Ed ecco che sono cominciati i miei corsi di Inglese e di Matematica.
Forniti gratuitamente dal College di zona, e tenuti presso il children centre del mio cuore, con servizio di crèche altamente qualificato.
Le cose qui si fanno a puntino, eh, mica 'alla qualunque'.
E quindi a fine luglio, tutte le mamme (e un nonno, perchè in realtà il corso è indirizzato a tutti i carers con bimbi fino a cinque anni di età) interessate a frequentare tale corso, si sono presentate al children centre, munite di carta e penna, ed hanno sostenuto una assesment interview, ovvero un test di reading, writing, comprehending, speaking, listening.
Io ci ero andata giusto per il corso di inglese, visto che per le evening classes al college vero e proprio, mi avevano risposto picche, perchè la classe di massimo ventidue elementi, era già piena, ma già che mi trovavo lì, e l'english assesment l'avevo finita presto, il teacher mi passò la documentazione per fare l'assesment pure per il corso di matematica. Così, giusto per far qualcosa. E mentre lo facevo, pensavo che effettivamente un corso di matematica proprio male non mi avrebbe fatto. Innanzi tutto mi serve anche come esercizio della lingua, che ovviamente al momento esercito poche ore al giorno, non lavorando; e poi i termini, le parole specifiche della matematica, che non sono solo i numeri, of course!
E così mi sono ritrovata iscritta a entrambi i corsi.
Tornata dall'Italia, a fine Agosto, mi arriva il Time Table del Children Centre per il prossimo autunno, verifico le date dei miei corsi, e il giorno dopo mi arriva la lettera (polite, simple, concise), anzi, LE lettere (una per ogni corso) in cui mi viene offerto il posto al corso, e mi viene spiegato che nelle due settimane PRIMA dell'inizio del corso, io dovrò portare il mio piccolino lì a fare l'inserimento nella crèche. E che se non frequento le settling-in sessions (le sessioni di inserimento del piccino) NON potrò frequentare i corsi.
E quindi il mercoledì e il venerdì delle due settimane centrali di settembre, io e M. ci siamo presentati al Children Centre, e tra un pianto e un lamento, uno scarabocchio e un thè al latte, abbiamo concluso l'inserimento, e ora lui è così felice di avere la 'skola mia'...
Ma passiamo ai corsi.
Giorno uno - Mercoledì - Inglese
day one - wednesday - English
Arriviamo in aula, più che puntuali, e felici che i bimbi siano tutti sorridenti e soddisfatti di trovarsi in quell'ambiente ormai così familiare, così simpatico. L'inserimento ha un suo perchè.
Del teacher nessuna traccia. Al suo posto c'è il coffee and tea table, preso d'assalto da tutte noi, e la simpatica J che in genere gestisce il parent's space, e che ci illustra le regole del corso e bla bla bla. Arriva il teacher. Evviva! Solo mezz'ora di ritardo, ma vabè su, è il primo giorno! come? ah sì non siamo in Italia.. la cosa mi puzza un pò.. è strano, no?
Passiamo oltre. (io ero già al secondo thè al latte)
La classe viene divisa tra livello uno e livello due; io vengo spedita al livello uno, e dapprima non dico nulla (strano, non è da me, è che qui mi sento così in buone mani, che mi rilasso e penso che a tutto ci sia un perchè). E invece si era sbagliato il teacher. Ma che simpatico, aveva saltato proprio il mio nome, e il tutto è venuto fuori perchè io ho parlato (santa lingua di carpina).
Tutto ok, torno al livello due (dove almeno chiacchieriamo con un basic english, ma senza grossolani errori di grammatica!). Si parte, e il teacher che fa? Dopo averci detto il suo nome e cognome, ci dice che cercherà un nuovo teacher per la classe, perchè lui ha 'loads of work to do'.
GRAZIE EH! e noi che saremmo? una perdita di tempo? complimenti! ci hai messo davvero a nostro agio!
E poi, ovviamente, non si prende la briga di conoscerci, e farsi conoscere, tanto lui se ne andrà. Ci dà da fare il diagnosis test, senza spiegarci cosa sia (ok, c'è chi ha fatto il livello uno lo scorso anno, ma anche chi no - guardacaso me - e quindi non ha idea di che cosa sia quel test, ma anche qui, mi sto zitta, torno alunna, mi viene detta una cosa, annuisco e agisco. La perfetta scolara che è in me.)
