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mercoledì 29 gennaio 2014

We regret..

Lavender Pot - by Sainsbury's

"Many thanks for your application.
We regret to inform you that the position has been taken. We wish you all the best with your search.
Regards."

Con questa e-mail standard, questa mattina sono stata gentilmente informata che non ho avuto il lavoro part time per cui avevo fatto un colloquio giusto giusto ieri.
Evviva, finalmente la prima interview!!
Già. Ed ero elettrica al sol pensiero.
Ed è anche andato molto bene. Io ero rilassata, semplice, diretta, informata, informale, gentile, pronta. Ma non ho mai lavorato col programma che loro usano. Hai voglia io a dirgli che i programmi contabili non sono poi così complessi da utilizzare per chi, come me, ci ha lavorato dentro e dietro.

venerdì 15 novembre 2013

Solo qui, e ora.

27 Maggio 2013 - Carpina @ Windsor Castle
Da quando M. frequenta la full time nursery della primary school di I., ho praticamente sei ore al giorno di 'libero arbitrio', in cui non c'è alcun esserino poco al di sotto del metro che detti, inconsapevolmente, legge.

Lo ammetto, credevo sarei stata al settimo cielo.
Poi, è successo che i primi giorni 'da sola' non siano stati proprio un idillio. Perchè insieme alla 'mattinata libera' arrivava un imperativo scomodo, ovvero la 'ovvia ricerca di un impiego extra casalingo e retribuito'.

Sono mesi che ci sto pensando a questa cosa di 'lavorare a Londra', e io per prima mettevo in cima alle mie priorità proprio la ricerca di un 'impiego extra casalingo, retribuito'. Fondamentalmente perchè questo è quello che avrebbe fatto la vecchia me, la vecchia carpina [che per assurdo è più giovane di me], che se mi guardasse oggi si vergognerebbe di sè stessa senza guardare ai lati positivi della propria 'scelta' o 'scelta di non scegliere'.

mercoledì 2 ottobre 2013

Ricapitolando..


Richmond Park
Alla fine è arrivato il Mio Mese preferito. I colori della natura lenti e dolci cambiano le strade che percorriamo, gli scoiattoli saltellano impazziti cercando cibo nei deliziosi frutti autunnali dei loro amati alberi. Il cielo a volte si apre.

E io son qui in cucina, aspetto il mio caffè, la lavatrice sta a fine ciclo e la lavastoviglie ha appena cominciato il suo concerto d'acqua calda.

Ormai i miei pranzi infrasettimanali sono solitari, silenziosi, pacifici. Ho tutto il tempo del mondo per guardar fuori dalla finestra, mentre mi preparo un piatto di pasta e un'insalata. Mi nutro di impressioni. Ascolto i suoni del mondo esterno, (un'auto, un trapano lontano, gli uccelli indisturbati, una bacca che cade da un ramo, lo scatto del portone che si apre, il pianto di un bimbo piccolo) e li porto tutti dentro casa, dove ronzano gli elettrodomestici e a volte canta lo stereo.


giovedì 24 gennaio 2013

Ultime dal fronte anglosassone

L'anno è ormai cominciato ed io continuo ad avere questa strana sensazione di pace dei sensi, proprio come la notte di capodanno e la doccia regalatami a orari inconsueti. E io questa sensazione me la tengo stretta che so per esperienza essere merce rara.

L'anno è cominciato malino per i miei cuccioli, cui non è bastato il gastrointestinale che gioiosamente li ha abitati prima di Natale (e che nella settimana natalizia s'è fatto il giro di noialtri, compresa la barbafamiglia in visita...), ma si sono pure beccati un raffreddore con febbre che non ricordavo neppure fosse possibile avere! (Ma questo, almeno, noialtri ce lo siamo risparmiati).

