giovedì 15 dicembre 2011

Quel lieve senso di sradicamento

Non sei più del tuo paese d'origine.
Non sei ancora della città che ti ospita.
Non sai bene dove i tuoi piedi poggiano.
Ma vai.
Ti alzi, ti prepari, e vai.
Prendi la vita, la impacchetti, la proteggi e vai.
Cerchi di tenere gli occhi aperti, parti dalle piccole cose quotidiane, e affrontando quelle, ti pare di essere riuscita ad ambientarti.

Ogni giorno cerchi qualcosa di bello, e il bello non manca di incontrarti, di palesarsi, e di ubriacarti.
Però.. non sai bene dove i tuoi piedi poggiano.

Per alcuni è un atteggiamento coraggioso, ammirevole, per altri è un pò cretino, magari anche triste.
Abbandonare le proprie origini alla ricerca di che cosa?
Sfogliare le proprie giornate e trovarle in bianco, in nome di che cosa?
Avere la possibilità di scriverle, le proprie giornate, di inventarsele.
Sentire la vertigine che accompagna questa possibilità.
E avere paura.

E allora la butti sul pratico.. i bambini potranno essere naturalmente bilingue! Io stessa posso migliorare il mio povero inglese! Conoscere un pezzo di mondo! Anzi, qui mi pare ci siano diversi pezzi di mondo, tutti insieme, tutti mischiati, tutti da cui imparare qualcosa, o almeno la cosa più importante: che il Mondo è grande, che tu sei piccola, e che il mondo da cui provieni, non è il Mondo Intero, ma una minuscola parte di esso. Che è indelebilmente impressa nel tuo cuore. E che sarà sempre con te.

A chi mi ha chiesto 'ma come fai? con due bimbi?' rispondo ufficialmente che sono loro la mia forza. Che io sono la loro radice, e che il mio lieve, vago, senso di sradicamento, è relativo alle mie aspirazioni (che ancora non conosco), al mio futuro, e non ha a che fare con la mia mia famiglia, i miei amori, che sono naturalmente l'unico punto fermo.

Il fatto è che ero abituata ad avere sempre a portata di mano il mio passato, ambientato su una collina mal edificata, in piena macchia mediterranea, e che invece adesso alberga nella mia mente, nel mio cuore, nelle mie mani, capaci di fare le orecchiette, (e chi se lo immaginava?) nei miei occhi che riconoscono un ulivo in uno dei giardinetti inglesi delle villette dietro casa, e si illuminano di nostalgia.

Sabato sera saremo a casa.
Quella vera, con tutti i nostri ninnoli, le nostre foto, le pareti pulite, dipinte coi nostri colori, e ricoperte dei nostri quadri, il tappeto, la cucina grande e comoda, i bidet nei due bagni (!!), tutti i giochi dei bambini, il nostro letto e i nostri cuscini, le verande, le tapparelle (che qui sono solo veneziane), i pavimenti di pietra, la batteria del piccolo grande Ivan, l'enorme armadio a specchio dell'ingresso, i lampadari scelti e montati, e tutte le cose che adesso, mi vengono in mente. Quasi che la mia mente, fino a poco fa, si rifiutava di andare al di là della Manica, a cercare ciò che lì abbiamo lasciato.
Saremo con tutta la nostra grande famiglia, gli amici, gli affetti, che ora sono solo voci che viaggiano su chiamate internazionali, deviate su linee internet, che quando parli c'è il ritardo, o cade la linea e allora ti innervosisci (perchè quella è la tua indole) ma poi ti calmi, ch'è già tutto difficile così...

Sarà un Natale strano. Bello. Nostalgico. Affrettato. Pieno.
Non so se torno sul blog entro Natale, o entro l'anno nuovo.
Così ho pensato di scrivere adesso, quelle poche, semplici, rituali parole...

UN BACIO DI BUON NATALE, DI CUORE, A TUTTI VOI CHE DI QUI PASSATE!

E DUE BACI DI FELICE ANNO NUOVO!!

Con l'affetto di sempre.. carpina



sabato 3 dicembre 2011

Me and the internet

Cosa mi succede non lo so.
Non navigo...
Non scarico le e-mail...
Ho quasi scordato la mia password di twitter..
Non scrivo sul blog da.....
è come se fossi bloccata.

..Sto pensando di aprirmi pure io l'account di fb...

mercoledì 16 novembre 2011

Prima o poi sarei tornata

Eccoci qui, con il primo post novembrino!

Non scrivevo sul blog perchè.....
     - una cassa bancomat mi ha mangiato la carta, e non potevamo riattivare internet, scaduto
     - intanto, senza internet, ho iniziato a leggere il bellissimo libro che maritosgainz mi ha regalato al mio compleanno, ovvero ONE DAY di David Nicholls - lo consiglio, davvero, sul serio.
     - a leggere ci ho preso gusto, tanto che oltre a smettere di navigare, anche quando internet è tornato, ho quasi smesso di cucinare, mettendomi a dieta. quasi smesso eh. sto giusto ora mangiando un piccolo pezzo di crostata. ok due, perchè erano davvero troppo piccoli
     - terminato il libro ONE DAY, mi sono comprata da un charity shop il libro ACCIDENTAL PROPOSAL. non mi piace, ma lo leggerò per imparare meglio questa nuova lingua chiamata inglese.
     - nella cerchia delle amicizie, si è aggiunta D. indiana con due figlie, trasferitasi qui ad Agosto come noi. Sua figlia grande va a scuola insieme a Ivan, e adesso ci dividiamo i viaggi di andata e ritorno da scuola, cosicchè io esco solo al mattino, e lei esce solo nel pomeriggio, e ogni tanto si passa il pomeriggio insieme, perchè abita proprio a tre portoni da casa mia.

Domenica siamo stati al nostro primo CAR BOOT, ed è stato bellissimo, per me, girare in mezzo a queste macchine in fila ordinata, coi cofani aperti e i proprietari che sistemavano alla meno peggio i propri oggetti messi in vendita a prezzi ridicoli (ho comprato un asciugacapelli a 1 sterlina, il monopattino per Mattia a 4, due spille molto belle a 50 centesimi l'una, il CD dei Coldplay A rush of blood to the Head a 50 centesimi,e via dicendo...)
Sempre domenica, abbiamo pranzato per la prima volta in un PUB. Avevo letto da qualche parte che i bimbi non possono entrare nei pub, ma forse non vale per i pub dove si mangia, oppure dipende dall'orario, o non so. Sta di fatto, che ci siamo potuti andare, tutti e quattro, e finalmente ho potuto gustare un fantastico hamburger handmade, patatine fritte, e una Young's bitter.

Passeggiare nell'autunno londinese è bellissimo.
Il fogliame secco riempie parchi e marciapiedi, e sabato l'abbiamo usato per giocare, lanciandocelo a vicenda, come fosse neve d'oro. Ivan ci corre attraverso, e Mattia dal passeggino se la ride di gusto, nel vedere il fratello sfrecciare in mezzo al crepitìo autunnale.
Qui, accanto alle mie finestre, c'è un albero che una settimana fa aveva le foglie di tutti i colori. Aveva le foglie verdi, le foglie arancioni, e le foglie gialle. Era una meraviglia da guardare.

Ho scoperto che da qui alla suola di Ivan, a piedi, ci impiego un quarto d'ora scarso, quindi qualche volta scelgo di andare a piedi, e di godermi la passeggiata che, se pur fatta accanto a una strada trafficata, non manca dell'incanto degli alberi maestosi che  la disegnano, e ne delimitano i marciapiedi, larghi e comodi pavement, comprensivi di pista ciclabile.

Circa due settimane fa, c'è stato un netto cambiamento nel mio cuore: ho spostato i divani e il tavolo nel soggiorno... A casa mia, giù ad Altamura, quasi non passava settimana senza che io cercassi di modificare la disposizione di mobili, oggetti, e per quanto possibile, quadri. In questi tre anni abbiamo cambiato la faccia del nostro salotto italiano, almeno quattro volte, e con gli stessi mobili eh!
E così, quando ho spostato qui i mobili, ho capito che il mio cuore ha compiuto un piccolo passo in avanti, nel sentire questa come casa propria, casa nostra.

Ieri mattina siamo arrivati presto a scuola, così Ivan ha potuto giocare con gli amici e le amiche, e io lo vedevo lì tutto felice che, letteralmente, correva dietro alle bimbe. A una bimba, in particolare, tale Naya, di colore, molto carina (sua madre è molto bella). Lei non lo degnava di uno sguardo (appartentemente) ma appena lui le si parava davanti, lei scappava in quel modo invitante che hanno le bimbe, che paiono dirti 'seguimi, rincorrimi pure!'
Il mio cuore regge, per quanto ancora non so...

Con Mattia finalmente sono riuscita ad andare oltre alla mia timidezza o pigrizia, e mi sono iscritta ad un children's centre, dove si organizzano un sacco di cose interessanti, e per Mattia c'è ogni lunedì un'ora di Messy Play, un'ora in cui può giocare, sporcandosi e bagnandosi, e toccando tanti materiali nuovi e sconosciuti!
La prima volta c'era una vasca piena di schiuma da barba, e accanto c'era una sabbia colorata, più in là dei pennelli, poi una vasca d'acqua tiepida, con i giochini d'acqua (imbutini e ruote che mulinano l'acqua).. una lavagna coi fogli da dipingere, una sabbiera coi giochi da sabbia, e tanto di macchinari per costruire, un tavolo col play-doh e le formine; un tavolo con gli ingredienti per cucinare, pasta, farina, cacao, rice crispies; un tavolo coi colori a tempera e tante spugnette da usare come timbrini colorati sui fogli.
Le mamme restano coi cuccioli, ma in giro ci sono le coordinatrici dei giochi, che fanno le foto ai bimbi, li coinvolgono meglio di come potrebbe fare una mamma, stanno attente, sono aperte e disponibili (anche a pulire i nasini!). La passione di Mattia sono e restano i giochi d'acqua. La prima volta non sapevo esattamente cosa fosse, e se pure avevo portato una intera cambiata, non sapendo fosse all'esterno, non avevo portato anche un giubbotto di scorta - morale della storia, ho passato un quarto d'ora buono, ad asciugare le maniche del giubbotto di Mattia, imbottito e inzuppato..

