Visualizzazione post con etichetta Ecologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ecologia. Mostra tutti i post

giovedì 6 ottobre 2011

Ecologia oggi

Un pò di energia verde fa bene, sempre.

E l'idea che da qualche parte ci sia un albero che io in qualche modo ho contribuito a piantare, mi commuove. 

Così da oggi questo blog ha annullato il suo impatto ambientale, grazie a una iniziativa di doveconviene.it
e qui trovate tutti i dettagli tecnici e non, del caso.

Ohh mi sembra già di respirare meglio! :-)


Doveconviene.it volantini digitali

mercoledì 13 gennaio 2010

La scelta non-ecologista (sui pannolini lavabili)

Provengo da una famiglia numerosa.
Una figliolanza composta da sei femmine e un maschio, che vanno dal 1962 al 1985, non è roba di poco conto.
Mia madre era una roccia.
No, mia madre era una Donna.
E come tutte le donne aveva pregi e difetti.
Tra i suoi pregi annovero sicuramente una forza d'animo, che un pò le invidio, specie da quando sono diventata madre a mia volta.

E mia madre era una ecologista, senza sapere di esserlo..
Usava, manco a dirlo, i pannolini di cotone.
Non per altro, per una chiara ed ovvia scelta economica.
Anzi, in realtà temo che scelta non ne avesse, ma comunque.
Stesso discorso per gli assorbenti: anche per sè ha sempre utilizzato puro cotone lavabile: un esempio di massima coerenza, e tanto di cappello.
A noi figlie invece, ci ha sempre fatto usare gli u&g, forse pensando fossero roba da giovani donne.

Io (classe '79) ricordo bene come si piegavano i cirippà e i quadrati di cotone di mia sorella Rix (classe '85). Eppure, quando ho avuto Ivan, la scelta di utilizzare i pannolini in cotone, non mi ha mai neppure sfiorato.
Questo perchè io sono sfrontatamente pragmatica.
Amo la velocità, la praticità, e detesto le complicazioni inutili (poichè ammetto che ci siano complicazioni utili o comunque inevitabili).

Ecco: i pannolini in cotone, che si vanno ad aggiungere a tutta la roba che un neonato naturalmente sporca, io li vedo come una complicazione.
Una agguinta, che trovo ingiusta, alla già grossa mole di cose da fare che la nascita di un bimbo porta con sè.
Un cucciolo, un bimbo, un figlio, e mica robetta, a cui bisogna dedicare amore, energie, forze e attenzioni, ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, dodici mesi l'anno. Non-stop.
Ecco, mi faccio da sola uno sconto sulle lavatrici, togliendomi quelle da fare per i pannolini.
Lo so.
Il costo di questo sconto non è quantificabile.
Bisogna aggiungere oltre al costo dei pannolini da supermercato (che è un costo mio e solo mio).. anche il costo ecologico (che è un costo di tutti), che è di mia difficile percezione, ma io lo so che c'è.
Mi basta guardare i multipack di pampers che avevo riempito con la robicina di Ivan, e che abbiamo tirato fuori per prepararci all'arrivo di Mattìa....

giovedì 22 maggio 2008

Intermezzo Ecologista


Ho sempre fatto la raccolta differenziata.
Settimanalmente - quando mi va bene, ma anche ogni 2/3 settimane, quando non c'ho voglia - vado in pellegrinaggio alla volta dei cassonetti della raccolta vetro-plastica.
Questo fino a un paio di settimane fa.
Adesso il mio pellegrinaggio mira anche alla raccolta carta.

Sì, lo so, la carta è un materiale il cui riciclo è FONDAMENTALE.
Ma ho sempre assurdamente pensato che in fondo non ne utilizzassi molta, di carta, cioè che non ne cestinassi tantissima..
E invece da quando ci bado.. mi accorgo che giornalmente ci sono un sacco di cose di carta-cartone che butto via.. qualche esempio?
Confezione pastina bimbo - Imballo merendine - Settimanali - Pubblicità - sovraimballo biscottini bimbo - sovraimballo yogurt - sovraimballo omogeneizzati - Imballo crackers - Sovraimballo uova - Sovraimballo assorbenti.
Insomma da quando l'ho iniziata, ho capito che ho buttato nella spazzatura mista, un sacco di carta e cartone... un sacco di alberi.... e mi si è stretto il cuore..