Alla fine del test, si premura di farci sapere che non è un esame, nessuno verrà giudicato sulla base di quel test, serve solo a dettare le linee guida di quel che si andrà ad approfondire o su cui si andrà a lavorare di più. Amen. See you later, take care.
Sè, e curati pure tu, và.
Quel giorno c'era con noi anche una mamma con bimbo di meno di tre mesi al seguito. bimbi ammessi in aula: sì, up to three-months-old.
Giorno due - Venerdì - Matematica
Day two - Friday - Mathematics
Anche qui siamo tutte puntuali. L'inserimento dei pupi ci ha anche allenato agli orari che dobbiamo sostenere per seguire bene i corsi. I bimbi li lasciamo sorridenti e lievi, e io già mi pregusto il primo milky tea (yeah, sugar, one teaspoon, cheers!), ma sorpresa sorpresona! Il maths' teacher è già in aula, che si studia la smart board (which is NOT a white board! come gentilmente indica un cartello affisso accanto a questa simil white board), e cerca di caricare (inutilmente) i suoi files dalla pennetta USB al pc di classe.
Ci sorride, ci fa accomodare, ha già scritto il proprio nome sulla lavagna, e dopo che la classe viene split into two levels' classes, ci chiede di essere gentili con lui, che al children centre non ha mai insegnato (pur avendo insegnato matematica per quindici anni).
E poi che fa? La diagnosis? Non ci pensa proprio. Lui vuole prima conoscerci, e vuole anche che ci conosciamo tra di noi (che diciamoci la verità, non ci si conosce affatto tra di noi studentesse).
E allora utilizza uno stratagemma molto astuto: forma delle coppie e ci dice di chiacchierare tra di noi riguardo noi in generale, e riguardo il corso in particolare. Poi ognuna di noi avrebbe presentato la compagna al prof e a tutte le altre. E quindi nessuna di noi avrebbe parlato di sè stessa.
Inutile dire che la parte più difficile sono i nomi! Parlo dei nomi arabi, asiatici o africani. Che fino ai nomi latini ci arrivo pure, anche in inglese, francese o spagnolo.
Ma l'arabo, l'urdu... oh my gosh! Ci sono dei nomi che paiono musiche, nènie. Difficilissimi da pronunciare, impossibili da ricordare. Almeno non il primo giorno, ecco.
Insomma abbiamo parlato, riso, ci siamo sorprese a vicenda (c'è una in attesa, che a gennaio partorisce ma nessuna se ne era accorta. tanta gente ama l'italiano. c'è una avvocatessa tailandese tra di noi. come pure chi è qui da cinque anni, ma ancora frequenta i corsi di inglese!! insomma tante cosette belle), e alla fine abbiamo presentato la nostra compagna al teacher.
Lui alla fine si è presentato (con tanto di numero di cellulare, numero di stanza in the college, per parlargli, e-mail address), numero di figli, scuole frequentate dalle figlie, e tanta simpatia e umanità.
Ecco, l'umanità.
Stupidamente me l'aspettavo di più dal prof di materia umanistica, ovvero di lettere, cioè di inglese quindi il simpatico del mercoledì.
E invece l'ho trovata in abbondanza nel prof di matematica, che come materia tutti, più o meno, e forse ingiustamente, relegano nell'ambito più scientifico che umanistico.
Quando l'umanità è al di là della materia.
Ora, io non ho esperienze universitarie di alcun tipo nella nostra calda, assolata (a tratti tropicale) penisola. Ma in Italia, per una immigrata come me, sarebbe stato possibile fare tutto ciò?
Perchè, caro children centre del mio cuore, ho capito il parent's space, va bene il come and play, ok l'outdoor messy play - tutte le attività pensate per i bambini e i loro carers - attività più o meno semplici da organizzare (penso io, da ignorante quale sono).
Ma.... un corso di inglese (anzi tre: ESOL, livello uno e livello due), e due corsi di matematica (livello uno e livello due), non sono ben più complessi da pensare, gestire, organizzare, sostenere?
Mi hanno chiesto di entrare nell'organico e candidarmi come rappresentante dei genitori.
Perchè loro sono 'only staff and do not know about the parent's point of view. We are sure there are things to improve, new ideas, new things to do! We need parent's help!'