Mattia sta crescendo! E dal 27 Ottobre, il ciuccio è stato ritirato dalla circolazione, con la solita storia del 'cagnolino dei ciucci, che viene e vede che Mattia sta crescendo, diventa grande, e allora non ha più bisogno del ciuccio, e lo prende e lo porta ai bimbi più piccoli, quelli appena nati, che invece lo cercano disperatamente e piangono tanto tanto..'
Solo la prima notte è stato disperato. Poi la seconda è andato tutto bene.
Poi si è raffreddato, e abbiamo passato una settimana con le notti infernali.
Passato il raffreddore, la notte si sveglia incavolato.
Siamo ancora alle prese con le notti coi risvegli tipo quando lo allattavo (1.30 - 3.30 e poi me lo tengo accanto a me).

Sempre Mattia, fa grandi passi avanti.
Prima gli chiedevi 'come ti chiami? ' e lui, impassibile '....mamma...'
Adesso gli chiedi 'come ti chiami?' e lui, serio '....pina!'.
Non è troppo piccolo questo toddler, per prendermi così per i fondelli?

martedì 25 ottobre 2011

Con l'aiuto degli amici

Erano i primi anni novanta, e carpina fu inviata, quasi tredicenne, in missione speciale, a far da baby sitter ai suoi due nipotini interregionali.

Accadde così che la sua big sister, madre dei nipotini, trapiantata in terra romagnola per amore, il cui lavoro estivo consisteva nel pulire e riordinare le camere di uno dei tanti alberghi della costa, un giorno le portò in dono una audio cassetta del cantante Alessandro Canino, contenente la hit del momento 'brutta'.
In quell'album era presente una canzone che piaceva molto alla mamma di carpina. Il titolo è il medesimo di questo post.
Una domenica mattina, dei primi anni novanta, mentre carpina era pronta ad uscire, sua madre le chiese di mettere su quella canzone.. quella che parlava dell'aiuto degli amici... nessuno sapeva che non restavano neppure un paio d'anni per essere madre e figlia.

Qui a Londra, carpina ha trovato degli amici, delle amiche.
C'è chi l'ha accolta in casa sua, deliziandola con cibo e chiacchiere.. c'è chi le ha regalato un sacco pieno di robe per Mattia (il fantastico riciclo di roba per bambini), insieme a tanti consigli.... c'è chi le ha regalato un paio di tende, prontamente appese nella stanzetta, dove carpina aveva adattato un inguardabile lenzuolo (temporaneamente)... c'è chi le ha regalato un bellissimo paio di orecchini, fatti con le proprie mani... c'è chi le scrive per e-mail quando ci possiamo 'conoscere' per un caffè.. e anche chi sa dire esattamente dove piazzare il tuo curriculum, per poter trovare un buon lavoro (e grazie a lui, maritosgainz cambia lavoro..)

E carpina più di una volta ha ripensato alle parole di quella canzone che tanto piaceva a sua madre, e a sua madre, che nei primi anni di matrimonio era espatriata in Svizzera....

lunedì 24 ottobre 2011

La crostata di casa mia

C'era una volta un dolce, di nome Crostata, che amabilmente si prestava a far da decoro a mille e più pranzi e cene e feste, ricorrenze e riunioni di ogni tipo.
Piccoli e grandi si innamoravano della fragranza della pasta che faceva da base alla Crostata, la cosiddetta Pasta Frolla.
In ogni famiglia c'è una ricetta speciale, per  una pasta frolla prelibata, ma la migliore è sempre quella della propria, che, accompagnata da mille sensi di colpa, nel momento in cui le calorie diventano una questione di stato, viene comunque ben accolta, e anzi proposta e riproposta in diverse forme, e con diversi condimenti.

Ecco che la Crostata diventava 'di marmellata', nel momento in cui veniva da quest'ultima rimpinzata. E ogni crostata assume una colorazione e un sapori differenti, in base alla marmellata utilizzata. Adesso è il momento della marmellata al Lampone, che si sposa così bene con la Pasta Frolla, che la sottoscritta non riesce a pensare a qualche altro gusto.

O, ancora, la Crostata di Crema, che prevede al proprio interno una generosa dose di crema pasticcera, che dona una inestimabile morbidezza compatta, che resistere non si può. Aggiungendo qualche amarena sparsa, in mezzo alla crema, si potrà scorgere l'infinito sotto il proprio palato.

Infine, la più difficile da azzeccare: la Crostata di Ricotta. Che dipende dalla ricotta utilizzata (ogni caseificio del mio paese, ha una ricotta con sapore differente), da quanta cioccolata e quanta cannella ci metti, dalle uova che decidi di sacrificare. Insomma le varianti qui sono troppe. Il che è fonte di gustose sorprese ogni volta. Il problema è riproporre la stessa gustosa sorpresa.. impresa non facile..

Qui vi propongo la mia ultima creazione, preparata venerdì, per la cena quasi tutta al maschile (grazie AT per essere stata qui con noi!) che abbiamo ospitato a casa nostra. Inutile dire che è stata generosamente e felicemente addentata  da tutti i commensali.

La ricetta:
Farina 00 - 250 gr.
Uova - 1
Zucchero - 100 gr.
Burro morbido - 100 gr.
Lievito per dolci - 1/2 bustina
Limone - Scorza (Facoltativo)

La preparazione - step by step, anzi, pic by pic :-)


Pesare gli ingredienti, e metterli tutti in una ciotola capiente (io ho la bilancia elettronica, che è una manosanta e peso tutto già direttamente nella ciotola). Mescolare grossolanamente con un semplice cucchiaio di legno.


Poi continuare con le mani. Far rapprendere tutti gli ingredienti, finchè diventano un'unica dolce entità.



A questo punto, impastarla un pò sul piano di lavoro infarinato, farne una palla, sigillarla e riporla circa 15 minuti in frigo, a frollare. Ok, io per questo impasto non lo faccio (per la pasta brisè sì invece), però se lo facessi sarebbe meglio, lo so.


Quindi staccare una pallina più piccola, che ci servirà per fare la strisce della nostra crostata. Stendere col matterello la pallina più grande (su ripiano infarinato, chè si attacca!) e spostarla nella teglia da forno che utilizzeremo per la cottura. Mi raccomando ai bordi intorno, che devono essere più alti, per poter fungere poi da chiusura circolare.


A questo punto scegliere la marmellata preferita (l'ho mai detto che si può fare anche di nutella?) - io sono nel lampone mood, e non so quando mi riprenderò..


Quindi stendere la pallina più piccola e tagliare le strisce.


Stendere le strisce in lungo e in largo, e chiudere i bordi laterali.
Cuocere in forno a 180° per 30' (io uso il ventilato)
Aprire tutte le porte della casa, e far circolare tale profumo generosamente tra le stanze.


Buon appetito! 



Questi invece erano un test
Un test pienamente superato devo dire! :-)
Ho provato la ricetta dei biscottini al mais, passatami da mia sorella barbamamma, che è la medesima ricetta per la Pasta Frolla, con la sostituzione di 30 grammi di farina 00 (sui 250 qui postati) con 30 grammi di fiocchi di mais (corn Flakes) tritati con un semplice frullatore.
Anche questi, sono stati graditi dai commensali.
Maritosgainz era invece un pò triste, al pensiero della colazione del mattino dopo.. momento per cui si era riservato questi biscotti :-)





domenica 23 ottobre 2011

Digestive HOME MADE - mai più senza


Qui ne avevo letto la ricetta.
Più di un anno fa.
Ma dalle mie parti, dove mi trovavo più di un anno fa, è difficile trovare i fiocchi d'avena. O il burro salato. O lo zucchero di canna Demerara.
Quindi quella ricetta era stata archiviata nei meandri dei miei desideri (un giorno voglio provare a farli da me..) come accade per tante delle portentose ricette postate dalla signora D'Aubergine, che è un ideale mix tra la scrittrice, la fotografa, e la cuoca curiosa e delicata. Insomma un food-blogger completa! :-)

Ma da quando sono qui a Londra, in UK, la terra dei Digestive (che sono di origine scozzese), l'amore che io ho per loro si è moltiplicato, anche grazie alla mancanza dei nostri classici biscotti della panetteria sotto casa, nonchè alla convinzione che (i digestive) siano sempre meno calorici degli shortbread, di cui spero non googlerò mai la ricerca della ricetta!
C'è poi da dire che i Digestive, se pure McVities, non sono con il burro, ma con un mistico Vegetable Oil, che dalle nostre parti significa Olio di Palma (o di cocco) che per via della modalità di estrazione, diventa cancerogeno (non ho fonti internettiane al riguardo, solo la voce di mia sorella, la medichessa).

Anyway, la voglia di preparare da me questi biscotti straordinari (perchè lo sono, nonostante l'olio di palma)  non ha fatto che ingigantirsi.. fino a ieri che mi sono fatta la lista degli ingredienti che mi sarebbero serviti, prontamente acquistati stamattina nel Sainsbury più grande della zona, e, dopo pranzo, mescolati ad hoc. Ok, nella mia ricetta non c'è il farro (not found) ho quindi raddoppiato la quantità di farina integrale, come suggerito dalla stessa Sabrine d'Aubergine.

