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venerdì 19 luglio 2013

Ricci facili fai-da-te (DIY) - Tutorial

Carpina Riccia
Per quanto dietro io possa spingere la mia memoria ho sempre desiderato avere i capelli lunghi e lisci.
Da piccola m'incantavo davanti ai capelli di Ransie la strega, Sabrina la sassofonista (di cui Johnny era segretamente innamorato), e Sheila, una delle tre sorelle-protagoniste di Occhi di Gatto.
Sempre lunghi, bruni e lisci. Georgie e i suoi boccoli biondi mi erano del tutto indifferenti insomma.

Avevo i capelli lunghi da bambina, ma le forbici di Tonia la parrucchiera arrivavano sempre a tagliarli ben prima che questi raggiungessero una lunghezza 'da cartone animato'.


venerdì 16 settembre 2011

Italian french home-made in England - bocciato

Questa mattina, complice la mia allegria per la venuta (finalmente) della mia amica V. conosciuta ormai un mese fa al parchetto, dopo il solito tran tran di pulizie, cottura pranzo, e dopo la messa a nanna di Mattia, e dopo la doccia e lo shamppoo, avevo ancora un'ora tutta per me!
Quando sono allegra, faccio le cose con più velocità - a voi capita?

Anyway, che cosa faccio dalle 10 alle 11 che verrà la simpatica V.?
ok navigo un pò e scarico la posta, e poi... un pensiero si faceva largo nella mia testolina.. se non lo fai adesso, non lo farai più... dai, che ci vorrà mai.. ormai lo fanno tutte! prova! prova!

Ok, provo.
Vado in camera da letto, prendo dall'armadio il magico cofanetto, leggo le istruzioni, e procedo.
Ma ecco che ribrezzo, schifo, orrore si abbattono su di me..

Mi sono fatta un french mani-cure, che nemmeno se fosse stato un pedi-cure, sarebbe stato presentabile.

Punto 1) staccati gli adesivi il tip bianco era tutto sbavato.
Punto 2) mentre applicavo il tip bianco, mi sono imbiancata tutti i polpastrelli.
Punto 3) pensavo di avere l'acetone, ma l'ho scordato in Italia.
Punto 4) ormai avevo iniziato a ridere, quindi ho continuato col french-pink
Punto 5) perchè su alcune nails pare di mettere mezzo chilo di french-pink, e su altre manco sembra lo hai steso?
Punto 6) in qualche altro post sparso, avevo già spiegato che io non mi lacco MAI le unghia. Questo mi serva da memento.

Manicure si - manicure no.
Io adoro le unghie curate, ben tenute, anche laccate (trasparenti o 'sto french-pink, chè davvero carino), ma il fatto è che io le mani le uso parecchio, e di conseguenza lo smalto, la laccatura, mi si rovina facilmente, col risultato che sembrano sporche - orrore!

Poi c'è da dire che io lavoro (lavoravo, ok) col computer, e fin dalle superiori, durante le ore di dattilografia (grazie alle quali vanto una digitazione veloce e precisa, nonchè da tutti invidiata - ahahahahah!), il prof non faceva che dirci che le unghie lunghe erano un ostacolo alla corretta digitazione. Ed è vero, lo garantisco in quanto donna (come faceva invece a saperlo il prof, vattelappesca).

Quindi il mio costume è sempre stato 'unghie corte'

Ecco che qualche giorno fa mi apprestavo alla amputazione dei miei artigli, alquanto belli invero - ma ecco che un pensiero mi ha attraversato la mente: perchè non provo a tenerle un pò lunghe? così, per cambiare un pò - magari le limo, me le lacco, così sono più belle da guardare...

Sarà che qui a Londra ci sono saloni di bellezza solo per le unghie. (Ne ho visti a Fulham)
Qui le crescono, le curano, le colorano, le tatuano.. di tutto di più, e quindi mi pareva quasi doveroso provarci anche io.
Ma non mi arrendo. - Ci riprovo!
Se intanto qualcuna ha dei suggerimenti pratici da darmi, prego - benvengano!

Avevo anche pensato di fare un paio di foto e di pubblicarle, così, per rendere di dominio pubblico, che cosa sono riuscita a combinare.
Poi mi sono guardata dentro, ho scorto un barlume di orgoglio personale e femminile, e ho declinato l'invito (invito fatto evidentemente dalla mia parte di cervello che ride per le cose più sceme, e che ha sensibilità e tatto pari a zero.)