Passato tutto, ci siamo concessi una nevicata incredibile, e poverini non li ho neppure fatti rotolare nella neve come ci si sarebbe aspettato, tutto perchè non voglio che si riammalino, col rischio di non poter uscire e di perdere i miei mini corsi settimanali, che l'amato parent's space l'ho abolito per il momento, fino a nuovo ordine, o fino a nuova temperatura almeno!!

Nell'ambito 'friends' ho notizie fresche fresche di due new entry nel mio circolo delle 'mamme a tempo pieno e pigliamoci un caffè và' caffè che poi magari è un pranzo, un thè, una seconda colazione, un muffin, un tarallo, un paó de quejio, e chi più ne ha (di chili) più ne metta (sempre di chili): Esse e Mya coi loro piccolini di uno e due anni, che qui le amicizie si fanno coltivare anche ai più piccini, eh!

E poi la mitica zumba che ormai abita il mio sabato mattina e attorno alla quale gira la mia settimana, è incredibile quanto bene mi faccia sentire questo ballo, quanto leggera e allegra mi renda. E poi praticamente il sabato mattina è la mia mezza giornata libera, i bambini stanno col padre che si autogestisce tempi e risorse: ragazze, è una genialata, mi chiedo perchè non ci siamo arrivati prima a questo livello di organizzazione famigliare?! Presto o tardi, l'importante è esserci arrivate, no? ;-) 

Certo non tutto brilla di luce propria come vorrei, ho degli amici che passano un momento di difficoltà e io mi sento debole e impotente davanti alla situazione. E molto, molto triste per loro, e per i loro bimbi.
E poi questioni più lontane, che trattano di e-mail lasciate pendere per giorni e giorni, educazione, soldi, rispetto e amare conclusioni.



venerdì 29 luglio 2011

Il primo giorno del resto della mia vita

O, tecnicamente, l'ultimo giorno della mia vecchia vita.
Della vita di dipendente-di-una-piccola-azienda -di-servizi.
Tra poche settimane sarebbero stati tredici anni.

How do I feel?

Diciamo che non mi sono mai immaginata al di fuori di quelle quattro mura. Tranne negli ultimi mesi, ovvio.

Lì ci sono entrata che non avevo vent'anni, e ne esco che ne ho più di trenta.
Ho fatto il mio tempo, è tempo di cambiare.
E il cambiamento fa bene, sempre e in ogni caso, anche se all'inizio può non sembrare così.

Lì, in ufficio, ho conosciuto maritosgainz, quando ero ancora alla reception, e venivo un pò criticata perchè sorridevo poco. 'cacchio devo sorridere se sto lavorando?
Ecco, uno dei motivi per cui NON mi sentivo 'femminile' da piccola. Perchè badavo a 'ste cose. Menomale che poi si cresce..

Il mio ruolo mi ha portato poi a girare molto.
Mi ha fatto conoscere tanta gente.
Mi ha fatto imparare a guidare fuori città - rarità nelle ragazze di queste parti.

Eh, quanto mi piaceva entrare in una azienda e 'risolvergli i problemi' con pochi click del mouse (una stampa, una visione dati, un aggiornamento campi..); il mio essere donna dava un lustro maggiore ai miei risultati, perchè qui sono come una pioniera nell'ambito dei computer.
Le ragazze si rilassavano subito (quelle simpatiche eh), e si dicevano felici di vedere finalmente una ragazza che gli insegnasse i segreti della contabilità automatizzata.

Ho imparato tanto, e ho dato tanto, a quelle quattro mura.
Non ho rimpianti, perchè sono certa di aver fatto del mio meglio.
Sono cresciuta, sono cambiata, e la mia vita è altro ormai.
Ma, diciamoci la verità, se non ci fosse capitata questa occasione di cambiamento, se non ci fosse piovuta dal cielo questa avventura, io starei ancora lì, a destreggiarmi tra telefonate, problemi tecnici e non, conti e sottoconti.

Anche se, sempre, con lo sguardo che vaga fuori dalla finestra, lontano..
E adesso io sono lì, fuori da quella finestra, che mi allontano...

mercoledì 6 aprile 2011

Una finestra chiusa.