Il risultato è un concentrato di sapori e profumi incredibile.
Un gusto che non avrei mai detto avrebbero avuto i MIEI DIGESTIVE.




ne prendo uno... croc.. croc.. scusate, ma sono irresistibili!!



Ok, forse economicamente non ne vale la pena (ho fatto i calcoli scientifici.. dalla ricetta vengono fuori 340 grammi di biscotti, e il costo totale dei soli ingredienti è 1,12 Sterline. Significa 3,29 Sterline al kg. Ma solo gli ingredienti! Senza il mio tempo e l'energia del forno..).

Però.. ci sono piccoli sogni a cui non possiamo rinunciare...

giovedì 20 ottobre 2011

32 motivi per essere felice

- il mio primo compleanno londinese
- gli amici che sono venuti a festeggiarmi
- l'amore di maritosgainz
- l'amore di ivan
- l'amore di mattia
- le telefonate ricevute durante tutta la serata
- finalmente il primo giorno di vero freddo, quello che amo
- le guance graffiate dal vento
- il fiato che evapora dalla bocca e viene portato via dal vento..
- la torta, bruttina ma gustosa
- i sorrisi, di ogni ordine e grandezza, che come stelle nel cielo, riempiono il cuore
- le mie mani, e quel che fanno
- la mia bocca e quel che mi regala
- i miei occhi e quel che guardano
- le mie orecchie e quel che ascoltano
- il mio naso, e quel che sente
- il mio cuore, ora e sempre. e la sua pienezza.
- la crema idratante, col suo profumo delicato
- camminare nel vento, coi capelli sciolti, che follemente danzano
- il mio primo libro inglese..
- i fiori, sul davanzale, e nel prato
- la tavola piena, di cibo e di persone
- sentire mattia che risponde ssì, e cerca di dire graaaazie (aaaaee)
- sentire la maestra di Ivan farci i complimenti perchè è un brilliant boy, very quick
- sapere di non essere sola, anche quando non c'è nessuno intorno a me
- il silenzio e il tepore della casa addormentata
- le coperte calde, dal lato di maritosgainz
- i baci piccolini, e le carezze di due manine di dieci centimetri..
- gli abbracci del buongiorno..
- la vita alle nostre spalle
- la vita che abbiamo davanti
- la salute, e la voglia di fare sempre meglio...




giovedì 13 ottobre 2011

L'autunno in cucina..

Ho realizzato che l'autunno è finalmente arrivato, quando sono stata inondata, passeggino compreso, da una pioggia di foglie secche, buttate giù da una improvvisa quanto violenta folata di vento. Il vento che fa danzare i rami, che certo non si fanno pregare e che anzi, sono felici di alleggerirsi. Sono stanchi.

E' stata una pioggia dorata, che mi ha fatto sentire piena di vita.
Ebbene sì, l'autunno è la mia stagione preferita.

Così, se quando faceva caldo cucinavo già tanto, cosa ho potuto fare secondo voi in questi pomeriggi freschi?

Ultimamente nel mio tapestry ci sono tante cose da mangiare. Non solo quelle, certo, ma qui sono quelle che posto..

Lunedì ho preparato le mie frittelline di zucchina, e siccome mi piacciono davvero, e vengono dalla tradizione culinaria di mia madre, mi fa piacere condividerle con voi, passo passo :-)

 Ingredienti: 3 uova, 1 zucchina, aglio, prezzemolo, due cucchiai di pangrattato, tre cucchiai di grana grattugiato, sale (il pepe c'era, ma coi bimbi l'ho eliminato). Le quantità sono indicative, in realtà per queste cose vado a occhio...
 Scaldare olio d'oliva in una padella antiaderente, perlevare un cucchiaio di impasto alla volta, e farlo scivolare nell'olio (a fuoco moderato).

 Cuocere da entrambi i lati.
E buonappetito! Non sentite anche voi un profumino? No, lo so. Non è proprio un profumino, o almeno quando io le faccio, chiudo la porta della cucina, spalanco la finestra e aziono la cappa aspirante, perchè l'odore del fritto non è proprio piacevole. Infatti non le preparo subito dopo essermi lavata i capelli, ahah!

Qui invece ho preparato (martedì sera) la focaccia bianca con sale, rosmarino e olive nere.

Oppure, stesso impasto, ma mercoledì, pomodorini, sale, origano, olive nere (immancabili, specie per i due piccolini che ho qui in giro), e fettine sottili di cipolla. mmmm che bontà!


L'ho detto che amo la finestra che sovrasta il lavello nel mio cucinino? No?! Non l'ho detto?! Strano! Io la adoro! E adoro anche il davanzale che si presta così bene a tenere di tutto un pò, dalla frutta alle cose delicate da tenere lontane dai bambini (statuetta in legno, già rotta una volta).
Ecco, l'acquisto di ieri, fatto per la prima volta in vita nostra, è la ZUCCA. Cioè, io la zucca l'ho pure comperata ad Altamura, ma solo per cuocerla! Questa invece è stata acquistata col proposito ben preciso di creare la nostra prima zucca di halloween! A presto aggiornamenti in merito!!


Quel che qui ancora non ho raccontato, è che siamo ancora senza lavatrice, ma da lunedì ho trovato una launderette nelle vicinanze (ci vado comunque in bus) e sto piantando le tende lì. Di fronte a questo comodo e necessarissimo servizio, c'è un piccolo supermercato, non facente parte di una catena, che vende un paio di biscotti mulino bianco! E la pasta barilla (carissima vabbè)! E.. le mele Golden Delicius. Appena le ho viste, ho visualizzato davanti a me questa meraviglia:


Così oggi me la sono preparata, per provare ad avere un perfetto pomeriggio. La ricetta non è mia, la trovate qui.


Ok, il pomeriggio non è stato perfetto, Ivan non ha voluto riposare, è stato sempre a mangiare, Mattia ha riposato, ma poco, devo finire di stendere la lavatrice, e l'aspirapolvere oggi non è uscita dallo sgabuzzino.. però, la cannella che ho aggiunto sopra al mio pezzo, mi ha fatto dimenticare tutto il resto..

Aggiungiamoci che stasera viene a cena AT.. come non sapete chi è? Ah cavoli! Sto sempre a cucinare, e non mi preoccupo di aggiornare il blog con argomenti che non siano commestibili!!!
Per ora dico solo che AT è una architettA di trent'anni, che ho conosciuto sul bus la scorsa settimana.
Poi è venuta per un caffè.
Poi è venuta a cena.
Poi a pranzo il giorno dopo.
Vabè, è una ragazza che voglio adottare :-)
E così per stasera, ho preparato la quiches di zucchine.

Ingredienti:
per la base, pasta brisè (250 g farina, 100 g burro, 70 g acqua fredda, 1 pizzico di sale)
per il ripieno: zucchine a rondelle, appassite in padella (con olio e sale)
+ uno sbattuto di 2 uova, 100 g di latte, 100 g di ricotta, sale, pepe, grana grattugiato.
Io qui ci ho aggiunto anche un paio di fettine di becon, tritate grossolanamente.
Le zucchine dovrebbero sposarsi con il bacon. (o lo speck, in Italia).
Pungere la base coi rebbi di una forchetta, prima di adagiarci il ripieno.
Cottura: 35-40' a 200°.
Ok forse doveva cuocere meno, ma sapete com'è, nelfrattempo stavo cercando di aggiornare il blog!! ;)

giovedì 6 ottobre 2011

I miei bimbi - my children

Ivan conta in inglese.

E se in italiano dice ventotto-ventinove-ventidieci, non dovrei stupirmi che in inglese dica twentyeight, twentynine, twentyten. Non mi stupisce, ma mi fa sorridere... il mio piccolo lord inglese!
La sua pronuncia è azzeccatissima, a parte il tre (three), che diventa libero (free) o albero (tree), a seconda dell'occasione.
Però mi è bastato insistere e farlo giocare col ththththththth che è un divertente gioco di lingua tra i denti mentre soffi, che lo sta interiorizzando molto molto meglio.

Mattia Mattiello ha aggiunto qualche termine al suo vocabolario, la cui parola chiave, resta sempre mamma.
Adesso quando il padre va a lavorare lo saluta con BYE BYE DADDY!
Ma come? Fai tanto il prezioso con l'italiano, e poi?

Ma procediamo con ordine.
Ieri.
Mattia: 'mamma, gnam gnam' (indicando la dispensa dei biscotti)
Io: amore, vuoi una treccina?
M: no (mimica facciale che indica Sì)
Io: e cosa vuoi amore? Se vuoi la treccina devi dire SSSì!
M: nno (mimica facciale che indica Sì)
Io: amore a me sembra che la treccina la vuoi.. perchè mi dici no? se la vuoi devi dire SSSSì
M: nnnnnnnnnnno
Io: e io non te la dò allora. Devi dire SSSSSSSSSSSSì. yes in inglese.
M: eis
Io: ...

mi piglia per i fondelli? mi prende in giro? che mi fa secondo voi?
io insisto col sì, e niente - poi butto lì un minimo di yes, e lui subito 'eis'!!!!!??????
com'è che funziona 'sta cosa?