E se io gli dicessi che quel che loro fanno, oggi, per me va al di là di ogni mia possibile idea, e aspettativa?
Che gli vado a proporre? Un corso per imparare a impastare pizze e focacce?
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giovedì 4 ottobre 2012
lunedì 19 settembre 2011
Nuovo Giro - Nuova Corsa
La scorsa settimana abbiamo ricevuto una lettera dal comune inglese che ci ospita, il quale ci ha felicemente informato che si è liberato un posto nella prima scuola primaria da noi selezionata.
Una scuola con 1/4 di punti in più rispetto a quella che ha già iniziato a frequentare.
E 1/4 vuol dire proprio un salto da uno scalino all'altro del podio della qualità..
Ora una magari spera sia un pò più vicina.. ma no.
Oggi alle 2pm siamo stati dalla HeadTeacher, maschio travestito da donna, barba compresa (sò cattiva oggi, lo so), che molto gentilmente devo dire, ci ha accompagnati nella visita dell'intero edificio scolastico, visita bella lunga perchè in effetti la scuola è parecchio grande, e si sviluppa sui quattro livelli di un palazzo ottocentesco.
Grandi vetrate colorate, che guardano quattro grandi play ground.
Sì, avete letto bene, quattro-play-ground-quattro.
Ella ci ha spiegato che esiste un playground adatto ad ogni fasca d'età, che copre due classi (in pratica 1 per nursery & reception class, 1 x year1&2, 1 x year 3&4, 1 x year 5&6)
Hanno una classe per ogni anno scolastico.
In ogni classe ci sono tre palmari e un video proiettore.
Nella reception class non ci sono i palmari, che sono più delicati, ci sono i computer normali, più resistenti diciamo..
Hanno una Hall per il social learning.. in pratica è una camera gigante, molto colorata, dove ci sono tavoli e sedie da un lato, enormi cuscinoni colorati sovrastati da una specie di grande baldacchino dall'altro lato, e sul lato lungo tanti learning desk, sembravano tanti separè bianchi, dove si potevano accomodare fino a quattro persone, per imparare... di tutto.. dal design, alla materia.. tutto quello che la fantasia può suggerire. Ci vanno anche più classi contemporaneamente, e di tutto ciò possono fare parte anche i genitori. (!!)
La maggior parte delle superfici che circondano tale hall, anche quella degli armadietti bianchi, è WRITE ME ON, - sono praticamente white board.
Hanno la palestra, che è anche la canteen, ovvero la mensa, e in pratica giornalmente vengono montati tavoli e sedie e poi smontati per chi deve fare la PE - Physical Education (finalmente svelato l'arcano di queste PE SHOES e di questa PE BAG di cui non riuscivamo a cogliere l'esatta traduzione, pur capendone perfettamente l'uso!).
Che dire, un sacco di giochi, un sacco di spazio, ecco forse l'unica cosa che non mi ha convinto, a livello di struttura, è proprio la classe che dovrebbe frequentare Ivan, ovvero la Red Reception (l'altra era Blue). Piccolina, siamo entrati e la teacher parlava con un altro adulto, a terra bimbi che giocavano e bimbi che giacevano, compresa la faccia, tanto che io e Ivan non riuscivamo a scavalcarli. Sicuramente avessimo trovato il pavimento libero la sensazione che è una stanza piccolina, non mi avrebbe assalito.
La Head Teacher deve aver capito, perchè ha subito specificato che poi fanno molte attività anche fuori dalla classe, sia nello sharing space, che soprattutto nel playground. Perchè ho la faccia trasparente?
Hanno anche una teacher che si occupa proprio dell'insegnamento dell'inglese ai bimbi non-english-speaking che un paio di volte a settimana preleva dalle classi i bimbi coi quali deve interloquire, e fa una sessione particolare per loro.
C'è anche una persona dello staff , che conosce l'italiano.. quindi pare proprio esserci tutto..
Parlando del più e del meno, abbiamo fatto delle differenze rispetto alle scuole italiane.. dove non c'è la cultura dello spazio all'aperto da far USARE ai bambini (di tutte le età).
