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sabato 28 maggio 2011

Il corpo delle donne



il blog: http://www.ilcorpodelledonne.net/
l'ho appena aggiunto al mio blogroll.
E' indicibile la sensazione di ascoltare ciò in cui si crede, ma che non si riesce mai ad esprimere.

giovedì 14 gennaio 2010

Una mamma.. al lavoro

Stamattina, per lavoro, ho chiamato un cliente di un'altra città.

Ha risposto la moglie, e in sottofondo, sentivo gorgoglii a me familiari, provenienti da boccuccia di bimbo-di-pochi-mesi (in questo caso, ho poi appurato, bimba).
La telefonata inizia con il Lei.
Io detesto il Lei - mi impappino, non lo so tenere per tanto tempo.
A un certo punto le dico 'dài, diamoci del tu, siamo coetanee, no?'
e lei 'no, credo di essere più grande di te'
vabbè alla fine ha appena compiuto 29 anni, e io 30, quindi coetanee sì, ma sono più grande io...

E che succede quando due mamme, giovani, in attesa o poco più che puerpere, si incontrano (anche solo telefonicamente)?
Via tutte le barriere, abbassati tutti i pudori, ci siamo intrattenute un quarto d'ora parlando di ginecologi, cerchiaggi, parti naturali, prossimi bimbi previsti (i suoi), emorragie post partum, prostaglandine, lacrime e attese - poi premiate dal vagito del nascituro.

Per farla breve, suo marito (il cliente che ho chiamato) deve venire qui da noi nel pomeriggio.. verranno anche lei e la bambina, così ci conosciamo :-)

mercoledì 11 marzo 2009

Cicli femminili

Ogni mese, la vita ricomincia.
E' come se ogni mese ti fosse data un'opportunità.
L'opportunità di una nuova vita.
Ed è un'euforia tutta femmina, questa.


Ubriaca di ormoni
cammino le strade
sotto i cieli che conosco
e le stelle che ignoro.
Ingoio le notti
velata di luna.
E mi bevo i giorni
piangenti di sole.
Il sole sono io
La luna sono io
La terra è dentro me.

martedì 3 giugno 2008

BE CREATIVE

Sabato si è conclusa a Bari la Biennale Mostra d'Arte Figurativa.
Sabato pomeriggio siamo stati per qualche ora, a zonzare per gli stand, cosa che col passeggino era anche divertente, mentre senza, quando Ivan ha deciso di scendere, lo era meno.

L'aria era tutta pregna di rumori e colori, e tutta la gente che c'era, multietnica, era di un'unica razza, quella artistica.
E io scherzavo quando dicevo che sarei andata a presentare il mio cucciolo in una sessione libera, dove chiunque poteva presentare la propria opera d'arte - ma una signora, rivolgendosi al mio cucciolo che scorazzava in quegli enormi padiglioni colorati, gli ha teneramente chiesto 'e tu, di che autore sei??'
Che buongusto.. ;)

Tra le varie opere, ce n'era una da indossare: un burka, appeso a un filo, difronte a uno specchio a muro, e a una sfilza di pacchetti di linessetaultra.
Io l'ho indossato, e... sono scomparsa.
Mi guardavo riflessa nello specchio, ma vedevo un fantasma.
Muovevo io, quel fantasma, ma di me non c'era traccia.

Il mondo visto da dentro il burka, risultava bucherellato, appena tratteggiato, ancora più sfuggente.
I propri occhi sono già un limite naturale, non riesci a guardare al di là di ciò che essi ti permettono di guardare. Se poi questi occhi li filtri ulteriormente, mi restituisci una realtà ancora più parziale, e ancora meno chiara.

Però. C'è un però.
E' vero che la nostra società punta molto, consapevolmente o meno, sulle apparenze.
Una bella ragazza ha la vita più semplice di una bruttina. Questo, dal punto di vista di una bruttina.
Comunque: 'mascherata' (non mi viene in mente un termine più elegante) in quel modo, io non ero io, eppure sentivo che ero io.
Io non ero occhi, naso, bocca, viso. Non ero capelli e braccia. Non ero gli abiti scelti da indossare. Ero pura essenza.
Non avendo le mie sembianze, per essere me stessa avrei dovuto puntare tutto su qualcos'altro: la mia personalità.
Non potendo puntare su smorfie, espressioni, queste vengono annullate, il superfluo appiattito.
E non resta che il nòcciolo di sè stessi.