Ci sono invece un pò di problemini comportamentali di Ivan - ovviamente a casa, non a scuola.
HA questo modo aggressivo e arrogante di comportarsi con noi, e al parco anche con gli altri, che non so proprio come gestire.
Principalmente ho notato che quando guarda la tv, nel momento in cui gliela spegni, ha le crisi isteriche.
E siccome maritosgainz ha la brillante idea che uno o due brevissimi cartoni al mattino PRIMA DELLA SCUOLA, siano un buon inizio di giornata, ecco che la nostra giornata inizia con le urla di Ivan che non vuole spegnere la tv.
Poi maritosgainz dice che 'domani non la guardi' ma il mattino dopo se non ci sono io a far da guardiana la tv viene accesa come se niente fosse.
Circolo vizioso, gatto che si morde la coda, non lo so, so solo che mi sono scocciata.
E Ivan lo sa, che quando c'è il padre può fare delle cose che se ci sono solo io non esisterebbero. Lo sa e ne approfitta.
Non voglio colpevolizzare maritosgainz, che è un bravo papà, si prende cura dei figli, vabbè, più di Ivan in realtà, con Mattia non ha ancora un good feeling.. comunque, con Ivan ci parla, ci gioca, lo aiuta a leggere, lo lava, lo mette a letto, quando può lo accompagna a scuola, ieri è anche andato a riprenderlo, quindi non è che sia un padre assente o chè, e quindi non capisco proprio da cosa derivino tutti i capricci che Ivan è capace di fare e FA, quando il padre è qui.

Poi al parco - sabato abbiamo passato la giornata con A e i suoi cuccioli, ai Kew Gardens, esattamente nel playground in memoria di Lady D, e Ivan faceva un pò troppo lo sbruffone, il prepotente, sia con F di A, che con bimbi sconosciuti e anche ovviamente con il fratellino Mattia.

Ad esempio non voleva che altri usassero i giochi che stava usando lui (stava guidando un trattore di legno, nessun altro era autorizzato a salirci, neppure quando lui scendeva!)
Aveva deciso di cavalcare il cavalluccio di legno, è un attimo, mi giro, e sta disarcionando la bambina che ci stava già su.
Cioè cose gravissime! E io non so come prenderlo, come spiegargliele!
A. dice che magari lui si sente grande e forte. Ci vedo una spavalderia nelle cose che fa e che dice, che non riconosco. Forse è solo che sta crescendo, ma come fare per farlo crescere bene, diritto, senza tutti questi brutti comportamenti scorretti?

Fin da quando è nato Mattia Ivan ha idealmente rinunciato a me, e preteso il padre tutto per sè.
Ci ha diviso. Forse sta continuando su questa scia, forse vede che il padre non tanto si occupa di Mattia, non quanto si occupa di lui, e ne vuole approfittare, vuole essere il piccolo, l'unico figlio di suo padre, visto che con me non è così (Mattia mi rimane attaccato addosso 24/7)

Consigli e interpretazioni sono ben accetti.

Ecologia oggi

Un pò di energia verde fa bene, sempre.

E l'idea che da qualche parte ci sia un albero che io in qualche modo ho contribuito a piantare, mi commuove. 

Così da oggi questo blog ha annullato il suo impatto ambientale, grazie a una iniziativa di doveconviene.it
e qui trovate tutti i dettagli tecnici e non, del caso.

Ohh mi sembra già di respirare meglio! :-)


Doveconviene.it volantini digitali

mercoledì 5 ottobre 2011

Nuove abilità

Quando vai a vivere fuori, lontano dalla solita cerchia, ti possono succedere cose che non sai come affrontare.
Le abitudini sono dure a morire perchè sono terribilmente rilassanti per il nostro cervello.
Così accade che vengano sviluppate (o risvegliate) abilità dimenticate. O forse mai coltivate.

Non parlo mica di accendere il fuoco con due pietre e un ramoscello o di andare a caccia o pesca (magari a mani nude). No, lì morirei e basta.
Parlo di una semplice lavatrice rotta. Da una settimana e più.

Ora, a casa propria una ha una certa organizzazione familiare, per cui a lavatrice rotta, corrispondono un paio di telefonate e, in base alla diagnosi tecnica, una o due lavatrici, mandate a casa di una sorella o della suocera.

Qui ci sono le lavanderie pubbliche, dove tu porti la tua roba, il tuo detersivo (si può pure comperare lì), mandi la lavatrice, aspetti che finisca, e poi te la porti a casa (oppure la fai asciugare nell'apposito Tumble Dryer - che io ho qui a casa).
Una bella differenza passare da una città in cui 'i panni sporchi si lavano in casa' a una in cui puoi lavarli con tutti gli sconosciuti che ti possono capitare intorno.

Ma vabbè, ho evitato anche questo step, perchè 1) non mi va di portare in giro il bustone della roba sporca, col passeggino e Mattia e Ivan. 2) che gli faccio fare mentre la lavatrice va? già mi vedo a urlargli dietro di non toccare questo e quello. 3) ho deciso che questo servizio, nel caso, lo userò solo per le lenzuola.

Come ho dunque risolto?

Ho fatto 'la bella lavanderina'...
Perchè l'ho fatto? (e lo sto facendo in questo istante?) un pò come per le treccine.. mi piace il lavoro manuale, mi scarica, mi dà soddisfazione.

L'altra abilità qui analizzata l'ha invece sviluppata maritosgainz, sulla base di una mia necessità.

Come tristemente molte ragazze della mia età già sanno, esiste la temibile ricrescita. Questa cosa che sa di sporco, spento. Ecco, a casa chiamo la mia fantastica parrucchiera T, fisso un comodo ed economico appuntamento casalingo, e la tinta e le chiacchiere sono garantite.
Qui.. sì, qui ci sono un sacco di hairdresser.. ma.. come dire.. viene sicuramente a mancare la componente economica.. e forse pure le chiacchiere, vista la difficoltà linguistica. E poi, sul colore io sono così maniacalmente tradizionale! E se mi fanno un colore diverso? Terrible thing...

E così mi ero premunita, e in valigia avevano trovato posto l'emulsione, e i tubetti di colore 5, insieme a mantellina, ciotolina, pennello e misurino.
E oggi - finalmente - maritosgainz ha trovato tempo e coraggio (che ce ne vuole, lo so) e mi ha assecondato.




ok, voi non sapete come erano ridotti i capelli, prima, ma io sì.. e vi garantisco che sono venuti benissssssssssimo!!! :-)
maritosgainz santo subito.

ok, ecco l'ora giusta per un caffè.. qualcuno ne vuole? :-)
ok, sì questa non è una nuova abilità, ma un caffè è sempre un caffè! ;)


martedì 4 ottobre 2011

Mi è stato chiesto..

di fare foto alla casa.. o di fare foto al temibile tubone da me descritto, per popolare i vostri incubi sui bagni inglesi.
Ma anzichè dare seguito a queste richieste, oggi, armata di macchina fotografica con vere pile (e non le ikea che costano poco e rendono meno), oltre ad aver catturato alcune buffe pose di Ivan e Mattia, mi sono messa a pigiare il tasto magico, con l'obiettivo rivolto a quello che incontro per strada, e che in genere guardo a cuore aperto.
E quindi alberi, palazzi...
 albero di bacche rosse. nella luce sono fenomenali. nella foto no, lo so...
 rami che si stagliano contro l'azzurrobianco del cielo di oggi pomeriggio. oggi è stata una giornata coperta di nubi, con lievi sprazzi di luce. chissà, forse il mio amato Autunno è arrivato finalmente.
 Edera.
 Albero. Verde.
 Un lupo. Un vero lupo di una vera favola, la mia. (I.)
 Il mio comodino londinese. Abat jour e orologio Ikea. Foto di me e nonna, nel giorno delle mie nozze, nella cornice che io le ho regalato da New York, e che mia zia (l'artista) ha ridipinto. E' uno di quegli oggetti che ho messo per primi in valigia.
 La famosa scuola di I. Il suo cancelletto è dietro l'ippopotamo (che è un bin, ma vaglielo a spiegare a M. che ne è innamorato!)
 Un grande abbraccio. Ecco, un albero.
 Una delle nostre finestre, spiata dalla strada.
 I. che corre all'uscita di scuola, nel tragitto bus-casa.
Il palazzo davanti la Station.


lunedì 3 ottobre 2011

Food pic

io amo la fotografia.
ecco perchè non faccio foto.
cioè, sono proprio negata. ci provo, ma faccio pena. giusto giusto le foto ai figli faccio, perchè sono cose che poi vai a riguardare (anche a qualche mese di distanza) già con uno strano pizzicorìo al cuore.

poi magari vivo la vita guardandomi intorno e apprezzando il bello di un paesaggio, di uno scorcio, di una luce pomeridiana, filtrata dai rami di un albero, di un Cielo di leggerezza e luce. 
guardo, e custodisco nel cuore.

questa poetica premessa per chiedere scusa a chi le foto le sa fare, e presentare qui le mie ultime fatiche culinarie, assolutamente storpiate dalla mia incapacità fotografica, ma per fortuna non sono le foto, la parte commestibile! ;)

Ed ecco i biscottini cannella e cacao:


Seguiti dal mio primo pasticcio -ovvero focaccia ripiena di tonno - olive - cipolle - capperi - una bomba! L'ho preparato l'altra sera.


Qui invece abbiamo la cena di stasera, ovvero una quiche, senza bse di pasta brisè: lo sformato di zucchine e ricotta:


 Per finire il tutto con le mie treccine dolci - work in progress


..mentre si inzuccherano beate...



e finalmente dorate di forno.




La casa è tutta un profumo oggi. 
L'unico problema è che in meno di due mesi, ho consumato dieci bustine di pane angeli... ohgosh!

domenica 2 ottobre 2011

Sorprese da lontano

Succede che stamattina la mia blogsister mi telefoni e mi dica di vedere il suo blog, che c'era 'una sorpresa'.

Ora, come forse accade a tutte le donne del mondo, quando parlano con altre donne, magari sorelle, magari con figli a carico e ancora in età fertile, la mia prima domanda è. Quella. Se è incinta.