Io ricordo con fervore le poche volte che siamo usciti dalla hall dell'asilo che ho frequentato da piccola. Una volta tagliai la coda di una lucertola, con una pietra, ma non lo feci apposta. Guardavo con scientifica, fredda curiosità quel pezzettino di coda che ancora si agitava, pur non stando più attaccato ad alcun corpo.. si diventa grandi anche così!
Ed io ero fortunata! Nella mia città, ai miei tempi, d'estate si viveva per strada eh! Cioè, mia madre non era molto contenta di ciò, non è che mi ci mandasse a cuor leggero fuori, anche perchè sono sempre femmina, e quindi delicata, o non so che.. ma alla fine io ho passato tutte le estati della mia childhood, giù fuori..
In ogni caso quando siamo arrivati al discorso cibo, la HT ha detto che adesso il menù era healty (non oso immaginare cosa propinavano ai bambini un tempo..), mi ha chiesto se Ivan preferisce il LunchPack, e gli ho detto che al momento il mio very good eater mangia alla mensa scolastica.. e poi ho fatto la battuta.. ovvero che se pure noi italiani non abbiamo molti spazi all'aperto per giocare, mettiamo molta passione e abbiamo molto interesse nel cibo - quindi speriamo servano cibo buono altrimenti si passa al LunchPack in men che non si dica!
E allora perchè sono uscita un pò sconsolata da lì?
1) a me piace la maestra Sy - ovvero la sua attuale insegnante - sorridente, disponibile, e veramente affabile.. La nuova, maestra P è.. no, ecco, non lo posso ancora dire com'è, perchè ci siamo solo strette la mano.. ma ecco, non è la giovane bionda carina e sorridente di Sy..
non ho nulla contro le insegnanti.. non giovani, o bruttine, ci mancherebbe altro.. è proprio una sensazione, una questione di feeling, diciamo.. Poi quando ha saputo che Ivan è un italian-speaking, Sy avrebbe detto (come disse) NO PROBLEM, THAT'S OK, I'M SURE HE'LL BE FINE, WE'LL WORK TOGETHER.. e invece lei ha detto 'OH.. THERE'S J WHO SPEAKS ITALIAN!' e poi ha aggiunto 'BUONGIORNO!' rivolta a Ivan, e quindi 'AND THIS IS ALL THE ITALIAN I KNOW'
non so.. mi è sembrato che alzasse una specie di muro..
2) si tratta di ricominciare tutto daccapo.. di rivivere un nuovo primo giorno di scuola, di studiare con gli occhi il nuovo evironment (classe, playground, nuovo tragitto, nuovo giro, nuove abitudini - nuovo bus - nuovo gate (che non abbiamo ancora individuato ma vabbè)
3) CHE FACCIAMO?
Ovvio che vogliamo fare la cosa migliore per Ivan.
Questa scuola ha voti migliori, una struttura mozza fiato, una HT molto disponibile.
Non so, è che nonostante tutto, il trasloco qui e tutto il resto, io sono sempre una fifona, dentro, ed ho paura dei cambiamenti.
Sempre e comunque.
martedì 23 agosto 2011
Aggiornamenti estemporanei
Hello everybody!
Qui siamo full di novità eh!
1) oggi la porta della cameretta, ha deciso di chiudersi (locked) autonomamente, MENOMALE CHE I BAMBINI ERANO FUORI STANZA. Chiamata l'agenzia, anzi, il tipo che è il responsabile della manutenzione del nostro flat, alle 13,30 si è presentato un simpaticone* che ha risolto il tutto - lasciandomi poi la porta del bagno in posizione locked, in modo che quando è stata poi da me chiusa anch'essa è rimasta bloccata - il simpaticone non c'era più, ma menomale che carpina per queste cose ha l'astuzia di Macgyver, e con un fiammifero, è riuscita brillantemente a forzare la maniglia (che si dice doorhandle, sapevate? noi no. io la chiamavo 'the thing to open the door' - ma tanto l'importante è capirsi no?)
*non sono ironica, il tipo era davvero gentile e simpatico - si è levato scarpe e giubbotto per le scale, che oggi son piovuti cats and dogs dal cielo londinese, e poi continuava a dire che l'Italia è bellissima, assimilandola però alla sola Roma, vabbè.. :-)
2) ieri c'è stato il nuovo incontro tra due mamme italiane expat, ovvero me e A di smilemamysmile (dal titolo del blog si capisce che è una donna molto solare, no? :-)
questa volta nella sua Balham, e questa volta siamo uscite al parco, dove i pargoli si sono scatenati (e anche la tosse di Ivan si è scatenata), e le mamme.. pure.. diciamo!