Il trucco c'è..


Week end iniziato dall'estetista, dove, dopo qualche lacrima scivolata via dalle mie pupille, per premio, mi sono fatta fare mani e pedi-cure.
E la ragazza mi fa: ma perchè non usi sempre lo smalto? hai delle belle mani..
E io: ehm...bhà, non so..
Vado a pagare, mi guardo le unghie, gliele mostro, e le dico 'ecco perchè non uso lo smalto'.. era già tutto sbrecciato. nemmeno dieci minuti, ed era già tutto rovinato.. :-(
sono troppo pragmatica, io, uf.
Debbo invece ammettere che lo smalto sulle unghie dei piedi, è carino parecchio!! :-)

mercoledì 28 maggio 2008

L'impotenza femminile


No, non è un post sulla frigidità.
E' un post cui tengo molto.
E' un post dettato dalla necessità di mettere nero su bianco (quando scrivo è nero su bianco, quando pubblico è azzurro su bianco, ma passatemi comunque quel modo di dire) la situazione che una mia cara amica vive, forse inconsapevolmente.
E scusatemi se è un post lungo.
Mettere nero su bianco mi ha sempre aiutato a capire.
Non pretendo di scavare per dissotterrare infine la ragione ultima, della sua situazione.
Non pretendo di riuscire a far capire obiettivamente la situazione, anzi, sicuramente la farò vedere solo dal mio punto di vista.
Vorrei solo riuscire a capire, anche io sola, perchè accade questo.

Accade che due ragazzini si innamorano. Lei ha quattordici anni, e lui diciassette.
Sono giovani, sono germogli, ma sono umanamente completi, individui con una propria identità, con una propria personalità ben definita. Gli manca solo l'esperienza, che li rafforzerà.
Accade dunque, che questa esperienza la facciano insieme, e si ritrovano a sposarsi otto anni dopo essersi innamorati.

E quindi, ci si incontra, ci si innamora, si cresce insieme, ci si sposa, e si coltiva la vita a due, nel reciproco rispetto.
Rispetto. Già.
Peccato sia qualcosa di assolutamente sconosciuto, il rispetto, sia per il ragazzino di diciassette anni, che per l'uomo di trentatrè.
O meglio, il rispetto lui lo conosce, ma solo sotto certi aspetti: rispetto per il potere, rispetto per i soldi, rispetto per la proprietà.

Potere: il potere del più forte, di colui che urla di più, di colui che sbraita di più - salvo poi fare una battuta da ridere, e aggiustare tutto.
Soldi: più sono e meglio è. I soldi li fa lui e solo lui. Per fare soldi fa debiti, e per togliere i debiti lavora 16 ore al giorno, ma cazzo, i soldi, alla fine, li vedremo.
Proprietà: concetto a largo spettro. Qui non mi riferisco solo alla proprietà di un bene o oggetto. Mi riferisco alla proprietà della persona. Mi riferisco al possedere un'altra persona. Ebbene, lui possiede lei.

Lei: dolce, non stupida, ragazza innamorata.
Per essersi innamorata di lui, qualche lato buono, lui, deve pur averlo. Io, da fuori, non lo vedo manco se mi cavo gli occhi e glieli porgo su un piatto d'argento per farglieli ingoiare, e guardarlo daldidentro.
Può anche darsi che li abbia usurati col tempo, i suoi lati buoni, lui. E che quindi oggi non siano più visibili, perchè troppo consunti, non perchè inesistenti, o falsi quando c'erano.
Nel momento in cui però si sono usurati, e hanno preso il sopravvento i lati negativi, lei non poteva più nulla.
Il di lei cuore era già cucito al di lui petto.