Barbasister un pò ridente isterico andante, ha decisamente detto di NO.
Rientrata a casa dalla soleggiata passeggiata londinese, e dopo il dovuto pranzo, causa rimpinzamento prole, ecco che accendo internet, e trovo questa bellissima sorpresa!!




Fantastico. Mi sarebbe tanto piaciuto essere lì.
Non sapevo dicessero fosse antipatica - io lessi un'intervista in cui si leggeva una donna forte, intelligente e ironica. In pratica come i suoi libri.

Che dire - grazie grazie grazie sorella.
E beata te che hai passato una (meritata) serata in singletudine.... ;-)

venerdì 30 settembre 2011

L'inglese col sorriso



Inutile dire che Lui è entrato appieno nella nostra vita.
Ma quanto fa ridere? E imparare ridendo è fantastico - provare per credere! ;)

La prima spesa on line

Sin dai primi giorni che eravamo qui a Londra, notavo dei furgoni dei supermercati che consegnavano merce a casa, in tante case.

Ho sempre immaginato che uno si fa consegnare la merce da lontani supermercati, magari ubicati nelle zone industriali, difficili da raggiungere; oppure che la merce raggiunga le case sperdute nelle zone residenziali, nuove e scarne di servizi.

E invece qui a Londra nonostante sia pieno di supermercati piccoli, medi e grandi, aperti anche ventiquattro ore al giorno, e ovunque siano ubicati, comunque raggiungibili coi mezzi pubblici, molti si fanno consegnare la spesa a casa.

Dico la verità, guardavo la cosa con severità e la giudicavo un pò pigra.
Per fare la spesa (e per farla bene) le cose che compri le devi guardare. E poi che senso ha farsi consegnare la merce dal supermercato che ha la sede (più o meno) vicino casa tua?
Così pensavo, giuro.
Poi un giorno ho fatto la mega spesa.
Sette sacchetti colmi di spesa, quattro su una mano, tre sull'altra.
Tragitto da negozio a bus. 
Saliamo sul bus (io e Ivan).
Panico per sistemare i sacchetti. (come dite? le grandi e comode sporte riutilizzabili? sì ce le abbiamo. a casa, al sicuro, nella dispensa. no, me le scordo matematicamente quando esco. sì, lo so, sono un'idiota, vabbè) 
Chiamata strategica a maritosgainz, perchè si faccia trovare alla fermata del bus, accompagnato dal passeggino (che non servirà al passeggio di Mattia, ma bensì al trasporto della merce acquistata).
E insomma caos organizzativo.

Grazie a quella mega spesa, la carta punti, che ricorda un pò il data mining, branca della business intelligence (maritosgainz docet), ci ha offerto un buono di 15 sterline, a fronte di una spesa di almeno 100 sterline, rigorosamente da fare on-line.

E' stato così che abbiamo fatto la spesa una sera alle undici passate, senza girare per immensi corridoi stipati di merce conosciuta e sconosciuta, ma selezionando comode chiavi di ricerca per trovare esattamente quello che volevamo comprare.

Questa mattina è arrivata la consegna. Ho firmato e poi ho controllato (lo so, lo so, non dite niente!) e mancava la metà della merce. E-mail, bestemmie, sensi di colpa (per non aver controllato) e tempo un'ora, il corriere è ritornato. 
Non ho ancora capito se la merce era rimasta sul furgone (dove gli avevo detto di verificare, ma lui si era rifiutato) oppure se era rimasta al magazzino. Lui, il corriere non ha spiegato. Io ho riscritto una email al servizio clienti per dire che era tutto a posto. 

Alla fine, c'era un pacco di lavazza in più. Io ho provato a dirlo al corriere, ma lui diceva che non ne sapeva niente, non aveva la lista, e quindi se c'era qualche problema, che mi rivolgessi al servizio clienti.
Problema? Chi ha detto che è un problema?
Ci hanno pagato un caffè! ;-) 

giovedì 29 settembre 2011

Odore di cucina - Odore di Casa

Il cuore di casa mia è la cucina, dove si decide cosa preparare per sfamare la famiglia, donde si sprigionano profumi e odori, vapori, schizzi, si creano intrugli, si impastano meraviglie.
Questo vale per me, che amo cucinare, ma magari non vale per altre persone che cucinano tanto per sfamarsi-sfamare.
A queste persone direi: ma come fate a non innamorarvi dell'aglio che si scalda nell'olio? Ma vabbè, sarà che sono puntigliosa oggi. O forse sempre?

Ovvietà - per cucinare bene, bisogna far bene la spesa - qui lo metto nero su bianco, così magari maritosgainz la smette di prendersela se la spesa preferisco farla io (che cucino) piuttosto che farla fare a lui, come è accaduto per le prime due settimane.

Sarà che finalmente ho preso confidenza coi supermercati, ed ho imparato a riconoscere gli ingredienti, ma finalmente riesco a cucinare quasi tutto quello che mi occorre per mangiare, per variare e per preparare con allegria, che diciamocelo, se non cucini con allegria, poi il risultato ne subirà le conseguenze!
Ricordo ancora la mia prima ed ultima crostata bruciata, per il trentatreesimo compleanno di maritosgainz, con ivan che non aveva ancora un mese. (poi invece quando è nato mattia ho cucinato subito e bene fin dal primo giorno.. vabbè).

E insomma, domenica ho preparato le lasagne bescia-pesto, con la besciamella preparata da me, sul fuoco! Io l'ho sempre fatta eh, ma al bimby! e invece scopro ora che ci sono tantissime cose che posso fare da me!

E poi ho finalmente preparato la pizza! Che qui sono un pò dappertutto, ma i soliti beneinformati giurano che non ne vale la pena (spendere minimo 8 sterline per una cosa che ricorda vagamente una pizza). Poi è ovvio che ci sono le debite eccezioni, ma le dobbiamo ancora testare!
Ho trovato la ricetta per impastare una felice focaccia, (tra una pubblicità e l'altra c'è, giuro) e l'ho preparata coi pomodorini, oppure farcita di zucchine, bacon e cheddar (sono sicura che la prossima volta non mi verrà così bene!) e per stasera ho intenzione di prepararla ripiena di cipolle-tonno-olive-capperi (in onore del pasticcio che da noi si fa a Natale).

La scorsa settimana tra le spezie del supermarket ho finalmente trovato la cannella.. ed oggi avevo voglia di preparare dei biscotti (dopo pranzo mentre mattia gioca, ho in genere un'oretta abbondante di tranquillità), così mi sono messa alla ricerca (google santo subito) ed ho trovato questa facile ricettina.
I biscotti sono una delizia, e li consiglio caldamente, (piccola facilitazione: io non ho fatto frollare per due ore l'impasto nel frigo, e son venuti bene lo stesso!).

Ecco, una delle cose che è cambiata in me da quando sono qui: preparo cose nuove, sperimento.
Fondamentalmente la questione è che ho dimenticato le mie ricette a casa (come pure tutti i miei cd - mi manca la mia musicaaaaaaa...) e poi diciamoci la verità, quando hai il bimby (con cui puoi fare tutto, ma è tutto strutturato in base al bimby medesimo) un pò ti limiti alle sue ricette. E quindi va a finire che fai quasi sempre le stesse cose (che forse sono tante, ma magari c'è tutto un mondo, fuori).
E poi - ora lo posso dire - quando una cosa la prepari col bimby, senti di non avere tutto il merito per la buona riuscita della pietanza. Mentre a mano...
Di buono c'è che prima del bimby non avevo mai impastato, e quindi il bimby ha fatto sì che un pò mi sciogliessi da quel punto di vista, e adesso riesco a maneggiare un impasto di pizza - focaccia - panbrioche (il più appiccicoso!).

Bimby a parte, la mia abitudine era aprire il mio ricettario personale, scegliere e procedere.
Oppure a casa di qualcuna, dopo aver assaggiato qualcosa di buono, chiedere e annotarmi la ricetta.
Insomma come fanno tutte le cuoche del pianeta! Mentre qui è internet la risposta alle mie domande (in particolare google..) e questo mi porta, appunto, a provare impasti e intrugli che normalmente direi 'no... non l'ho mai assaggiata chissà com'è!'

Cucina a parte, vorrei salvare sul blog una cosa spiacevole che mi è successa ieri: ho preso Ivan da scuola, con tre quarti d'ora di ritardo.
Ecco, linciatemi pure.
Il fatto è che ero rimasta a pranzo a casa di A., e purtroppo non ho ben calcolato che lì nella sua zona i Bus passano lentamente.. cioè tre in un'ora (da noi il ritmo è ogni 10 minuti).

Poi aggiungiamoci il traffico dell'ora di uscita di scuola.
Poi aggiungiamoci che non mi entra ancora in testa che il bus lo devo aspettare, mentre invece vorrei arrivarci insieme, al bus. E quindi salirci su, senza aver aspettato affatto (eh, che goduria quando capita!)
Insomma mezz'ora dopo l'uscita da scuola, mi squilla il cellulare, e spiego che sono sul bus e arrivo in dieci minuti circa.
Da quando sono uscita da casa di A. ed ho realizzato di aver fatto tardi, a quando ho abbracciato Ivan, è passata un'ora e passa. E' stata l'ora più lunga della mia vita.

Immaginavo di trovare Ivan in lacrime, immaginavo gli sguardi di rimprovero delle maestre, immaginavo le catastrofi quando maritosgainz l'avrebbe saputo (gli piace farmi notare che il mio vizio di far tardi può creare danni..).
E invece Ivan l'ho trovato preoccupato che io avessi preso il bus giusto (mamma, hai preso il one seventy to victoria? perchè non c'eri? c'erano tutte le mamme e pure gli altri passeggini, ma tu non ci stavi!) - il mio piccolo lord...

