sure! Of course! :-O

Io ero felice non solo perchè potevano tenermi il piccolo, (insomma non è che andrei a frequentare i 'basic maths course' solo per far stare Mattia con simpatici crèche helper e altri bimbi)  il fatto è che le attività di questo parent's space sono varie ed eventuali, e sul time table c'era scritto 'sewing and crafting activities', e mi avevano detto che oggi avrebbero fatto qualcosa per Pasqua (e io lì a immaginare cestini intrecciati a mano, fiori da creare con le proprie mani, decorazione di uova.. e chissà cos'altro!!), quindi ero felice perchè mi sembrava di stare nel posto giusto, al momento giusto!
A dirla tutta, io vorrei tanto imparare a cucire, a fare piccoli pezzi di artigianato.. ieri ho rubato una giornata all'amica A (Ivan era a casa, causa sciopero maestre della sua classe, e in tre ci siamo trasferiti di peso a casa sua..) e lei mi ha mostrato una bambola di pezza con le sembianze di Heidi.. BELLISSIMA! Vabè, lei è un'artista e quindi non mi ci paragono proprio, però davvero, fare le cose con le proprie mani (al di là di cucinare insomma) è una cosa che mi ha sempre affascinato..

Tornando a stamattina, bardo M. per farlo giocare con l'acqua (rigorosamente tiepida) outside, firmo quel che c'è da firmare (sono precisissimi riguardo allergie) e vado upstairs, convinta che dopo poco mi sarebbero venuti a chiamare per riportarmi a casa un piccolo, indemoniato, mammone M..
E invece..

Vado sù, apro la porta, e cosa c'è sul tavolo? Cosa costituirà il materiale di base per la today's session? .....rullo di tamburiiii.......
Cioccolato, pirottini e ovetti di cioccolato!!!!!!!!!!!
Chocolate nests cupcake, questo è il progetto di oggi!
Sono incredula.
Non è che a me non piaccia cucinare (anzi) ma.. come dire.. speravo di fare qualcosa di 'diverso', e di allontanarmi un pò dal mondo della cucina e dei dolci. E poi sarei a dieta!!!!!

Vabè, ormai sono lì, faccio conoscenza con le altre mamme, tutte simpatiche, tutte che se la ridono, frequentano il corso da quando è iniziato praticamente.. io sono la novella, e tutte mi danno un caloroso benvenuto.
E, sorpresa sorpresa, una ragazza, S, mi chiede se sono italiana (il mio nome le suona italiano), le rispondo yes, I'm italian, e lei mi risponde  'mio marito è italiano, io brasiliana di madre spagnola, ma sto con lui da dieci anni, quindi possiamo parlare in italiano se vuoi' :-)
Ora, questa bellissima e simpaticissima ragazza, mamma di un 17-months-old boy, è qui a Londra da 4 anni, prepara dei cupcakes bellissimi e buonissimi (li aveva portati per augurare happy easter a tutti quelli del children centre e alle mamme del corso! quindi dieta, aspettami che torno!), e abita nel mio quartiere! :-)
Ci siamo scambiate il numero, e ripromesse di vederci presto!

E M.?
M. intanto giocava giù con l'acqua (his best friend), con il crèche helper, e con L, il figlio di S :-)
Non è proprio a misura di una povera mamma-senza-granchè-da-fare questa città?

Mercoledì prossimo c'è una caccia all'uovo lì al children centre del cuore. Non vedo l'ora di tornarci! :-)

venerdì 3 febbraio 2012

Incontri, sul bus, una mattina d'inverno

Lei ogni giorno porta a scuola le sue due figlie.
Sale sullo stesso bus che io prendo ogni giorno con Ivan, Mattia, e Ay, la mia amica piccola indiana.
Le di lei figlie sono sempre sorridentissime. Ridono e sghignazzano tra loro. Hanno mille trecce sottili, al posto dei capelli. Al contrario degli altri bimbi hanno i cappottini coordinati alla divisa scolastica, e sono sempre ordinatissime, e copertissime.