Ecco come vedo il mio blog in questi giorni.
Una finestra chiusa da un tendaggio che ogni giorno diventa sempre più spesso, perchè fatto di tempo.
Tendaggio ogni giorno più pesante da sollevare.

E così non ho scritto più.
Neppure per ricordare. Neppure per giocare.
Mattia ha compiuto un anno, e quattro giorni dopo, (il primo marzo) ha mosso i primi incerti passettini.
Ivan cresce.
Io non dimagrisco.
E maritosgainz cambia lavoro, cambia città, cambia Nazione.

So, do I want a new life in London?
Yes I do! ;)

Al lavoro ho chiesto l'aspettativa, ma non so se mi verrà concessa.
In ogni caso (aspettativa o dimissioni) vedo il nostro futuro come una tabula rasa, un mare ancora non solcato, un prato mai calpestato, un nuovo orizzonte, una nuova aria, nuova luce su di noi.

Qui sono tutti dispiaciuti, perchè non ci vedremo più spesso come prima, ma anche contenti, che avranno un appoggio in quel di Londra. (furbi!) :)

I più lungimiranti ci dicono che facciamo bene, che se resteremo lì staremo meglio, specie per i nostri cuccioli e il loro futuro.

I più tradizionalisti ci credono pazzi. Lasciare non uno, ma due lavori a tempo indeterminato, in questi tempi così poveri, non è mica intelligente!
Però. Non potremmo più vivere col pensiero 'e se ci fossimo andati... chissà..'

Maritosgainz cerca casa a Londra, e io ancora non ci credo...

Suvvia, augurateci buona fortuna!

martedì 18 gennaio 2011

E buona giornata...

Al lavoro. Per telefono.

Cliente: ciao, sono Federico della Ditta Colorata, e ho un problema. Ho fatto una bolla e una fattura a un cliente che poi mi ha chiamato per dire che ha cambiato ragione sociale.
Io: va bene, allora dobbiamo rielaborare i documenti..
C: ehm, potrei fare nota di credito secondo te, così magari non sto a rifare niente?
I: (?) no, secondo me è giusto rifarli perchè non esiste più la vecchia ditta.
C: no perchè poi.. una domanda, ma la procedura, mi permette di selezionare un altro cliente in un documento già elaborato?
I: no.
C: e se cambio la scheda del vecchio cliente, mi fa ristampare i documenti?
I: se la vecchia scheda è movimentata, anche negli anni passati, non devi modificarla, altrimenti negli anni passati ti ritrovi il nuovo cliente, la nuova partita iva insomma.
C: e come faccio? ora devo rifare tutta la fattura! E pure tutta la bolla!!
I: la fattura è generata in automatico, quindi devi rifare solo la bolla.. ma possiamo sfruttare una particolare utility per trasferire le righe da un documento all'altro se è troppo lunga.. quanto è lunga la bolla? E' più di una bolla?
C: no, una bolla.. che ha, vediamo.. ah, sì, una, due righe. Due righe.
I: ...
C: quindi, quella utility?
I: quindi prendi la bolla, la elimini, e la rifai al nuovo cliente.

giovedì 9 dicembre 2010

Il sapore degli ultimi giorni

Gli ultimi giorni di totalità.
Gli ultimi giorni di 'voglio dormire ancora un pò!!'
Gli ultimi giorni di 'fa niente, lo faccio domani..'
Gli ultimi giorni di 'cosa provo a cucinare oggi?..'
Gli ultimi giorni di 'dopo che portiamo Ivan all'asilo, andiamo a...'
Gli ultimi giorni di maternità facoltativa.
Gli ultimi giorni, proprio perchè tali, sono sempre i più dolci..