Bene, vado a impastare la focaccia per stasera - e inizio a friggere le cipolle.. lo sapete, vero, che da una cucina che si rispetti non escono solo profumi, ma anche odori un pò spiacevoli, come le cipolle, o quando capita, i broccoli.. ma anche quelli fanno parte della buona cucina! ;-)




martedì 27 settembre 2011

?un?grande?punto?interrogativo?

La malattia se ne va in giro, e nessuno lo sa o la vede.
[perchè?]
Sarebbe bello se ti chiedesse prima chi sei? cosa fai? sei pronto?
[perchè?]
Ma pronto chi lo è?
[perchè?]
Mai, mai lo puoi essere - pronto.
[perchè?]
Ad ammalarti. A morirne.
[perchè?]
Men che meno a diciottanni.
[perchè?]

sabato 24 settembre 2011

Carpina in pillole

Cinque giorni al mese (24 ore su 24) la mancanza del bidet diventa una ossessiva maledizione.
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Sabato mattina - io a casa coi bimbi, lui in ufficio - mi sembra una scena già vista..
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Perchè in Inghilterra la OPEL si chiama Vauxhall?
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Perchè sto cucinando il brodo vegetale (x pranzo), le carote lesse (x contorno) e le patate lesse (x la pizza di patate di stasera), e mi sto riempiendo di vapore la testa?
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Perchè non sono più a dieta?
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Perchè la crostata di lamponi è così maledettamente buona?
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Mattia dorme. Si sveglierà. Mangeremo. E sarà la catastrofe (non sta mangiando granchè, e io me la prendo a morte. MA PERCHè me la prendo così?)

Carpina in pillole è un medicinale, leggere attentamente il foglietto illustrativo. In caso di dubbio contattare un altro blog. Assumere con cautela.

giovedì 22 settembre 2011

Le mamme di Roehampton

L'attuale Primary School di Ivan, si trova a Roheampton, in una zona poco centrale, che anzi definirei popolare.
Ma, quel che a Londra non manca mai, neppure nelle zone povere, o così dette popolari, è il verde. Cioè anche le case popolari hanno il prato davanti. Poi magari sono mezze stinte, un pò sconce, ma il verde che le circonda, le rende meno brutte.

E insomma sono quasi tre settimane che ogni pomeriggio vado al cancello della Reception Class, e insieme a Mattia nel passeggino, e accanto alle altre mamme della zona, aspetto che il cancello si apra.
Da un paio di giorni scambio anche qualche parola con una di loro! Incredible to me!

martedì 20 settembre 2011

Troppa fame - sarà normale?

Ok, ok, ho un figlio mangione, e uno che mangia solo quel che dice lui, quando lo decide lui.
Parliamo del mangione. di Ivan, parliamo di Ivan.
Ivan è sempre stato una buona forchetta, anche dopo aver abbondantemente mangiato, se c'è qualcosa che cattura la curiosità delle sue papille gustative, lui non si lascia certo pregare. E non parlo solo di cibi dolci, ci mancherebbe, quello tutti i bambini.. parlo di tutto, dalla carne alle verdure al pesce, ai formaggi.. tutto, tranne la frutta, dove è un tradizionalista conservatore, e si limita a banane-mele-pere e mandarini in inverno. stop.

Ora, se è vero che il piccolino, che mangia poco, da quando siamo qui ha iniziato a mangiare di più (ma negli ultimi giorni mi sta facendo penare), è ovvio che questo vale anche per il grande: ovvero che da quando siamo qui, mangia di più!

Già me ne ero accorta nelle prime settimane, è proprio più vorace, se vede il piatto del padre, che è un pò più grande del proprio (ma non sempre) ecco che vuole quello del padre (ma non lo ha, ovviamente), ma ora che è cominciata la scuola, sarà che si stanca di più, starebbe praticamente sempre a mangiare, nel resto del tempo.

Un esempio - oggi.
Vado a prenderlo da scuola, mi vede, mi sorride, mi corre incontro (solo dopo che la maestra lo chiama dal loro cerchio), arriva, io lo bacio e lui 'mamma, hai portato la merenda?' tutto sorridente e speranzoso.
La merenda di oggi si componeva di: 1 banana - 1 yogurt - un pò di grissini.
Direi una merenda valida dal punto di vista nutrizionale ed anche organolettico.
Ci sono giorni in cui al posto dello yogurt c'è una barretta kinder, non lo nego, ma il risultato è uguale, Ivan si spazzola tutto. E poi chiede dell'altro!
A casa spesso e volentieri gli preparo un enorme frullato di banana e mela, (anche perchè fin'ora non avevo trovato lo yogurt senza pezzi, ma grazie ad A. lo abbiamo individuato!) e devo dire che se lo scola grato.
Cioè ha proprio fame, non è golosità, perchè si accontenta pure di grissini o biscottini secchi.. ha proprio fame!

Ovviamente non gli ho dato altro, oggi, ma dopo la passeggiata nel centro di Putney (oggi non c'è il sole e non mi andava di portarli a un parco senza sole), siamo rientrati a casa, abbiamo fatto la doccia e lui continuava a chiedere cosa c'è per cena, se era già pronto, se poteva mangiare qualcosa, che aveva tanta fame.... Oh mio dio! un tartassamento continuo!
E dire che mi ha detto di aver mangiato potetos con sopra il tonno.. quindi ha pranzato, non ne ho le prove, ma ne sono certa!

Quindi?
Cosa dovrei fare io secondo voi?
Assecondare questa sua famelica richiesta continua?

Oggi è finita che gli ho consigliato di riposare, e gli ho promesso che al risveglio avrebbe trovato la cena pronta.
Per 'cena' ormai si intende un pranzo completo, primo, secondo, contorno e frutta...

Ma non potrebbero bilanciarsi un pò di più i due fratelli? Ivan che passa un pò di famuccia a Mattia, e Mattia che passa la gioia del cibo frugale a Ivan?
No eh... mannaggia...

One is for starting - Uno per cominciare

E rieccoci con un nuovo pezzo da me liberamente tradotto, per aiutare i miei pupi ad assimilare l'interscambiabilità tra due lingue, in questo caso italiano e inglese.

Ho cercato on line qualche riferimento a questa filastrocca, ma non ne ho trovati. Io so soltanto che deriva da una vecchia serie del programma per bambini L'Albero Azzurro.

Ed eccovi la versione italiana e non trovando riferimenti musicali on line, mi affido alla vostra conoscenza storica della tv per bambini anni novanta! ;)

FILASTROCCA DEI NUMERI

Uno per cominciare,
due per continuare,
tre per fare un gioco,
quattro per fare un fuoco,
cinque per cantare,
sei per ragionare,
sette per compagnia,
otto per allegria,
nove sono gli amici,
dieci tutti felici!

Dieci numeri come le dita,
dieci cose nella vita,
dieci spicchi nell'arancia,
e la conta ricomincia!

---
NUMBER NURSERY RHYMES

One is for starting,
two is for continuing,
three is for making a game,
four for making a fire!
Five is for singing,
six for speculating,
seven for company,
eight for the joy!
Nine are the friends,
ten all happy!

Ten numbers as the fingers,
ten things in the life,
ten slices in the orange,
and the count starts again!

---
ps a Ivan piacciono di più in inglese questi pezzi. Suppongo sia perchè glieli canto ormai da quattro anni e mezzo in italiano... ;-P

lunedì 19 settembre 2011

Nuovo Giro - Nuova Corsa

La scorsa settimana abbiamo ricevuto una lettera dal comune inglese che ci ospita, il quale ci ha felicemente informato che si è liberato un posto nella prima scuola primaria da noi selezionata.
Una scuola con 1/4 di punti in più rispetto a quella che ha già iniziato a frequentare.
E 1/4 vuol dire proprio un salto da uno scalino all'altro del podio della qualità..

Ora una magari spera sia un pò più vicina.. ma no.
Oggi alle 2pm siamo stati dalla HeadTeacher, maschio travestito da donna, barba compresa (sò cattiva oggi, lo so), che molto gentilmente devo dire, ci ha accompagnati nella visita dell'intero edificio scolastico, visita bella lunga perchè in effetti la scuola è parecchio grande, e si sviluppa sui quattro livelli di un palazzo ottocentesco.
Grandi vetrate colorate, che guardano quattro grandi play ground.
Sì, avete letto bene, quattro-play-ground-quattro.

Ella ci ha spiegato che esiste un playground adatto ad ogni fasca d'età, che copre due classi (in pratica 1 per nursery & reception class, 1 x year1&2, 1 x year 3&4, 1 x year 5&6)

Hanno una classe per ogni anno scolastico.
In ogni classe ci sono tre palmari e un video proiettore.
Nella reception class non ci sono i palmari, che sono più delicati, ci sono i computer normali, più resistenti diciamo..
Hanno una Hall per il social learning.. in pratica è una camera gigante, molto colorata, dove ci sono tavoli e sedie da un lato, enormi cuscinoni colorati sovrastati da una specie di grande baldacchino dall'altro lato, e sul lato lungo tanti learning desk, sembravano tanti separè bianchi, dove si potevano accomodare fino a quattro persone, per imparare... di tutto.. dal design, alla materia.. tutto quello che la fantasia può suggerire. Ci vanno anche più classi contemporaneamente, e di tutto ciò possono fare parte anche i genitori. (!!)
La maggior parte delle superfici che circondano tale hall, anche quella degli armadietti bianchi, è WRITE ME ON, - sono praticamente white board.