Questa mattina, causa vento gelido, io ho scambiato due chiacchiere con Lei, che non indossava il cappello e le ho chiesto come facesse... ed ecco che mezz'ora dopo mi accompagnava al comune per ritirare un modulo per richiedere certi benefit, e poi in libreria per farmi chiedere dove fosse l'ufficio citizen advisors più vicino... per poi scappare via, che lei doveva andare al consolato a sbrigare non so quale pratica.
Lei mi ha aiutato e continuava a dire 'se nessuno te lo dice, tu come lo sai? allora io te lo dico, così tu lo sai!'
Ma non me l'ha solo detto.. mi ha preso per mano e mi ci ha portato, in questi posti che io immaginavo oscuri e 'burocratici' da buona italiana quale io mi ritengo.
E invece scopro che qui gli uffici pubblici sono ordinati, con aperture automatiche, con tutti i comfort per le sedie a rotelle (che si ripercuotono poi sui portatori di passeggini, come la sottoscritta), ampi, silenziosi anche se pieni di gente, che l'impiegato di colore dietro al desk, che ha due denti d'argento e parla un bellissimo inglese, è gentile, paziente, e pare contento di fare il proprio lavoro! Che, nello specifico, è di indirizzare la moltitudine di gente al posto giusto in base alle richieste, o consegnare forms da riempire (come nel mio caso).

Scopro che nelle Library di zona puoi ottenere un sacco di informazioni, come ad esempio dove si trova l'ufficio citizen advisor più vicino, che la tipa oltre che stamparmi i dati del più vicino, che pare sia a Battersea, mi voleva anche stampare la mappa, creare il percorso migliore da fare con il bus, dicendomi di non fidarmi sempre del sito da cui praticamente dipendo per la mia logistica londinese (tfl.gov.uk) perchè magari ti fa fare il giro lungo e se non conosci la zona, non lo sai.. (è vero, è successo anche a me, ma questa è un'altra storia).. e insomma, dopo esserci augurate un 'have a lovely day darling' vicendevole, sono uscita da lì leggera leggera.

Lei viene dalla Nigeria e ha vissuto dodici anni in Italia, nel Veneto, dove le sono nati i quattro figli, due maschi e due femmine.
Ha scelto di vivere a Londra, dove da ormai due anni ha trapiantato i suoi figli, e dove, dice, si sta bene. Ha provato la California, ma dice che vivere in America, significa diventare Americani, e invece lei vuole che i suoi figli sappiano che sono Africani, da dove vengono, cosa si portano dietro. E pare che questa sia una cosa impossibile in America. E che invece, qui, sia possibile, fattibile, e anzi, consigliato.

Ho visto il suo cappottino rosso a pois bianchi ancheggiare lontano, mentre con fare spavaldo si perdeva in quelle strade grandi e rumorose.
Lunedì la rivedrò sul bus.

martedì 25 ottobre 2011

Con l'aiuto degli amici

Erano i primi anni novanta, e carpina fu inviata, quasi tredicenne, in missione speciale, a far da baby sitter ai suoi due nipotini interregionali.

Accadde così che la sua big sister, madre dei nipotini, trapiantata in terra romagnola per amore, il cui lavoro estivo consisteva nel pulire e riordinare le camere di uno dei tanti alberghi della costa, un giorno le portò in dono una audio cassetta del cantante Alessandro Canino, contenente la hit del momento 'brutta'.
In quell'album era presente una canzone che piaceva molto alla mamma di carpina. Il titolo è il medesimo di questo post.
Una domenica mattina, dei primi anni novanta, mentre carpina era pronta ad uscire, sua madre le chiese di mettere su quella canzone.. quella che parlava dell'aiuto degli amici... nessuno sapeva che non restavano neppure un paio d'anni per essere madre e figlia.