Lei guarda indietro, a quei momenti belli passati insieme, a quelle frasi dolci a lui rubate, a quelle carezze, le prime e le ultime della sua vita, e si aggrappa, con le unghie e con i denti, a quei ricordi. Per poter andare avanti.
Per poter accettare, di buon grado, quello sguardo incazzato, quel silenzio pesante, mentre mangia dopo 16 ore di lavoro (e di assenza), quelle parole spazientite per telefono, quei commenti sprezzanti, quella mente al lavoro, sempre al lavoro, anche quando è a casa, anche quando è a letto, con lei, su di lei.
Per poter sopportare, di buon grado, quelle considerazioni gratuite sulla donna, sul ruolo della donna, sulle abitudini cattive della donna, sulla moralità dubbia della donna, sulle ridotte capacità fisiche e intellettuali della donna.

Una curiosità: sei mai stato DONNA tu, nella tua vita? E come fai a conoscere così bene, così profondamente l'animo femminile?

Lei non ha più un'identità.
Lei è una di lui protuberanza.
Agisce come farebbe lui.
Parla e pensa come farebbe lui.
Fa quello che lui decide che lei faccia.
Ma non è una situazione palesata, no, è subdola.
Lei non accetterebbe mai di essere visibilmente sottomessa a lui, poichè è orgogliosa.
Lei pensa che la vita sia normale così.
No, peggio: lei pensa che la vita giusta, sia così.

Ed io la vedo allontanarsi, incapace di parlarle nella sua lingua sconosciuta, impotente di fronte ai suoi occhi un tempo accesi, e oggi stanchi.

Lei non leggerà queste parole.
Le mie parole non la raggiungeranno.
Le mie parole moriranno qui.

lunedì 26 maggio 2008

Getting old..


Oggi è successo che guardavo su, nei balconi, mentre, in macchina, ferma nel traffico, tornavo a casa dopo il lavoro.
Lo faccio spesso, perchè qui c'è spesso traffico, specie all'ora di pranzo, e in genere ci vedo donne.
Donne che stendono o ritirano i panni.
Donne che chiamano qualcuno per strada.
Donne che aspettano che tornino i bimbi da scuola.

E anche oggi, ci ho visto una donna, una donna anziana.
Ed era lì, tutta intenta a raccogliere un fiore, da una fioriera del proprio balcone. L'ha colto con grazia e delicatezza.. poi gli ha sorriso.. e una volta reciso, ne ha sentito il profumo. Con una dolcezza e una tenerezza, che mi hanno fatto sorridere.
E mi ha fatto pensare che si può anche invecchiare bene.. restando sempre romantiche e graziose, e avendo la capacità di sorridere a un fiore.

Come recitava una mattonella della mia infanzia: 'Niente di più bello nella vita, che un bimbo e un fiore'... e come fare a non sorridere a un bimbo? E a un fiore?

mercoledì 26 marzo 2008

Cose da dire.. cose da non dire


Rubo un aneddoto accaduto ad una mia amica, che come sempre mi fa sorridere, e poi pensare..

Va dal medico, non da uno qualunque, ma da un ginecologo, per fare una visita specialistica.
Ha da poco perso una persona cara, lei, e il medico le dice due parole di circostanza.

Poi, mentre lei sta nella posizione da 'visita ginecologica', lui inizia a parlare di teologia: la Nostra Religione ci dà coraggio, siamo fortunati a credere alla resurrezione di Gesù, le Altre Religioni così, le Altre Religioni colà.
La mia amica, in genere argomenta che è una bellezza, le dài il là, e lei ti inonda di parole, punti di vista, esperienze, valori, penseri.. ma in quella posizione.. le era un pò difficile trovare cose da dire, e sentiva la sua stessa voce che annuiva, mansueta, soprattutto per non far agitare il medico, che era impegnato in zone particolarmente delicate dell'anatomia femminile.

Col senno di poi, quando gli ha pagato i 90 euro richiesti, senza l'ombra di una ricevuta fiscale, chè quello neppure se fosse andato Gesù in persona, gli avrebbe fatto la ricevuta (però che c'entra, Gesù dovrebbe andare dall'andrologo, non dal ginecologo), quando insomma era fuori, in un ambiente meno intimo, e soprattutto in una posizione più consona al ragionamento.. le sono venute in mente tutte le cose che avrebbe voluto dirgli in quel mentre.

Ma dico io, ma ti sembra normale metterti a parlare di certe cose in quel momento? Proprio in quel momento??

