venerdì 28 giugno 2019

Tre Anni d'Italia

Son passati ormai quasi tre anni.
Lunghi o corti, dirlo non saprei, dipende dai momenti.
Lunghi, oggi direi lunghissimi (questo è il primo anno in cui non andremo a trovare la nostra Londra, da quando siamo toranti in Italia, ci siamo andati ogni anno...)

E oggi nuovamente mi ritrovavo a parlare con una mamma-asilo della mia piccolina, all'uscita dell'ultimo giorno del primo anno di scuola dell'infanzia della piccola di casa ( che ha ormai quasi 4 anni), mentre loro, le bimbette, giocavano e ridevano tra altalene e scivoli. E, di nuovo, la domanda, fatidica, gigantesca, ma semplice - ma perchè sei tornata?

In palestra me lo chiedono, pure. Dopo la lezione di pilates o di funzionale, ogni tanto qualcuno lo dice - che io ho vissuto a Londra per 5 anni - e allora, immancabilmente, la domanda si ripresenta.

Alla scuola primaria di M, che ha finito la terza elementare, continuano a prendermi in giro con questa domanda, seguita spesso da una risata che a me risulta amara da sentire, ma che non saprei dire che sapore ha nella bocca di chi la fa (curiosità? invidia? presa in giro?).

Ma poi, sinceramente, la volete davvero sentire la risposta? Perchè non c'è UNA risposta. Ci sono, ci sono state, una serie di circostanze, stati d'animo, occasioni, pensieri, paure, rinunce, solitudini, avventure, risate, fortune, incontri, luoghi. Troppe, per poterle racchiudere in una risposta concisa ed esauriente.
Così ho elaborato la risposta standard - per far crescere i bambini più vicini alla famiglia, dato che noi riuscivamo a tornare in Italia solo una volta l'anno, ed era un po' pochino. Poi, ovvio, il lavoro di maritosgainz ha dato l'ok per il telelavoro - quindi.. tutti mi comprendono a quel punto - tutti capiscono, come se fossero stati lì con noi, nel nostro Flat 5, a maturare, piano piano, quella decisione che ci ha (ri)portati qui, da dove siam partiti, dove siamo nati.

Così dopo quasi tre anni riapro le pagine di questo polverso blog, per sentire ancora le dita battere su questa tastiera, trasferire parole e frasi su questa finta pagina bianca, e vedere se leggendomi riesco a capirmi meglio.

martedì 4 agosto 2015

Un anno senza blog...

...ed oggi per caso ho realizzato essere passato esattamente un anno dal mio ultimo post.
E che questi dodici mesi passati senza passare di qua, sono stati trecentosessantacinque giorni intensi, carichi di meraviglia e scoperta - scelte, crescite.

C'é chi ha compiuto 8 anni, chi 5, chi 35, e chi 41. Cresciamo. Invecchiamo. Sono la stessa cosa alla fine dei conti.

Ma.
C'é una grandiosa novitá!
Aspettiamo.
Aspettiamo il nostro terzo bebé. A giorni.
In realtá questa volta pare sará una cucciola. Che si chiamerá E.


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E. scalcia come una puledrina impazzita nel mio ventre, e ci fa affiorare sorrisi e sospiri carichi di attesa. Che proprio non vediamo l'ora di conoscerla.
La immaginiamo forte e coraggiosa, ansiosa di conoscerci e di entrare fisicamente a far parte della nostra famiglia - nuovo paio di occhi in cui perdersi,
nuovo profumo in cui annegare,
nuova voce da imprimersi nel cuore.

E non voglio tediarvi con la nostalgia di questa mia ultima gravidanza, dolcissima e tondissima attesa.


Non sono mancate tristezze infinite. E lacrime. Nostalgie per quel che non c'é piú. Ma il Cielo é grande, e le stelle rassicuranti, la Terra continua a girare, il sole a sorgere e il vento a soffiare tra i rami degli alberi e nei nostri capelli.

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Cosí oggi scrivo sul blog. E per la prima volta sono orfana.
Sí, ho perso anche mio padre.
Meno di due mesi fa. Perso. Come se lo avessi in tasca e mi fosse caduto. In realtá é sempre qui con me. Ora forse piú di prima. Ma quando lo sogno, il nostro rapporto é esattamente come lo era nella realtá, un pó arrabbiato, un pó una lotta.
Ci scontriamo come facevamo prima che stesse male. E anche se avevamo un rapporto non idilliaco, nei miei sogni é proprio lí che torno.
Forse perché in realtá non conosco altro modo per interagire con lui.
E' andata cosí.
Poteva andare peggio. Sono riuscita a volare a casa per essere con lui, nella casa in cui sono nata, insieme a tutte le mie sorelle, mio fratello, per dirgli addio per sempre.
E questo ha significato tanto.

E rieccomi. Qui.
In attesa dell'Agosto piú bello e tumultuoso della Vita.