'(...) ma il finale, di certo più teatrale, così di ogni cosa, ricordi solo la sua conclusione, così come l'ultimo bicchiere, l'ultima visione, un tramonto solitario, l'inchino, poi il sipario (...)'
Niccolò Fabi - Costruire




Chissà poi che madre sarò..
Non sono mai stata una bi-mamma lavoratrice.. anche se part-time..
Stiamo a vedere.. :)

sabato 2 ottobre 2010

I bambini fanno bene al mondo

Qui carpinaland, in diretta dalla prima Settimana della Contabilità, che si è appena conclusa, con esito positivo. Commenti entusiasti da ogni dove....

Così, questa settimana, tutte le mattine, carpina si è caricata bagagli e burattini (leggi: borsa cambio, thermos con brodino, accessori e ingredienti pappa, banana per la mamma, Mattia in versione ufficio-mood, Ivan in versione non-voglio-andare-all'asilo), e dopo aver accompagnato Ivan all'asilo, si è recata in quel del suo vecchio ufficio, chiamata d'urgenza per chiudere cose vecchie vecchie, e finalmente poter guardare in faccia il Sacro Bilancio 2010, se pure in maniera provvisoria.

Alcune considerazioni sulla particolare esperienza del cucciolo in ufficio:
- mamma-carpina: si sente autorizzata a pensare e fare altro, gongolando per ogni errore risolto, ogni centesimo allienato, ogni mastrino ripulito; si sente leggera, libera di chiudere casa al mattino e rivederla al pomeriggio; libera di allattare ad ogni uè che lo richieda; obbligata a vestirsi decentemente (che fin'ora, a parte asilo e supermercato, non è che chissà quali uscite si facciano qui eh!); brava ed organizzata che ha pensato al thermos e quant'altro per preparare la pappa in mezzo minuto, ovunque sia.

- il cucciolo: non smette di guardarsi intorno, e meravigliarsi di ogni cosa, anche della sua manina che viene illuminata di squincio dal sole che entra dal finestrone accanto alla scrivania; si spaventa per un camion che romba per entrare nel gommista accanto; si incanta per la musichetta del sistema operativo che parte, o si blocca e riparte, o viene spento; si incavola quando la mamma digita e digita velocemente, senza prestare subito l'attenzione dovuta ai suoi urletti, o semplicemente ai suoi piedini; perde il conto di quanta gente sconosciuta lo prende in braccio, e regala sorrisi; si sente protetto, e dopo la pappa dorme della grossa; è felice, felice di essere proprio lì, accanto alla sua mamma.

- i colleghi: tutti, indistintamente, e per quanto incazzosi o tediati dalla giornata siano, alla vista del funghetto in passeggino o in braccio, si aprono in un sorriso che, nonostante tenda tutti i muscoli del viso, in realtà rilassa lo sguardo, gli occhi e la bocca, e che fa bene.

Perchè in tutto ciò carpina ha scoperto l'acqua calda, e ha capito quanto i bambini facciano bene al mondo (anche a quello del lavoro).

Tra neanche tre mesi, carpina rientrerà in ufficio a lavorare, per sei ore al giorno.
Anche meno, diluendoci un pò di vecchie ore di ferie.
Questo fino ai dodici mesi di Mattia.
Per il dopo, carpina ha chiesto di lavorare.. part-time.
E il part-time le è stato concesso.
E carpina si è guardata intorno e si è sentita enormemente fortunata.
Perchè a destra ha visto una ragazza che è stata licenziata appena sposata, a sinistra una che è stata licenziata quando il primo figlio ha compiuto un anno (e così chissà quando lo fa il tanto sospirato secondo..), poco più in là, una licenziata dopo il secondo figlio, e che si è aperta un negozio, perchè una donna-mamma-di-due-bimbi, non trova lavoro e punto.

Ma quanto è ingiusto il mondo del lavoro, con noi femmine?
Ma perchè?

Qui una puntata di Presa Diretta, che affronta il tema a livello nazionale e non.

mercoledì 25 novembre 2009

SempliceMenteGeniale

Una cara amica è in cerca di lavoro.
Stampa e spedisce curriculum ormai da mesi, ma la crisi c'è, e si vede.