3) questa sera in orario ormai notturno, sono attesi carpina-brother e compagna, che ci faranno compagnia per qualche giorno, e che non vediamo l'ora di riabbracciare! (precisazione: essi non abitano nella carpi-città, ovvero Altamura - essi abitano nella ridente costiera romagnola! ed è da mesi che non li si vede!)
4) Domenica siamo stati all'Ikea! Che.. niente, è uguale uguale spiccicata all'Ikea che abbiamo a Bari, e in tutta Italia, e nel resto del Mondo. Però questa cosa qua, ci ha davvero fatto sentire a 'casa'. E, casualità, nel tram per raggiungere Croydon, abbiamo incontrato un ragazzo di Altamura. Che ha capito che noi eravamo di Altamura, perchè ci ha sentito parlare (e perchè è mio coetaneo e si ricorda la mia faccia alle elementari. Ho sempre avuto una faccia da adulta, l'ho sempre detto io)
Scambio di email eccetera, ma.. cavolo, devo ricordarmi di evitare di utilizzare certe parolacce, pensando di non essere capita da nessuno! (Ivan era a una distanza tale che mi ha permesso, durante una accesa discussione sull'elettricità nucleare, che in Italia sarebbe come una barzelletta, di poter utilizzare un confronto con parti anatomiche dei nostri amici a quattro zampe di razza canina.)
Andiamo con disordine.
Ieri, per raggiungere la 'vicina' Balham, ci abbiamo messo 3/4 d'ora, io, Ivan, e il passeggino contenente un Mattia dormiente.
3/4 d'ora e due Bus (che io chiamo bus, e Ivan mi corregge dicendomi BAS, annamobbène!)
Il tempo passa in fretta, nel bus. Ti guardi intorno e vedi l'umanità intera, sia al di qua che al di là dei finestrini.
Quanto sono belle le indiane, coi loro sari sgargianti, e quanto sono nobili le nere, coi capelli che sembrano pesare tipo cento chili, che hanno un portamento così fiero, e che sembrano così forti, inattaccabili!
Poi, ovvio, almeno le prime volte, sto lì col fiato sospeso a guardare il display delle fermate, sperando di non perdere la nostra.
Ivan se la prende a morte se per richiedere il Bus Stopping, il pulsante rosso lo preme qualcun altro. E allora ha capito come funzionano le fermate, ed ogni volta che cambia il display, mi chiede di leggergli la fermata e puntuale mi chiede 'è questa la nostra?'
Arrivate poi al parco, insieme ad A e i suoi cuccioli F e N, A mi ha presentato la sua amica inglese M, madre di tre femmine, e incinta del maschietto. La bimba più grande, compirà quattro anni a Settembre. Lei era super magra, era venuta al parco in macchina, e aveva preparato un pic-nic da consumare con le tre figlie.
Vi devo dire quanto inetta mi sia sentita io?
Ivan non fa che chiedermi di fare un pic nic (da Ikea abbiamo anche comprato una copertona nera apposta), ma io ancora non l'ho accontentato.
Perchè sò troppo complicata, mi stanco al sol pensiero!
E lei, incinta, con tre bimbe più piccole del mio Ivan, si fa tranquillamente 'sta sfacchinata!
E' che non sono abituata.. sarà quello, perchè non è che mi senta pigra eh! Nelle cose che faccio non mi risparmio mai, ma appunto, faccio magari le cose che sono abituata a fare, e niente di più.
Spero che questa trasferta, mi aiuti a sciogliermi un pò anche nel rapporto coi bimbi, e mi aiuti a vivere la vita con loro in maniera più naturale e meno schematica.
Ecco, questa è una delle cose che invidio degli inglesi (e magari non solo di loro), la capacità di vivere la vita easy way..
A è stata una anfitriona (che non è un'offesa eh!) fantastica, dopo il parco, abbiamo pranzato nella sua accogliente casetta vittoriana, dove ho assaggiato, oltre al Bacon fritto per la carbonara (lo comprerò!), per la prima volta in vita mia un carpaccio di zucchine! Mi ha detto di aver marinato le zucchine a rondelle, con olio e limone, poi su ci ha cosparso rucola, scaglie di grana, e pinoli - una cosa freschissima e fantastica!