Poi arriverà un post sulla mia amica V. - intanto scusate, ho dell'acetone da usare!


sabato 28 maggio 2011

Il corpo delle donne



il blog: http://www.ilcorpodelledonne.net/
l'ho appena aggiunto al mio blogroll.
E' indicibile la sensazione di ascoltare ciò in cui si crede, ma che non si riesce mai ad esprimere.

lunedì 10 gennaio 2011

Passavo l'aspirapolvere e pensavo

Pensavo alle donne che mi circondano.
Molte di loro non lavorano fuori casa.
Non so se sia un accontentarsi, oppure se per loro valga quella regola di vita.

A me dà fastidio che una donna sprechi la propria intelligenza per pianificare strategie di pulizia casalinga, che è un lavoro che va in loop e non smette(rà) mai. E quindi sostenere tronfie che 'no, io prima spazzo, poi spolvero e poi lavo il pavimento. Non si può lavare il pavimento senza aver prima spolverato i mobili.'
E via così, quando stiri, quando passi l'aspirapolvere, come e quando pulisci il battiscopa. E che quando lavoravano si alzavano un'ora prima per lavare il bagno, che va lavato tutti i giorni.
Ma di che stiamo parlando?
Il mio motto è 'pulire per vivere' e non 'vivere per pulire'.

Nella maggior parte dei casi, queste donne qua, non hanno mai letto un libro, e la trovano una perdita di tempo.
Non vanno mai dal parrucchiere, dall'estetista - preferiscono quelle a domicilio, e guardano con occhio malfidato quelle che invece ogni tanto perdono 'sto tempo, anzichè stare a casa a stirare, lavare, riordinare, cucinare, rammendare....

Esse non perdono tempo.
Esse non hanno mai dubbi.
Esse sono sempre nel proprio (minuscolo) elemento.

E pensavo che io mi sento un passettino più avanti.
Io che lavoro, leggo, navigo, ho un diploma, penso un pò a me stessa, a volte dico di no, mi sento un passettino più avanti di loro.
Siamo tutte nel medesimo pantano, però io sto un pò più in là.

Ho poi iniziato a osservare il pantano in cui viviamo.
L'asciugamani regalato per il corredo della undicenne.
Le condoglianze obbligate, al funerale della mamma della comare della nonna.
I vestiti buoni quando esci, e i brutti in casa.
La figlia femmina messa ad asciugare i piatti, e il maschio a giocare a carte/videogame/palla.
I facili giudizi preconfezionati, però il cibo mai preconfezionato, sempre preparato fresco.
Il possedere cose firmate. Anche solo una. Da sfoderare il giorno di Festa.

Quanto mi rattristano queste istantanee.

Ed ecco che ho iniziato a guardare con occhi diversi, la possibilità che può dare alla nostra famiglia, un colloquio di lavoro milanese.
Nonostante le vertigini che sento ogni volta che ne sfioro il pensiero.
Anzi, forse proprio per quelle.

mercoledì 11 marzo 2009

Cicli femminili

Ogni mese, la vita ricomincia.
E' come se ogni mese ti fosse data un'opportunità.
L'opportunità di una nuova vita.
Ed è un'euforia tutta femmina, questa.


Ubriaca di ormoni
cammino le strade
sotto i cieli che conosco
e le stelle che ignoro.
Ingoio le notti
velata di luna.
E mi bevo i giorni
piangenti di sole.
Il sole sono io
La luna sono io
La terra è dentro me.

giovedì 17 luglio 2008

Black out


Risvolti positivi di negativi accadimenti..

Accade che la corrente va via, e in ufficio siamo impossibilitati a lavorare per qualche minuto, finchè torna e se ne rivà, ritorna e se ne rivà, e poi finalmente torna.
Stamattina è successo mentre eravamo tutte donne, che hanno colto l'occasione per:
- mangiare un budino al cioccolato
- parlare liberamente di sesso (ma le due cose non sono legate)
- organizzare una serata tra donne, x domani sera (ma le tre cose non sono correlate)

Bè, mi piace quando la corrente va via!

;-)