E per una donna-mamma, diciamola tutta, la crisi è ancora più pesante, perchè già in 'tempi normali' si viene viste come le pecore nere tra i lavoratori, * quelle che 'ho bisogno di un permesso, devo portare il bimbo al dottore' - quelle che 'non vengo, ho il bimbo con la febbre e non so dove portarlo' - quelle che 'sono incinta' - quelle che 'vorrei il part-time' * figurarsi in tempi di crisi economica come questi.

Ma lei è forte, non demorde, tenta e ritenta.
Guarda la sua splendida duenne, e sa che è anche per lei, che cerca lavoro, nonostante le ore che naturalmente sottrarrà al loro rapporto.

Ha fatto un colloquio. E' piaciuta tanto. Si accordano per una settimana di prova.
Al termine del primo giorno di lavoro (dopo ben 9 ore e mezzo di lavoro, ndr), finalmente prende coraggio e va dai titolari, a 'chiedere' a quanto ammonterebbe lo stipendio (tasto non toccato in fase di colloquio, e neppure quando l'hanno richiamata.. ma che delicatezza 'sti titolari! come se non volessero offenderla parlandole del vile denaro.. ehhh la nobiltà d'animo è merce rara di questi tempi).
Ebbene.
Stipendio base, nella norma e orari di lavoro che definire massacranti è poco.

Da lunedì a sabato - dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 21.00.
Per gradire, a Dicembre, visto il Santo Mese, si lavorerà anche la Domenica. Stessi orari.
Senza pausa settimanale. E senza il pagamento di alcuno straordinario. Per un anno.
Perchè devono 'vedere come lavori'.

Miei cari.
Per 'vedere' come uno lavora, esiste il periodo di prova - che tra l'altro dev'essere retribuito, e qui chissà.
Per 'vedere' come uno lavora, ti bastano le NORMALI otto ore giornaliere - non c'è mica bisogno di 14 ore di straordinario settimanale.

Se tu, imprenditore, prendi con 'sta storia 3 dipendenti - in una settimana ne paghi 3, ma ottieni le ore lavorative di 4 dipendenti!

Togli le ore stra-ordinarie ai tre dipendenti che hai, e pagane un quarto!
Darai lavoro a una persona che ne ha bisogno e tutti avrebbero la loro vita al di fuori del lavoro e,... ah!
Eh no.. e dove starebbe poi il tuo guadagno?

I bravi imprenditori non hanno bisogno di questi sotterfugi per guadagnare, o anche solo per 'rimanere a galla'.
A trovarli, però, i bravi imprenditori.

Io non sono imprenditore, non lo saprei mai fare.
Però quando ho davanti uno stupido, lo riconosco.
E francamente sono stanca di venire a conoscenza di imprenditori che sono 'bravi' solo sulle spalle dei propri dipendenti - e che anzichè portare i lavoratori della propria azienda nel palmo di una mano, li sfruttano, li mortificano, li offendono, li umiliano, li schiavizzano, ci guadagnano su, li ignorano.

E' un pò come sentire uno che parla male della propria moglie - e viceversa: in un rapporto che dovrebbe basarsi sul reciproco rispetto, non può esserci spazio per certi colpi bassi.

mercoledì 10 giugno 2009

Il cibo e lo stress

Ieri sera, rientrata a casa, dopo la mia fantastica giornata in ufficio, persa tra telefono, e-mail, smadonnando a destra e a manca, tra un ommmmm e l'altro, ho aperto il frigo, e, pur sapendo che saremmo usciti per una pizza.... ho aperto il barattolo della nutella (fatta da me).... l'ho spalmata sul paninozzo.. e l'ho mangiato.

ASSOLUTAMENTE SENZA FAME.

L'attacco di bisogno di dolcezza, ha continuato..
Ho preso la coppa del nonno.. (fatta da me.. quindi cosciente della massa grassa che la compone..), ci ho immerso il cucchiaino... e ho ingurgitato altre inutili calorie...