Qui a Londra, carpina ha trovato degli amici, delle amiche.
C'è chi l'ha accolta in casa sua, deliziandola con cibo e chiacchiere.. c'è chi le ha regalato un sacco pieno di robe per Mattia (il fantastico riciclo di roba per bambini), insieme a tanti consigli.... c'è chi le ha regalato un paio di tende, prontamente appese nella stanzetta, dove carpina aveva adattato un inguardabile lenzuolo (temporaneamente)... c'è chi le ha regalato un bellissimo paio di orecchini, fatti con le proprie mani... c'è chi le scrive per e-mail quando ci possiamo 'conoscere' per un caffè.. e anche chi sa dire esattamente dove piazzare il tuo curriculum, per poter trovare un buon lavoro (e grazie a lui, maritosgainz cambia lavoro..)

E carpina più di una volta ha ripensato alle parole di quella canzone che tanto piaceva a sua madre, e a sua madre, che nei primi anni di matrimonio era espatriata in Svizzera....

giovedì 20 ottobre 2011

32 motivi per essere felice

- il mio primo compleanno londinese
- gli amici che sono venuti a festeggiarmi
- l'amore di maritosgainz
- l'amore di ivan
- l'amore di mattia
- le telefonate ricevute durante tutta la serata
- finalmente il primo giorno di vero freddo, quello che amo
- le guance graffiate dal vento
- il fiato che evapora dalla bocca e viene portato via dal vento..
- la torta, bruttina ma gustosa
- i sorrisi, di ogni ordine e grandezza, che come stelle nel cielo, riempiono il cuore
- le mie mani, e quel che fanno
- la mia bocca e quel che mi regala
- i miei occhi e quel che guardano
- le mie orecchie e quel che ascoltano
- il mio naso, e quel che sente
- il mio cuore, ora e sempre. e la sua pienezza.
- la crema idratante, col suo profumo delicato
- camminare nel vento, coi capelli sciolti, che follemente danzano
- il mio primo libro inglese..
- i fiori, sul davanzale, e nel prato
- la tavola piena, di cibo e di persone
- sentire mattia che risponde ssì, e cerca di dire graaaazie (aaaaee)
- sentire la maestra di Ivan farci i complimenti perchè è un brilliant boy, very quick
- sapere di non essere sola, anche quando non c'è nessuno intorno a me
- il silenzio e il tepore della casa addormentata
- le coperte calde, dal lato di maritosgainz
- i baci piccolini, e le carezze di due manine di dieci centimetri..
- gli abbracci del buongiorno..
- la vita alle nostre spalle
- la vita che abbiamo davanti
- la salute, e la voglia di fare sempre meglio...




mercoledì 24 agosto 2011

Blogger, commenti, lamentele e amiche

Ho appena scoperto, che qui e lì (su blogger) i miei commenti non sempre vengono salvati e
anche sul mio stesso blog!
Ho visto che i miei commenti in risposta ai commenti dei miei commentatori (chiaro no?) non sono stati salvati negli ultimi giorni!
E siccome sono un pò pigra in certe cose, e fondamentalmente i miei commenti ringraziavano i commentatori, ecco che vi ringrazio con un apposito post. ;)

Stamattina era autunno, qui a Londra. Poi nel pomeriggio è arrivata l'estate. Gourgeus.
Siamo stati al parchetto qui vicino, cinque minuti a piedi, anche se c'è da attraversare la Putney Hill, e quindi la strada si allunga per arrivare ad un semaforo per pedastrians come noi, con tanto di bottoncione e WAIT lampeggiante e biip per dirti di andare.

Oggi, la prima volta da soli al parchetto di zona, ho conosciuto V.
Bellissima mamma rumena, sposata con un serbo, vive qui da qualche anno, e ha due figli, N, quanto Ivan, e la piccola D, di soli tre mesi.
Ivan e N hanno giocato tutto il tempo, e pur non usando lo stesso linguaggio, parlavano la stessa lingua, quella dei giochi e delle risate e degli sguardi di intesa. Mattia rincorreva il pallone di N, e si incavolava se qualcuno glielo rubava. E' un original soccer player, Mattia, really.

