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sabato 8 febbraio 2014

Managing stress

[Fonte Immagine: qui.]
Pare ci sia un modo per gestire lo stress, quello cattivo, il Distress. Eh sì perchè bisogna pur dire che esiste uno stress buono, che ci serve per avere lo slancio giusto nell'affrontare l'ognigiorno, e che senza stress non potremmo organizzare la nostra vita: il famoso Eustress.
Ok, non sono un'esperta, si è capito, ma una cosa la so (anche se forse vale solo per me): io funziono meglio quando sono sotto stress.
Mi spiego meglio.
Fin da scuola, mi riducevo a studiare all'ultimo, ben sapendo che così sarei stata costretta a studiare tutto (e magari anche sfruttando la memoria a breve termine: si sa che hai più chances di ricordare qualcosa che hai studiato ieri, che non qualcosa che hai studiato la settimana prima).
E insomma non sono cambiata molto. Oggi mi succede che - ad esempio - io abbia tre ore di tempo per fare i lavori di casa (supponiamo), e che mi riduca all'ultima ora per fare tutto, veloce e bene: lo trovo più soddisfacente. Stessa cosa per i miei compiti di oggi: mi riduco a uno-due giorni prima del compito, a rivedere tutti i miei appunti (che comunque prendo, in classe, perchè son la solita secchiona puntuale, attenta e sveglia in classe :-P)
Ma, non volevo parlare di questa mia indole ballerina.

lunedì 16 maggio 2011

di dieta e non dieta

domani saranno tre settimane di dieta.
dieta non propriamente ferra, ahimè.
in queste tre settimane ho perso quattro chili.

facendo un rapido calcolo, significa che per perdere gli altri sedici che ho, volendo credere alla favoletta di mantenere lo stesso livello di 'calo di peso' avuto fino ad oggi, (quindi ignorando del tutto che più vai avanti, e meno perdi) ci dovrei mettere altre 12 settimane. Tre mesi.

Non ce la faccio già più.
Ma domani quella cioccolata la butto via.

mercoledì 10 giugno 2009

Il cibo e lo stress

Ieri sera, rientrata a casa, dopo la mia fantastica giornata in ufficio, persa tra telefono, e-mail, smadonnando a destra e a manca, tra un ommmmm e l'altro, ho aperto il frigo, e, pur sapendo che saremmo usciti per una pizza.... ho aperto il barattolo della nutella (fatta da me).... l'ho spalmata sul paninozzo.. e l'ho mangiato.

ASSOLUTAMENTE SENZA FAME.

L'attacco di bisogno di dolcezza, ha continuato..
Ho preso la coppa del nonno.. (fatta da me.. quindi cosciente della massa grassa che la compone..), ci ho immerso il cucchiaino... e ho ingurgitato altre inutili calorie...

ASSOLUTAMENTE SENZA FAME.

Tanto per rimettermi a posto la coscienza, ho sbucciato una mela gialla.. ma ne ho mangiato solo 1/4.. perchè non era abbastanza dolce...

Che dite, ci sarà un nesso tra la giornata passata, e il mio attacco al frigo?

martedì 9 giugno 2009

OMMMMMMMMMMMMMMM

Ok, mi devo rilassare.
Ok, ce la posso fare.
No, non ce la faccio.
Sì, ce la faccio..
OMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM
OmPatMenOoommmmmmmm

O_O no, non credo di farcela..

Ma sì, dài, ce la faccio..
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Io, alla fine delle giornate lavorative in cui mi imbatto nelle stronze che non reputavo tali, arrivo stremata.
In pratica sono sei ore che ho la tachicardìa.

Finchè tu lo sai che è una lo è - stronza - parti avvantaggiata, e quindi non li tocchi neppure certi tasti, ti corazzi e vai avanti, a muso duro.
La stronza la so fare anche io. Credo.

Il mio problema, perchè un problema ce l'ho, e ormai è evidente, è che sono:
1) emotiva: non riesco a mantenere una certa distanza, neppure con gente con cui lavoro, cui offro un servizio, con cui dovrei intrattenere rapporti asettici.
2) passionale: mi faccio coinvolgere troppo.
3) infantile: se ho ragione, TE LO DEVO DIRE.. è infantile ciò? Fate vobis.

Machimelofafare??
Ma vafangul!
Io, me ne vado dal mio cucciolo profumato! Tiè!