Dulcis in fundo, dei fantastici datteri! Lei ha la fortuna di avere un mercatone arabo nella sua zona, all'aperto, tutte bancarelle una accanto all'altra, con frutta e verdura buonissima, freschissima, e, cosa non da poco, economica! E insomma 'sti datteri qui erano squisiti! Solo al terzo ho capito cosa mi ricordavano: le mandorle fresche, col frutto bianco, docissimo, che mangiavo da piccola.. e poi dei datteri semi disidratati, serviti accanto al caffè, al posto del cioccolatino (alla maniera araba) - fantastici anche loro!
Devo trovare il parco più vicino a noi, così la prossima volta, organizziamo qualcosa qui da noi!
Stamattina, quando il simpaticone della porta è andato via, salutando il 'bampino' con un 'ciao krazie' Ivan ha iniziato a riflettere:
'mamma, qui tutti parlano inglese.'
'sì amore'
'ma prima lui ha parlato in Italiano!'
'sì, perchè anche lui vuole imparare un'altra lingua, e gli piace l'italiano!'
'ma noi dobbiamo parlare inglese, qui. mamma, parliamo inglese allora.'
'ok'
'...'
'...'
l'importante è la volontà, giusto?
menomale che c'è maritosgainz che si è preso l'onere di parlare in inglese con ivan, e di leggergli i libretti giusti, eccetera eccetera, che se fosse stato per questa lazy mom! :-) (scherzo eh - anche io faccio la mia parte ;)
Oggi piove, ma questa cosa qui non scalfisce minimamente il fascino che questa città, o anche il semplice paesaggio che ho alle finestre, ha.
E il Cielo che vediamo al tramonto (casa esposta a Ovest) è spettacolare... infinito....
martedì 16 agosto 2011
Oggi non sono uscita
Sto aspettando i due pacchi che ci siamo spediti dall'Italia - io sono certa arriveranno domani, ma maritosgainz ha visto online, e dice che dovrebbero arrivare oggi.
Al momento non v'è traccia del corriere, e come risultato oggi non sono uscita proprio (ancora), e questo non fa bene, nè a me, nè ai bambini... rimedieremo rimedieremo..
Oggi ho pulito un pò casa.. per quanto si possa pulire una casa con la mochetta.. scusate ma ancora non mi ci abituo, cioè passo l'aspirapolvere due volte al giorno, ma non mi sembra abbastanza, ma tant'è.
Vogliamo parlare delle stranezze delle case inglesi?
Ecco, al massimo parliamo delle stranezze di QUESTA casa inglese, chè le altre non le conosco e non mi permetto di giudicarle.
I tubi, parliamo dei tubi.
Giù in Italia, giù a casa, giù ad Altamura, quando abbiamo comprato casa (sul progetto) abbiamo fatto delle modifiche, ad esempio alla forma della cucina (modifiche inutili, ma questo è un altro paio di maniche). Bene, così facendo, il tubo che porta il gas dalla veranda, fin sotto il piano cottura, fa un giro lungo, e bene in vista. Ecco, noi abbiamo fatto chiudere quel tubo (con apposite prese d'aria ovviamente), con del cartongesso, per mimetizzare il tutto con il muro.
Tutto ciò per dire che noi (che non siamo certo architetti) abbiamo avuto la delicatezza di non lasciare a vista quel tubo, che comunque si sarebbe potuto mimetizzare con la pittura, ma che poi si sarebbe sporcato, e noi italian housewives, lo sappiamo, quanto zozza sia la polvere della cucina, eh? (più che altro, appiccicosa).
Bene.
Qui, in questo typical english flat, abbiamo a vista, all'altezza dei battiscopa, alcuni tubi che arrivano ai termosifoni (fortuna non tutti). Il tubo che porta l'acqua alla dishwasher (chissà, forse installata in un secondo momento..), tubi vari nel bagno, e dulcis in fundo.. il tubone di scarico del water.
Ok, il bagno. Parliamone. Si sa che parlando, i problemi si ridimensionano, no? Poi magari dopo il post vado in bagno, e puff! i tubi sono spariti per magia!
Basta che non parliamo della mancanza del bidet, che sennò facciamo notte, ok?