Cose da pazzi..

lunedì 10 marzo 2008

Festa delle Donne


Sabato era l'otto marzo.
Sabato sera è successo che sono uscita senza il mio cucciolo, ma in compenso avevo tanta compagnia femminile, il che non mi capita spesso, anzi, diciamo che non mi capita mai!

L'otto marzo era una scusa, non ci siamo riunite come a festeggiare un carnevale del femminismo, nel giorno in cui qualcuna pensa che tutto sia lecito e tutto sia permesso, e che viene usato come valvola di sfogo per gli altri trecentosessantaquattro giorni dell'anno, no.
Ci siamo riunite per chiacchierare, stare del tempo insieme, qualcuna anche per conoscersi, chè non ci si conosceva tutte, e ovviamente mangiare e bere qualcosa, ma alla fine di chiacchiere ce ne sono state poche, perchè il titolare del posto che avevamo non-strategicamente scelto, aveva deciso di coprire il chiacchiericcio delle voci, coi decibel dello stereo, e allora anzichè parlottare, noi urlavamo, ma niente, non si poteva fare un discorso contemporaneamente tra sei persone sparse intorno a un tavolo lungo tre metri, e quindi si sono creati piccoli gruppetti che chiacchieravano per conto proprio.
Menomale che alla fine ci siamo deliziate con un tortino, col cuore fondente e fuso e bollente di cioccolato peccaminoso, e al lato un ricciolo di panna montata e fresca.
E c'era qualcuna di mia conoscenza, che anzichè terminare col dessert, voleva INIZIARE la cena con quel tortino fantastico!! ;-P

Comunque, ora che abbiamo un pò di esperienza nell'organizzare incontri, possiamo stilare un elenco di propositi, per la prossima volta:
- Locale pubblico, ma più intimo e meno chiassoso
- In settimana e non più di sabato
- Aspettiamo sinusoide, che sabato non era tra noi!! ;-)

martedì 26 febbraio 2008

4ever young


Ho scoperto che sono improvvisamente ringiovanita..
No, non da quando sono mamma, cioè sì, ma quello è un ringiovanimento che sento solo io, perchè è dell'anima, è dentro.. E anzi, da quando sono mamma, socialmente sono 'adulta' ormai.

E invece sono ringiovanita.. fuori!
Come? Volete scoprire il mio elisir di giovinezza? Mio, nel senso che forse vale solo per me, non so, non saprei dire. Ed eccolo qua: mi sono tagliata la frangia!

Sono almeno tre persone, che non si conoscono tra di loro, e che in tre momenti molto diversi, mi hanno detto che sembro più sbarazzina, che (addirittura) non sembro una mamma, ma una ragazzina, e che sembro molto più simpatica.
Nonchè tutti gli altri che mi dicono semplicemente che sto meglio.
Ma dico io: ma proprio così malconcia ero?

domenica 17 febbraio 2008

Maschio e Femmina li creò


Nel mondo ci sono maschi e femmine.
Io, femmina, ho un figlio, maschio.
Io, femmina, come una scema ho sempre asserito di 'preferire' le femminucce ai maschietti.
Questo prima di avere il mio cucciolo Ivan, ovviamente.
E' che dai maschi ti aspetti certe cose, dalle femmine altre.
Allora non è che siano diversi loro, siamo noi che abbiamo un atteggiamento diverso con loro, a seconda del sesso.
E comunque qualsiasi mamma, mentre fa la ceretta pensa:
1) se ha un maschietto: menomale, non sarà obbligato a un tale supplizio;
2) se ha una femminuccia: porcamiseria, anche lei soffrirà in tal modo!