Hanno la palestra, che è anche la canteen, ovvero la mensa, e in pratica giornalmente vengono montati tavoli e sedie e poi smontati per chi deve fare la PE - Physical Education (finalmente svelato l'arcano di queste PE SHOES e di questa PE BAG di cui non riuscivamo a cogliere l'esatta traduzione, pur capendone perfettamente l'uso!).

Che dire, un sacco di giochi, un sacco di spazio, ecco forse l'unica cosa che non mi ha convinto, a livello di struttura, è proprio la classe che dovrebbe frequentare Ivan, ovvero la Red Reception (l'altra era Blue). Piccolina, siamo entrati e la teacher parlava con un altro adulto, a terra bimbi che giocavano e bimbi che giacevano, compresa la faccia, tanto che io e Ivan non riuscivamo a scavalcarli. Sicuramente avessimo trovato il pavimento libero la sensazione che è una stanza piccolina, non mi avrebbe assalito.
La Head Teacher deve aver capito, perchè ha subito specificato che poi fanno molte attività anche fuori dalla classe, sia nello sharing space, che soprattutto nel playground. Perchè ho la faccia trasparente?

Hanno anche una teacher che si occupa proprio dell'insegnamento dell'inglese ai bimbi non-english-speaking che un paio di volte a settimana preleva dalle classi i bimbi coi quali deve interloquire, e fa una sessione particolare per loro.
C'è anche una persona dello staff , che conosce l'italiano.. quindi pare proprio esserci tutto..
Parlando del più e del meno, abbiamo fatto delle differenze rispetto alle scuole italiane.. dove non c'è la cultura dello spazio all'aperto da far USARE ai bambini (di tutte le età).

Io ricordo con fervore le poche volte che siamo usciti dalla hall dell'asilo che ho frequentato da piccola. Una volta tagliai la coda di una lucertola, con una pietra, ma non lo feci apposta. Guardavo con scientifica, fredda curiosità quel pezzettino di coda che ancora si agitava, pur non stando più attaccato ad alcun corpo.. si diventa grandi anche così!
Ed io ero fortunata! Nella mia città, ai miei tempi, d'estate si viveva per strada eh! Cioè, mia madre non era molto contenta di ciò, non è che mi ci mandasse a cuor leggero fuori, anche perchè sono sempre femmina, e quindi delicata, o non so che.. ma alla fine io ho passato tutte le estati della mia childhood, giù fuori..

In ogni caso quando siamo arrivati al discorso cibo, la HT ha detto che adesso il menù era healty (non oso immaginare cosa propinavano ai bambini un tempo..), mi ha chiesto se Ivan preferisce il LunchPack, e gli ho detto che al momento il mio very good eater mangia alla mensa scolastica.. e poi ho fatto la battuta.. ovvero che se pure noi italiani non abbiamo molti spazi all'aperto per giocare, mettiamo molta passione e abbiamo molto interesse nel cibo - quindi speriamo servano cibo buono altrimenti si passa al LunchPack in men che non si dica!

E allora perchè sono uscita un pò sconsolata da lì?

1) a me piace la maestra Sy - ovvero la sua attuale insegnante - sorridente, disponibile, e veramente affabile.. La nuova, maestra P è.. no, ecco, non lo posso ancora dire com'è, perchè ci siamo solo strette la mano.. ma ecco, non è la giovane bionda carina e sorridente di Sy..
non ho nulla contro le insegnanti.. non giovani, o bruttine, ci mancherebbe altro.. è proprio una sensazione, una questione di feeling, diciamo.. Poi quando ha saputo che Ivan è un italian-speaking, Sy avrebbe detto (come disse) NO PROBLEM, THAT'S OK, I'M SURE HE'LL BE FINE, WE'LL WORK TOGETHER.. e invece lei ha detto 'OH.. THERE'S J WHO SPEAKS ITALIAN!' e poi ha aggiunto 'BUONGIORNO!' rivolta a Ivan, e quindi 'AND THIS IS ALL THE ITALIAN I KNOW'
non so.. mi è sembrato che alzasse una specie di muro..

2) si tratta di ricominciare tutto daccapo.. di rivivere un nuovo primo giorno di scuola, di studiare con gli occhi il nuovo evironment (classe, playground, nuovo tragitto, nuovo giro, nuove abitudini - nuovo bus - nuovo gate (che non abbiamo ancora individuato ma vabbè)

3) CHE FACCIAMO?

Ovvio che vogliamo fare la cosa migliore per Ivan.
Questa scuola ha voti migliori, una struttura mozza fiato, una HT molto disponibile.
Non so, è che nonostante tutto, il trasloco qui e tutto il resto, io sono sempre una fifona, dentro, ed ho paura dei cambiamenti.
Sempre e comunque.

It takes a flower - Ci vuole un fiore

"Niente di più bello nella vita, che un bimbo e un fiore."
Frase di una mattonella magica, che troneggiava sul davanzale delle scale della mia infanzia.
Inutile dire che mi piace, questa frase.. ancora me la leggo, nella testa.. chissà che fine ha fatto quella mattonella..

Anyway, continuando sulla scia delle libere traduzioni di testi per bambini, traduzioni fatte in casa, e fatte solo e soltanto per aiutare il proprio cucciolo ad interiorizzare meglio suoni, parole e frasi in lingua inglese, oggi Vi presento la traduzione by carpina della celeberrima Ci vuole un fiore, di Gianni Rodari.

Ci tengo a precisare che questo metodo funziona meglio se il bambino già conosce la canzone in italiano, e chevelodicoaffare... ;)

IT TAKES A FLOWER

The things of every day
they can tell some secrets
to those able to look at
and even to listen to...

To make a table, it takes the Wood,
to make the wood, it takes the Tree,
to make the tree, it takes a Seed,
to make the seed, it takes a Fruit,
to make the fruit it takes a Flower,
it takes a Flower,
it takes a flower,
to make a table, it takes a Flower..

To make the flower, it takes a Branch,
to make the branch, it takes a Tree,
to make the tree, it takes a Wood,
to make the wood, it takes a Hill,
to make the Hill, it takes the Ground,
to make the ground, it takes a Flower,
to make everything it takes a Flower..

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ps grazie all'amico ob1 che mi ha suggerito il pezzo da tradurre.. effettivamente 44 gatti non è proprio semplicissima da tradurre eh!!! ;)
---

Ed eccovela in versione italiana e cartonanimizzata... :-)


domenica 18 settembre 2011

Da sola sul bus

Da sola sul bus mi pare di camminare sulle mie stesse paure.
Ogni passo un battito del cuore accelerato.
E il rumore, e la luce, e i colori, tutto si allunga, dilata, distende.
Il bus traballa, rischio di cadere... mi tiene su, solo questo caldo raggio di sole. Insieme alla certezza che vivere le proprie paure, attraversarle, rende più forti.
Smarrimento e solitudine qui non sono solo concetti astratti, figurati ogni tanto.
Qui sono stati del mio animo.
Da sola sul bus, mi sento sola nel Mondo, tanto grande, da non riuscire a guardarlo per intero.
Il bus è arrivato a destinazione.
Scendo e sorrido.

Scemenza della buona notte

Certo che i bimbi inglesi sono molto più intelligenti dei nostri! Così piccoli, e già parlano INGLESE!?!?!?
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ok, più che un post, sembra un twitt (o qualcosa di volgare, che non voglio sentire nè leggere please). Prendetelo come un 'amo lo humor inglese, l'ho sempre praticato, ma non lo sapevo'.

- buona notte..


venerdì 16 settembre 2011

Italian french home-made in England - bocciato

Questa mattina, complice la mia allegria per la venuta (finalmente) della mia amica V. conosciuta ormai un mese fa al parchetto, dopo il solito tran tran di pulizie, cottura pranzo, e dopo la messa a nanna di Mattia, e dopo la doccia e lo shamppoo, avevo ancora un'ora tutta per me!
Quando sono allegra, faccio le cose con più velocità - a voi capita?

Anyway, che cosa faccio dalle 10 alle 11 che verrà la simpatica V.?
ok navigo un pò e scarico la posta, e poi... un pensiero si faceva largo nella mia testolina.. se non lo fai adesso, non lo farai più... dai, che ci vorrà mai.. ormai lo fanno tutte! prova! prova!

Ok, provo.
Vado in camera da letto, prendo dall'armadio il magico cofanetto, leggo le istruzioni, e procedo.
Ma ecco che ribrezzo, schifo, orrore si abbattono su di me..

Mi sono fatta un french mani-cure, che nemmeno se fosse stato un pedi-cure, sarebbe stato presentabile.

Punto 1) staccati gli adesivi il tip bianco era tutto sbavato.
Punto 2) mentre applicavo il tip bianco, mi sono imbiancata tutti i polpastrelli.
Punto 3) pensavo di avere l'acetone, ma l'ho scordato in Italia.
Punto 4) ormai avevo iniziato a ridere, quindi ho continuato col french-pink
Punto 5) perchè su alcune nails pare di mettere mezzo chilo di french-pink, e su altre manco sembra lo hai steso?
Punto 6) in qualche altro post sparso, avevo già spiegato che io non mi lacco MAI le unghia. Questo mi serva da memento.

Manicure si - manicure no.
Io adoro le unghie curate, ben tenute, anche laccate (trasparenti o 'sto french-pink, chè davvero carino), ma il fatto è che io le mani le uso parecchio, e di conseguenza lo smalto, la laccatura, mi si rovina facilmente, col risultato che sembrano sporche - orrore!