E insomma da cosa nasce cosa, ci siamo ritrovate lì a chiacchierare, uniche mamme del parco (ancora per poco), chatting and laughting about (the children, the mom job, the GP, the lonelyness of the mothers like us, away from home..)
Io le ho detto che ancora mi sento in vacanza, ma lei che è qui da qualche anno, e che qui non ha nessuno, tranne i suoceri (e noi manco quelli), dice di sentirsi a volte sola, più che altro perchè non ha nessuno con cui parlare, il marito è fuori tutto il giorno, e lei sta coi bimbi, lavora part time da casa, studia per laurearsi (ultimo anno per accountant) e... si sente sola.

Il solo fatto di avermene fatto cenno, fa cadere qualsiasi barriera che l'educazione potrebbe precauzionalmente alzare in me.
E io le sono grata di questo, anche.
Ci siamo scambiate il numero di cellulare, e lei mi ha scritto un sms (doveva reperirmi la dicitura di questo articolo qui, che qui a Londra si cammina assai, e Ivan si stanca facilmente) in cui ribadisce ch'è contenta di avermi incontrata.

Non so, sarà il sentirsi simili, mamme di altri paesi, che si ritrovano qui barcamenandosi tra l'inglese e la propria lingua, pensando ai bambini, al loro futuro, e non sapendo bene che piega prenderà la propria vita. Sarà che parlavamo la stessa lingua, pur con un differente linguaggio.
Sarà che oggi the weather was really lovely, ma sotto quel sole, mi sa che è nata una bella amicizia.
Yes we can.
Let's see what happens!

venerdì 27 maggio 2011

Londra, amici e sorprese

A Londra abbiamo avuto una piacevole sorpresa: abbiamo incontrato Rossana e il suo piccolo Q, in questo bellissimo parco di cui lei ha degnamente parlato sul suo blog.

Non solo, dopo esserci conosciute lì al parco, e aver parlato del più e del meno, è venuta fuori la sorpresa: l'invito a cena a casa loro.

Ora, non so voi, ma qui ci hanno abituato a lunghe trattative e preparazioni, per poter organizzare una cena tra amici.
'Ci hanno abituato' significa che noi saremmo pure così easy come lo sono stati Rossana e il suo D, ma non si può.. orari, impegni, daffare, c'è sempre dell'altro.

E invece loro ci hanno accolto, invitato, si sono messi in gioco, con una spontaneità, un'allegria e una semplicità che ci hanno davvero colpito.

E così Q e Ivan se la sono spassata, nonostante la differenza d'età, e noi abbiamo fatto chiacchiere in quattro, come non capitava da tempo, tanto tempo!

Quindi, GRAZIE DAVVERO DI CUORE, a Rossana, D e Q per il gradevole tempo regalatoci!

giovedì 19 maggio 2011

Stranezze web

o meglio, bellezze web.

Sono in contatto con due mamme, conosciute grazie alla rete, che mai come in questo caso mi pare una rete di salvataggio.

R è la mammainlondon nel mio blogroll, mentre A l'ho conosciuta su mammealondra.
E così, un ricco scambio di email, e ti ritrovi allo specchio, con dubbi spiegati, domande poste, e background che si ripetono.

L'avventura londinese si prospetta meno solitaria.

Grazie, web.

domenica 1 maggio 2011

Un piccolo sabato da ricordare

Un sabato di campagna.
Campagna fredda, ventosa e pioggereccia.
Casa accogliente e amica.
Cibo in quantità (niente dieta).
Amici intorno a un tavolo, intorno al fuoco, intorno alla cucina.
Amici e risate.
Amici, risate e parole.
Vino, arrosto e compagnia.
Bimbi contenti, sazi, allegramente stanchi, di quella stanchezza vera, fatta di mille giri in bici e mille tiri di pallone, e poi baruffe e risatine.
Parole scherzose e parole sincere, e fermarsi ogni tanto a guardarsi intorno fissando dentro sè una fotografia. Piccola. Da ricordare.