Parliamo semplicemente della accozzaglia di tubi che ci possono stare tra i sanitari.
In Italia, o almeno nelle case che conosciamo noi, questi tubi li immagini soltanto.
Sono i segreti prigionieri delle mattonelle.
Solo gli esperti, tali idraulici, si sanno raccapezzare (e nemmeno sempre eh) tra questi misteriosi anfratti.
Ma qui - no.
Abbiamo in bellavista oltre al temibile tubone (un piccolo pezzo in verità, che va a finire sotto la vasca, che è stata spaccata appositamente per far entrare quel tubo. ma non uno spacco a forma di tubo, no - uno spacco che lascia tutta la copertura della vasca dentellata e mezzo aperta. insomma una vera schifezza) - abbiamo anche il tubo che porta l'acqua alla vaschetta del water (ovviamente la vaschetta è di quelle a vista, ma questo ha dei vantaggi: almeno hai una piccola superficie di appoggio per TUTTO. ok, è solo uno il vantaggio.) - nonchè il tubo dell'acqua del lavandino.
Il pavimento che passa dietro al lavandino e dietro al water, non è sigillato, ma solo appoggiato.
Pare che tutto sia fatto per rendere più semplice il lavoro di un eventuale idraulico - giuro!
Sarà, ma così a me pare proprio che qui non capiscano un tubo. ahah. ok smetto.
Certo, come direbbe Woody Allen basta che funzioni - e funziona in verità, poi basta pulirlo regolarmente insomma, però quando guardo la povera copertura della vasca ridotta in quello stato, mi chiedo, in ordine di importanza:
- da lì ci passerebbero i topi?
- se sì, quanto grandi?
- ci saranno scarafaggi?
- se sì quanto grandi?
- perchè non hanno il minimo concetto di stile da cesso, questi inglesi?
- perchè mi faccio domande cretine?
Ecco, il risultato di una giornata senza uscite: un post che parla di cessi.. uf..
Ieri mattina invece siamo usciti, siamo andati a salutare gli amici di maritosgainz che rientravano a casa, e poi siamo passati in un centro commerciale, il Putney Exchange, dove ci sono millanta negozi e negozietti, e abbiamo fatto la spesucola da waitrose.
Alla cassa la cassiera ha attaccato bottone. Ovviamente all'inizio mi sono impappinata, capendo fischi per fiaschi, ma poi insomma ci siamo intese, e ci siamo salutate allegramente.
In Italia ciò non mi è mai avvenuto, tranne che con le cassiere dei negozi abituali, ovviamente.
Le cassiere che ho conosciuto io in Italia, sono in genere stanche e scontente.
Ti fanno il conto dicendo a malapena buongiorno, e magari scambiano chiacchiere con gli altri addetti del negozio, o le altre cassiere. Un pò come le parrucchiere (detesto quando mi stanno asciugando i capelli e si mettono a sparlottare con le altre parrucchiere - è una cosa che mi deprime proprio!).
Qui invece sono cortesi, gentili, e pazienti! Non iniziano il conto al cliente successivo, finchè non finisci tu di pagare, e poi ti salutano pure quando te ne vai! Sono cose che noti, venendo dall'Italia.
Ok, ho letto che sono un pò teatrali, gli inglesi. Amano molto giocare al ruolo, e cercano di farlo nel migliore dei modi, ma se questo restituisce un senso di serenità e tranquillità perchè no?
Evviva i teatranti, perdincibacco!
E ora parliamo della età delle cassiere.
Sono tutte molto molto adulte, direi in età da pensione.
Non che abbia visto un loro documento, ma se penso alle cassiere che si vedono in Italia, diciamo che la differenza è abissale.
Da noi le cassiere sono giovanissime, e più sono giovani e meglio è, per i motivi che sappiamo.
Vengono ingaggiate con contratti a termine, e chi le ingaggia fa il bello e il cattivo tempo, potendo contare sul deserto di possibilità di lavoro per giovani (e non solo).
Uno degli ultimi giorni in cui ero ad Altamura, entrati in un nuovo distributore di benzina, noto un foglietto attaccato alla pompa: CERCASI RAGAZZA BARISTA, DI BELLA PRESENZA.
Devo commentare? No, meglio di no.
Anyway, i bambini sono lìllì per svegliarsi, meglio riporre pc & company.
Let's keep in touch!
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