Poi c'è da dire che io lavoro (lavoravo, ok) col computer, e fin dalle superiori, durante le ore di dattilografia (grazie alle quali vanto una digitazione veloce e precisa, nonchè da tutti invidiata - ahahahahah!), il prof non faceva che dirci che le unghie lunghe erano un ostacolo alla corretta digitazione. Ed è vero, lo garantisco in quanto donna (come faceva invece a saperlo il prof, vattelappesca).

Quindi il mio costume è sempre stato 'unghie corte'

Ecco che qualche giorno fa mi apprestavo alla amputazione dei miei artigli, alquanto belli invero - ma ecco che un pensiero mi ha attraversato la mente: perchè non provo a tenerle un pò lunghe? così, per cambiare un pò - magari le limo, me le lacco, così sono più belle da guardare...

Sarà che qui a Londra ci sono saloni di bellezza solo per le unghie. (Ne ho visti a Fulham)
Qui le crescono, le curano, le colorano, le tatuano.. di tutto di più, e quindi mi pareva quasi doveroso provarci anche io.
Ma non mi arrendo. - Ci riprovo!
Se intanto qualcuna ha dei suggerimenti pratici da darmi, prego - benvengano!

Avevo anche pensato di fare un paio di foto e di pubblicarle, così, per rendere di dominio pubblico, che cosa sono riuscita a combinare.
Poi mi sono guardata dentro, ho scorto un barlume di orgoglio personale e femminile, e ho declinato l'invito (invito fatto evidentemente dalla mia parte di cervello che ride per le cose più sceme, e che ha sensibilità e tatto pari a zero.)

Poi arriverà un post sulla mia amica V. - intanto scusate, ho dell'acetone da usare!


sabato 10 settembre 2011

La prima volta ad HYDE PARK da soli

Stamattina, complice il week end lavorativo di maritosgainz, e il tempo che doveva essere clemente, ma è stato addirittura bello, nonchè la mia voglia di uscire, ci siamo finalmente diretti con il BUS fourteen, towards Warren Street, ad Hyde Park.

Ora, una pensa di arrivare ad Hyde Park, e di poter raggiungere il Serpentine, o il playground memorial di Lady D in men che non si dica. Poi una capisce che deve solo ringraziare il Cielo di esserci arrivata, ad Hyde Park, che è grande, grande, grandissimo, immenso!

Appena entrati, la favola - ma possibile che da qualsiasi angolo vi si acceda, ci trovi sempre un'atmosfera incantata in quel parco?

Sullo sfondo, Fishermans, un laghetto, completo di cigni, anatre, barche, circondato da perfetto lawn (=prato inglese) e alberi enormi, coi salici piangenti che approfittavano del gentile venticello di fine estate, per rendere l'atmosfera addirittura romantica.
Ogni tanto, qualche cavallo a passeggio (e ci sono pure io segnali GIVE WAY TO THE HORSES, ovvero dare la precedenza ai cavalli - incredible!!).

E insomma ci addentriamo in questa macchia verde e azzurra, in cui la luce sembra rigenerarsi e riverberare d'infinito, e troviamo il playground.
Ah, una cosa carina è che tutti i playground sono cintati da una cancellata, e che è vietato portarci i cani, e che ADULTS MUST BE ACCOMPAINED BY CHILDREN :-)

Ivan e Mattia si sono divertiti, sfrenati, Ivan a un certo punto si è levato le scarpe, che aveva caldo, Mattia giocava con tutto e con tutti, anche con le foglie secche...
Tutti cercano di rivolgere la parola a Mattia, lui restituisce uno sguardo timido e ammaliatore, ma nessuna parola. Al massimo indica. Mi guarda, e indica qualcosa, di cui immagino mi parlerebbe se parlasse.

E parliamo del parlare di Mattia.
Ecco il suo dizionario, ad oggi:
MAMMA
PAPA
GHGHGHGH (Ivan)
WAWA o AWA (acqua)
CACCA
OOOTTA (scotta)
NANNA (ciuccio)
BOUM (battuto, e indica dove ha battuto)
UTTà (frutta)
PAPPA
TòTTò (toc toc - bussare alla porta)
PAPIPAPI (pronto - al telefono - ma solo quando non sta parlando con nessuno, altrimenti diventa seriamente muto muto)
Sì e No, li mima con la testolina.

Ecco - nient'altro pervenuto.
Se gli chiedi 'come ti chiami?' risponde 'mamma'
Ok ha solo diciotto mesi, ma Ivan il proprio nome lo diceva, e sì lo so, ogni bimbo è diverso, e non fanno bene i confronti - però che ci posso fare?


L'altro giorno ho realizzato che ero molto più rilassata nel crescere Ivan, primo figlio, che non Mattia, secondogenito - proprio perchè mi andava bene qualsiasi cosa facesse, non avendo esperienze precedenti con cui purtroppo fare paragoni!
Il fatto è che poi Ivan è diventato il metro di paragone per il piccolo Mattia!

Please, help me about it!

Ma ho divagato.. la mattinata si è conclusa con noi che mangiavamo del pane, in riva al lago, finchè Ivan non ha avuto la brillante idea di dare del pane a un cigno, che poi si è preoccupato di uscire dal lago medesimo, per raggiungerci, chiedendoci in lingua cignesca, altro pane.
Ora, i cigni sono meravigliosi, visti da lontano, nel loro habitat - visti da vicino hanno un becco enorme, e sono giganteschi.
Siamo fuggiti via!

Prima di riprendere il bus, già che c'eravamo ho portato i cuccioli da H&M.. e poi dalla Benetton, che c'erano i saldi e francamente ho preso qualcosina (scarpe aperte, finalmente! e una camicia completa di sciarpa..), con Ivan e Mattia che si lamentavano, ovviamente, perchè sono maschi ecchevelodicoaffà...
Insomma, mi devo sentire in colpa per aver rinunciato a un'oretta in più di parco, in nome del sacro shopping materno?

;)

giovedì 8 settembre 2011

The tree that was planted, planted in the grass

Grazie al summer camp che Ivan ha frequentato ad Altamura, tra fine giugno e inizio luglio, adesso vantiamo una canzone italiana, interamente tradotta in inglese (dagli organizzatori del corso, appunto) che usiamo cantare prima della nanna, momento in cui cerco di evitare la mia solita vecchia hit parade che andava bene nelle italiche mura domestiche.
La canzone originale, insomma, più o meno, la trovate qui.

Mentre sono a scrivervi il testo (de)libera(ta)mente tradotto:

The tree that was planted, planted in the grass.
On the tree, can you tell me what there was?
There were the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass.

On the branches, can you tell me what there was?
There were the leaves,
the leaves on the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass.

On the leaves, can you tell me what there was?
There was a nest,
a nest on the leaves, the leaves on the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass.

In the nest, can you tell me what there was?
There was a egg,
a egg in the nest, the nest on the leaves, the leaves on the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass.

In the egg, can you tell me what there was?
There was a birdie,
a birdie in the egg, the egg in the nest, the nest on the leaves, the leaves on the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass.

In the birdie can you tell me what there was?
There was a heart,
a heart in the birdie, the birdie in the egg, the egg in the nest, the nest on the leaves, the leaves on the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass.

In the heart, can you tell me what there was?
There was the love,
the love in the heart, the heart in the birdie, the birdie in the egg, the egg in the nest, the nest on the leaves, the leaves on the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass.

In the love, can you tell me what there was?
There were the children,
the children in the love, the love in the heart, the heart in the birdie, the birdie in the egg, the egg in the nest, the nest on the leaves, the leaves on the branches, the branches on the tree,
the tree that was planted, planted in the grass,
the tree that was planted, planted in the grass....
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E sapete una cosa? Ho scoperto che questo metodo, quello di tradurre in inglese una canzone conosciuta già in italiano, funziona davvero bene, tant'è che mi sono ripromessa di tradurre altri pezzacci che cantiamo per la nanna - 44 gatti è il pezzo con cui vorrei cominciare, piace molto a entrambi i cuccioli, e dire che la si sa a memoria, è dire poco.

Stay tuned!

Credevo fosse dieta, e invece era un Bus

Se un giorno prepari (e mangi) la crostata, è ok.
Ma se quella crostata diventa la scusa per fare merenda, no.
Se ami i Bagles al sesamo,uno te lo puoi anche permettere, dài.
Forse però non proprio tutte le mattine!
Se finalmente hai deciso di usare il forno per fare le tue famose treccine dolci, benvenga.
Basta che poi non te ne mangi troppe, con la scusa che sono così leggere!
Ok, un giorno pasta e bolognese, ok.
Ma poi non esagerare pure con il peperone ripieno!

"There is no more true love, than the one for the food."

L'ho letto stamattina su un sacchetto di juta, venduto in un super marks&spencer a Clapham Junction. Appena l'ho letto, mi sono sentita tutta innamorata. Del cibo, appunto.
Arghh!!!!!!!!!

Tutti che mi dicevano 'vedrai, stai dimagrendo, ma ora che vai a Londra, diventerai magra in men che non si dica!'
Che gli vado a dire a 'ste persone?
Che no, guarda che ti sbagli, a Londra c'è il Lurpak da mezzo chilo, che un burro danese, appena salato, che rende tutto fantastico - ciambella, biscotti, crostata, risotto - tutto tutto.
Oppure che no, guarda che a Londra io ci trovo i Bagles al sesamo, che scaldati al mattino, e riempiti di marmellata o peggio cream cheese e marmellata, sono una benedizione e/o una maledzione del panettiere.
O anche che maritosgainz non è goloso, ma va pazzo per waffel e nutella (fortuna almeno non tutte le mattine).

Ma costoro lo sanno che l'Inghilterra è la terra natale dei DIGESTIVE MCVITIES?

O cacchio.

E stamattina mi sono pure comprata la padellina per fare i pancacke - o le crepès!