ASSOLUTAMENTE SENZA FAME.

Tanto per rimettermi a posto la coscienza, ho sbucciato una mela gialla.. ma ne ho mangiato solo 1/4.. perchè non era abbastanza dolce...

Che dite, ci sarà un nesso tra la giornata passata, e il mio attacco al frigo?

martedì 9 giugno 2009

OMMMMMMMMMMMMMMM

Ok, mi devo rilassare.
Ok, ce la posso fare.
No, non ce la faccio.
Sì, ce la faccio..
OMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM
OmPatMenOoommmmmmmm

O_O no, non credo di farcela..

Ma sì, dài, ce la faccio..
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Io, alla fine delle giornate lavorative in cui mi imbatto nelle stronze che non reputavo tali, arrivo stremata.
In pratica sono sei ore che ho la tachicardìa.

Finchè tu lo sai che è una lo è - stronza - parti avvantaggiata, e quindi non li tocchi neppure certi tasti, ti corazzi e vai avanti, a muso duro.
La stronza la so fare anche io. Credo.

Il mio problema, perchè un problema ce l'ho, e ormai è evidente, è che sono:
1) emotiva: non riesco a mantenere una certa distanza, neppure con gente con cui lavoro, cui offro un servizio, con cui dovrei intrattenere rapporti asettici.
2) passionale: mi faccio coinvolgere troppo.
3) infantile: se ho ragione, TE LO DEVO DIRE.. è infantile ciò? Fate vobis.

Machimelofafare??
Ma vafangul!
Io, me ne vado dal mio cucciolo profumato! Tiè!

giovedì 28 maggio 2009

Sugli informatici, e Sulle sorprese


Lavoro nell'ambito informatico, e per questo la maggior parte dei miei colleghi, ed ex colleghi, sono informatici.
Io no, sono solo una ragioniera che chiacchiera, ascolta, e non ama dover dipendere dagli altri per risolvere taluni semplici problemi, e che quindi si diletta a sforare, ogni tanto e limitatissimamente, anche nell'ambito informatico (per intenderci, so entrare in un database e fare delle semplici query di select o di update - ma non chiedetemi inner join che mi perdo!!).

Questa premessa perchè.. perchè una (io) si crea una certa immagine degli informatici, dei programmatori, avendone pure sposato uno.
E questa immagine prevede una vita sedentaria, uno o più computer, un certo slang di nicchia, che agli estranei del settore pare arabo, uno o più indirizzi e-mail, una pennetta USB strapiena di software e files misteriosi, un Hard Disk Esterno USB col Backup dei progetti più importanti, una o più T-shirt col logo della software house (per loro) più importante, e (soprattutto) una totale incapacità di risolvere problemi pratici, chè qui si è già abbastanza avanti nel risolvere problemi teorici, quindi vade retro quelli pratici.

E poi, accade un giorno, l'inimmaginabile: accade che una (sempre io) conosca un tecnico-informatico-lauerato-in-informatica (alla vecchia maniera), che sa usare un trapano!
Non solo, prende misure e attacca bastoni per le tende.. e - sto per avere un mancamento- imbianca i muri della sua casa!
Aggiusta i rubinetti!
Smonta e rimonta i mobili!
Aggiusta le serrature!
Contatta personalmente strani personaggi come muratori - carpentieri - elettricisti - idraulici.
Traccia i percorsi per i fili elettrici nelle pareti, e tira fuori dal nulla una nuova presa elettrica o un nuovo punto luce!

No, aspetta, dev'esserci un errore: si prega di rivedere il codice sorgente, chè ci deve essere per forza un BUG da qualche parte...

Ogni riferimento a persone da me conosciute è ovviamente CAUSALE ;-)

lunedì 16 febbraio 2009

Effetti collaterali del sonno

è inutile che insisti.. muovendo il vasetto della crema mani, al posto del mouse, la freccetta sul monitor NON SI MUOVERA' MAI, neppure se ci credi con tutta te stessa, tanto da iniziare a pensare a qualche nefasto virus insinuatosi nel tuo pc..