(grazie agli amici che hanno salutato in questo modo maritosgainz in partenza)

giovedì 14 gennaio 2010

Una mamma.. al lavoro

Stamattina, per lavoro, ho chiamato un cliente di un'altra città.

Ha risposto la moglie, e in sottofondo, sentivo gorgoglii a me familiari, provenienti da boccuccia di bimbo-di-pochi-mesi (in questo caso, ho poi appurato, bimba).
La telefonata inizia con il Lei.
Io detesto il Lei - mi impappino, non lo so tenere per tanto tempo.
A un certo punto le dico 'dài, diamoci del tu, siamo coetanee, no?'
e lei 'no, credo di essere più grande di te'
vabbè alla fine ha appena compiuto 29 anni, e io 30, quindi coetanee sì, ma sono più grande io...

E che succede quando due mamme, giovani, in attesa o poco più che puerpere, si incontrano (anche solo telefonicamente)?
Via tutte le barriere, abbassati tutti i pudori, ci siamo intrattenute un quarto d'ora parlando di ginecologi, cerchiaggi, parti naturali, prossimi bimbi previsti (i suoi), emorragie post partum, prostaglandine, lacrime e attese - poi premiate dal vagito del nascituro.

Per farla breve, suo marito (il cliente che ho chiamato) deve venire qui da noi nel pomeriggio.. verranno anche lei e la bambina, così ci conosciamo :-)

mercoledì 25 novembre 2009

SempliceMenteGeniale

Una cara amica è in cerca di lavoro.
Stampa e spedisce curriculum ormai da mesi, ma la crisi c'è, e si vede.

E per una donna-mamma, diciamola tutta, la crisi è ancora più pesante, perchè già in 'tempi normali' si viene viste come le pecore nere tra i lavoratori, * quelle che 'ho bisogno di un permesso, devo portare il bimbo al dottore' - quelle che 'non vengo, ho il bimbo con la febbre e non so dove portarlo' - quelle che 'sono incinta' - quelle che 'vorrei il part-time' * figurarsi in tempi di crisi economica come questi.

Ma lei è forte, non demorde, tenta e ritenta.
Guarda la sua splendida duenne, e sa che è anche per lei, che cerca lavoro, nonostante le ore che naturalmente sottrarrà al loro rapporto.

Ha fatto un colloquio. E' piaciuta tanto. Si accordano per una settimana di prova.
Al termine del primo giorno di lavoro (dopo ben 9 ore e mezzo di lavoro, ndr), finalmente prende coraggio e va dai titolari, a 'chiedere' a quanto ammonterebbe lo stipendio (tasto non toccato in fase di colloquio, e neppure quando l'hanno richiamata.. ma che delicatezza 'sti titolari! come se non volessero offenderla parlandole del vile denaro.. ehhh la nobiltà d'animo è merce rara di questi tempi).
Ebbene.
Stipendio base, nella norma e orari di lavoro che definire massacranti è poco.

Da lunedì a sabato - dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 21.00.
Per gradire, a Dicembre, visto il Santo Mese, si lavorerà anche la Domenica. Stessi orari.
Senza pausa settimanale. E senza il pagamento di alcuno straordinario. Per un anno.
Perchè devono 'vedere come lavori'.

Miei cari.
Per 'vedere' come uno lavora, esiste il periodo di prova - che tra l'altro dev'essere retribuito, e qui chissà.
Per 'vedere' come uno lavora, ti bastano le NORMALI otto ore giornaliere - non c'è mica bisogno di 14 ore di straordinario settimanale.

Se tu, imprenditore, prendi con 'sta storia 3 dipendenti - in una settimana ne paghi 3, ma ottieni le ore lavorative di 4 dipendenti!

Togli le ore stra-ordinarie ai tre dipendenti che hai, e pagane un quarto!
Darai lavoro a una persona che ne ha bisogno e tutti avrebbero la loro vita al di fuori del lavoro e,... ah!
Eh no.. e dove starebbe poi il tuo guadagno?

I bravi imprenditori non hanno bisogno di questi sotterfugi per guadagnare, o anche solo per 'rimanere a galla'.
A trovarli, però, i bravi imprenditori.