Quello che ho notato, vedendo nascere e crescere tanti nipoti maschi, è che le mamme, coi maschi, sono più permissive, meno autoritarie, più sollecite e servizievoli.
Questo non fa che generare maschi abituati ad essere serviti e riveriti, che per venir fuori da questo atteggiamento da pascià, nel caso in cui lo vogliano, devono fare uno sforzo sovrumano, e sviluppare un consapevole senso di autocritica.
Per chi invece è abituato ad alzarsi da tavola per sparecchiare, mettere in ordine, lavare i piatti, cucinare, fare il bucato e stirare, analizzare una stanza e riordinarla con criterio (= il modo in cui vengono educate le femminucce), risulta molto più facile la vita pratica da adulto.
E alcuni uomini scambiano queste abilità tipicamente femminili, che derivano come ho detto, solo dalla differenza con cui una mamma educa la propria prole, per abilità iscritte nel codice genetico delle donne.
Un esempio pratico:
lei: 'ci sono da lavare i piatti'
lui: 'ok'
lei - capita in cucina, e vede i piatti (lavati) sparsi sul tavolo..
lei 'scusa, perchè non li hai conservati?'
lui 'non me l'hai mica detto! hai detto solo che erano da lavare!'

Per quanto servizievoli, i maschi, non riescono proprio ad arrivare a completare un lavoro casalingo. Ma solo per come sono stati abituati!
Ecco quindi il mio proposito: educare Ivan ad essere autonomo, anche dal punto di vista della sopravvivenza casalinga.

;-P

martedì 29 gennaio 2008

Bellezza e Schiavitù

Titolo ispiratomi dalla nuova pubblicità toccante della Nivea, che chiede, alla fine, ''Per te la bellezza cos'è?''
Ovviamente per loro la bellezza è tutto.. 'bellezza è emozione', 'bellezza è amore', 'bellezza è libertà', sono le frasi che sono riuscita a carpire durante l'andata in onda della pubblicità, mentre imboccavo il mio piccolino.
Ovviamente alla fine si appropriano della bellezza, perchè il sunto è che 'bellezza è nivea'. E vabbè, magie della pubblicità.

Maporcamiseria!
Ma le brutte, che cosa devono fare? Cioè, non solo si devono tenere il fatto che sono brutte.. devono pure sentirselo spiattellare in faccia, che cosa si perdono! (si perdono addirittura emozione, amore e libertà). Che cattiveria.. dài.
[Che per caso si vede che mi sento un tantino attaccata dalla tal pubblicità?]
E comunque, per me, vale il binomio Bellezza = Schiavitù.
Cioè il completo opposto di libertà.
Mi riferisco alla bellezza cui ci vogliono addomesticare.

Perchè, diciamocelo, la vera bellezza non è la perfezione che ci propinano afforza.
La vera bellezza è l'armonia. Anche se hai il naso un pò lungo. Anche se sei un pò in carne.
La vera bellezza è la grazia.
Che può essere nei gesti, nei pensieri, nelle parole, nelle idee, nella voce mai urlata.
La bellezza è la naturalezza.
La bellezza è la semplicità.
E invece cosa abbiamo oggi?
Una schiera di adolescenti e giovani donne che, se sono belle, devono fare di tutto per restar tali. Se invece sono brutte, che almeno si trasformino in brutte curate, molto più accettabili (specie per i bilanci delle case produttrici di prodotti per la bellezza umana).

Ma torniamo al discorso sulla schiavitù.
Siamo schiave dello specchio.
Siamo schiave della moda.
Siamo schiave dell'altrui giudizio.
Schiave dell'apparenza, dell'estetica, dell'immagine.
Schiave della società martellante, che continuamente ci dice come essere, come vestire, cosa mangiare, cosa pensare, di cosa parlare.
Schiave del desiderio di guardare degli uomini.
Schiave del nostro desiderio di essere da loro guardate.
Cercando di rendersi desirabili agli occhi maschili, cerchiamo di copiare in toto l'immagine di perfezione propinataci.
Ma è solo una immagine, appunto. E' vuota.
Ed io ho l'impressione che la donna, anzichè prendere quell'immagine e personalizzarla, cucirsela addosso, sopra al proprio io, si limiti ad imitarla, spersonalizzandosi, annullandosi completamente in essa.
Siamo schiave delle case dei 'prodotti di bellezza'.
Siamo consumiste della bellezza.

E questo è solo un mio pensiero, che per ignoranza e/o incapacità, non riesco ad esprimere senza generalizzare.

venerdì 25 gennaio 2008

I capelli bianchi..

