
Ottobre porta sempre aria nuova nel mio cuore.
Che sia forse colpa di questo cielo di luce e di fresco?
Di quest'aria frizzante e a tratti pungente?
Non so. Ma io lo amo, l'autunno.
Forse, è perchè ci sono nata.
Sono figlia d'autunno, e come posso non essere innamorata dei suoi frutti e odori, colori e sapori?
Amo l'arancio e il dorato delle foglie secche scricchiolanti, che arrivano lontano.
Amo il profumo dei primi mandarini che occhieggiano dalle cassette di legno dei fruttivendoli.
Amo le manine di Ivan che hanno imparato a sbucciarli con garbo e sollazzo.
Amo l'aroma dolciastro delle conserve, e l'intrigante profumo dei sottoli.
Amo il profumo del vino nuovo, che colgo improvviso in talune stradine chiuse.
Amo ritrovare il tepore di casa, il caldo abbraccio di un cardigan vissuto.
Amo la cioccolata calda, che puoi iniziare a desiderare, magari con un pizzico di peperoncino.
Amo indossare vestitini e stivali.
Amo iniziare la giornata con caffellatte caldo, e pane burro e marmellata.
Da piccola, l'autunno era la Scuola. Il flebile brivido lungo la schieda nel salire quella scalinata. L'asciutto profumo delle aule e dei libri. Le penne, i colori, gli amici e i quaderni. La tuta da ginnastica e il grembiule bianco con lo sgangherato nastro blu. La Chiesa, la domenica mattina, e il profumo del sugo a pranzo.
Da piccola, l'autunno era la promessa dell'inverno, coi suoi tempi lenti, e i momenti dilatati per sempre, nella rete del tempo che fu.
Ci sono certi Ottobre, più dolci di altri.
Ottobre in cui mi basta allungare una mano sul mio ventre, per catturare la dolcezza di quel movimento così speciale.
Ottobre in cui mi basta abbracciare Qualcuno, per capire chi sono e cosa voglio davvero.
Ottobre in cui mi capita di compiere trent'anni, e quasi non vorrei passasse, per non dovere poi pensarci con quel pizzico nostalgico, che già, oggi, mi coglie.
Ottobre in cui mi sento proprio felice, e, quindi, perchè non dirlo?