Io non sono imprenditore, non lo saprei mai fare.
Però quando ho davanti uno stupido, lo riconosco.
E francamente sono stanca di venire a conoscenza di imprenditori che sono 'bravi' solo sulle spalle dei propri dipendenti - e che anzichè portare i lavoratori della propria azienda nel palmo di una mano, li sfruttano, li mortificano, li offendono, li umiliano, li schiavizzano, ci guadagnano su, li ignorano.

E' un pò come sentire uno che parla male della propria moglie - e viceversa: in un rapporto che dovrebbe basarsi sul reciproco rispetto, non può esserci spazio per certi colpi bassi.

venerdì 6 marzo 2009

Esiste il colpo di fulmine nell'amicizia?

Ieri.
Bellezza sfacciata, ignara di averla - ieri pomeriggio ho conosciuto una ragazza - occhi grandi e all'erta, sorriso generoso e avvolgente, parola facile - che mi ha fatto sospirare la mancanza di amiche nella mia vita.
"Conosciuto" non è il termine adatto, visto che non so neppure il suo nome..

E' entrata nel salone del parrucchiere dove i miei capelli hanno ritrovato colore, e io l'ho riconosciuta, pur non avendola mai vista prima, che quasi mi commuovevo.
Capelli lunghi, arruffati, bellissimi, le incorniciano il viso rotondo e solare.
Ricorda il sole, anche per via del colore dei suoi capelli, un bel castano chiaro naturale - mai tinto.
Sentendola giustificare questa sua montagna di capelli, e il fatto di non averli mai tagliati decentemente, con la paura poi di non piacersi, di non trovarcisi bene - io vedo e sento mè stessa, in quelle parole, nella sua voce che ha un volume esagerato - e nel suo modo di parlare veloce, che pare non riesca a star dietro ai suoi pensieri.
La spiavo dallo specchio, e appena lei guardava dalla mia parte, i miei occhi cambiavano rotta.
Solo una volta ho dovuto continuare a guardare, e lei.. mi ha sorriso.


Poi ci fanno lo shampoo una accanto all'altra, e mi parla, con molta naturalezza, chiacchieriamo e io la faccio ridere, e lei mi fa ridere.
L'accordo perfetto di spirito.
Ha notato i miei capelli lunghi, e ci scambiamo segreti di bellezza e mantenimento sui capelli lunghi.
Lei se n'è andata, e mi ha salutato coi suoi grandi occhi, felice del nuovo taglio, e io sono rimasta lì, basita a chiedermi com'è che sono diventata così, arida di parole, arida di sorrisi.

Guardavo lei, il sole, e io mi sentivo la luna.
E pensavo che mi ricordava mè stessa, da adolescente.

Mi ha ricordato la mè stessa che il primo giorno del primo anno delle superiori, ha scelto la ragazza che voleva come compagna di banco, tra tutte le ragazze della prima D che mestamente si recavano in classe, e l'ha salutata, inondandola di parole, racconti, segreti - donandole il fiore dell'amicizia, così in maniera semplice e genuina.
Cosa mi è successo?
Dirlo con precisione mi è impossibile, allora mi rifugio nel fatto che era il settembre del 93 e, io, ero un'altra io, come tutti.
Commuovendomi per lei, rimpiangevo la me stessa che non c'è più.

La solarità di quella ragazza, era tanto più pura e luminosa, quanto più la rapportavo con l'essere orrendamente cupo che mi stava sulla poltroncina accanto, una serpe tutta bikkembergs e hogan, lampade e capelli piastrati, con gli occhi piccoli e cattivi, che non parlava, ma biascicava, e i cui unici sorrisi che concedeva, erano per sè stessa, per festeggiare il proprio carattere guerrafondaio e vendicativo, che entro la sera le avrebbe fruttato il rimborso di una costosa pianta d'arredamento.

Come facevano a stare nella stessa stanza due esseri così tanto diversi?
E infatti si ignoravano. Il diavolo e l'acqua santa.