Circa quattro anni fa, mi vedevo spaventata, nello specchio, dove facevano capolino i primi due o tre capelli bianchi della mia intera chioma.
Oggi ne ho cinque o sei, nella sola zona strategica del fronte-centro, proprio quella zona che farebbe da rosone, se io fossi cattedrale.
Il resto della chioma non riesco ad analizzarlo, resto interdetta dal davanti.
Mi dico.. vabbè.. che problema c'è? Ho ventotto anni, un bimbo piccolo, una vita frenetica.
Poi mi dico: eccheccavolo! Potevano anche aspettare un altro pò.
Mi dicono: vabè e che fa? Tingili!! O fatti un semplice riflessante..

A parte che il riflessante mi sa che non basta più.. ecco il mio serio problema (o il mio vivo coraggio): non riesco ad andare regolarmente dal parrucchiere.
E' che mi sembra di perdere tempo e soldi. Tolta la parte in cui ti fanno lo shampoo, che dura sempre troppo poco, e che ha un effetto benefico sull'intera mia persona.
Oi, non è che non mi piaccia l'igiene del capello, mi lavo i capelli due volte a settimana, o ogni volta che serve.
Ma è che sono arruffata! Proprio io, come persona.
Immagino: faccio la tinta. Poi per mesi niente. Che cosa mi ritrovo in testa?
LA RICRESCITA!?!?!? NOOOOOOOOOOOOO!!
Quella sarebbe terribile! Trasandatezza pura!
Portare i capelli bianchi, a volerla interpretare con filosofia, potrebbe anche essere una scelta coraggiosa.
La ricrescita: no.
Semplicemente questo.
Ecco: beccatevi i miei capelli bianchi.
Finchè mi va.

Quella vecchia roba..

Nel mio armadio ci sono robe che hanno la veneranda età di sei, sette, e anche otto anni.
Il che, diciamoci la verità, al giorno d'oggi è una rarità. Eppure, ci sono, persistono. E anzi, nel mio armadio (giuro, non so come facciano) si moltiplicano!
Ci sono twin-set beige senza tempo.
Pantaloni neri di vecchiaia, che in origine già lo erano, neri, ma la vecchiaia conferisce al nero un che di triste.
Maglioncini dal colore indefinibile, che chiamerei color-usato.
Insomma, ne sono piena, di 'sta roba usata e stra-usata.
Ed ho scoperto, che è pericoloso, avere 'sta roba nel proprio armadio. Perchè quella volta che devi vestirti di fretta (ma chi? io? ma quando mai!!), e non puoi proprio perdere tempo a cercare nuovi abbinamenti, che fai? Ti tuffi (mi tuffo) a pesce su quel vecchio twin-set beige senza tempo.
Magari non ti guardi neppure allo specchio, corri via, scappi via (cavolo, c'ho già mezz'ora di ritardo!!) e poi.. 'scopri'.. e poi ricordi.. che quel twin set non ti sta più, come sette anni fa.
Tu sei cresciuta, orizzontalmente parlando, e lui no. Anzi, il bastardo coi lavaggi si è pure rimpicciolito!!
E come lo scopri? Sentendo un lieve freddo dietro la schiena.. perchè lo stronzetto non ti copre più fino alla cintola, ma giusto un mezzo centimetro più su.

Ed ecco che pensi: cavolo, devo proprio toglierlo di mezzo 'sto twin-set!
Non dico buttarlo via.. ci sono cose che non si dividono (come un magnum, un cornetto, un lindor, un segreto della norcineria) e ci sono, pure, cose da cui non ci si separa. Quantomeno dovrei spostarlo nella zona più recondita dell'armadio.. dove c'è la zona neutra della ''roba per stare in casa'', in modo da doverselo proprio andare a cercare, in caso di bisogno, un giorno, molto lontano.
No, meglio provare a darlo via. Decisamente meglio. Sì.
Forse più in là, dai.
E' che se pure non mi sta più, io mi ci sento ancora bene, lì dentro. Nella mia pelle.
D'accordo, lo userò solo per stare comoda in casa, la sera, mentre leggo, quando fuori è freddo, e c'è l'odore dei termosifoni accesi, che scaldano l'aria, il cuore, la mente.

[Chè si vede che sono un pò prolissa??]