^_^''

forse due caffè non mi sono bastati oggi....

martedì 16 settembre 2008

Messaggi Strani

Per lavoro ho a che fare con errori scaturiti da software..
Ma che cavolo vuol dire: ''Testo del comando non impostato per l'oggetto del comando'' ????????
Per non parlare del classico ''Chiamata di routine o argomento non valido''..

HEEEEEEEELP!

giovedì 17 luglio 2008

Black out


Risvolti positivi di negativi accadimenti..

Accade che la corrente va via, e in ufficio siamo impossibilitati a lavorare per qualche minuto, finchè torna e se ne rivà, ritorna e se ne rivà, e poi finalmente torna.
Stamattina è successo mentre eravamo tutte donne, che hanno colto l'occasione per:
- mangiare un budino al cioccolato
- parlare liberamente di sesso (ma le due cose non sono legate)
- organizzare una serata tra donne, x domani sera (ma le tre cose non sono correlate)

Bè, mi piace quando la corrente va via!

;-)

venerdì 8 febbraio 2008

Lavorare stanca


Un giorno, molto lontano, una ragazza appena diplomata, per fifa dell'università, e curiosità verso il mondo del lavoro che l'aveva sempre affascinata, si mise alla ricerca di un impiego, e lo trovò subito.. al primo incontro. E ne trovò uno speciale, che le stava addosso, proprio come un abito di alta sartoria, cucito su misura per lei.
Chissenefrega se per un pò, all'inizio, non era assunta.
Vuoi mettere: i contributi per la pensione (lontanissima), la maternità (che? ancora presto), le ferie (pagate lo stesso), la tredicesima (pagata lo stesso), i permessi (quando ce vò ce vò, te lo pigli, e buonanotte), la malattia (pagata lo stesso) e gli infortuni (speriamo di no!!), sullo stesso piano del piacere di aver trovato ciò che fa per te?

Il lavoro le piaceva, era una continua sorpresa, e quando iniziò a ricevere le prime gratificazioni, non necessariamente di natura economica (ognuno ha le proprie priorità), era fatta, fritta, fregata: sarebbe rimasta fedele a quel lavoro, finchè esso fosse stato in grado di soddisfare il suo bisogno di sentirsi brava.
E quando il lavoro (volendolo schematizzare) non era altro che aiutare altri esseri umani, risolvendo i loro problemi, anticipandoli, capendoli prima degli altri, indovinandone le cause e aggiustandole con logica e passione, dovendo continuamente aggiornarsi, imparare nuove cose, nuove realtà, e azzeccandoci sempre.. o quasi.. ecco che si intuisce che quel lavoro, dal punto di vista della gratificazione personale, fosse per lei come un pozzo senza fondo.

E se 'il mondo è bello perchè è vario', non mi stupisco del fatto che per qualcuno sia più importante la gratificazione personale, e per qualcun altro la soddisfazione economica, o quantomeno, l'essere assunto secondo i minimi di legge.

Personalmente mi rifugio in una piuttosto che nell'altra, a seconda del periodo che vivo: se mi sento povera.. dico vabbè, il lavoro mi gratifica, dal punto di vista umano e personale; se invece mi sento insoddisfatta e depressa.. mi dico, bè, dài, lo stipendio è almeno decente, 'da queste parti'.

Dico 'da queste parti', perchè un discorso di questo tipo, non può non tener conto del MONDO del lavoro intorno a noi. E questo non per ambire a stare peggio di come si sta, guardando a chi, appunto, sta peggio di noi, ma solo per prendere atto che il mondo qui va così, e non solo per noi dipendenti, ma anche per i liberi professionisti.
Siamo tutti sulla stessa barca, e quindi.. perfavore, remiamo tutti verso un unico obiettivo: la terra ferma, chè io non so nuotare.