giovedì 11 luglio 2013

Del tutto inadatta

Una casa di fiori incontrata ieri, andando al parco.
Le ho detto 'ciao! Posso farti una foto?'
Ecco come si sente Carpina quando ha a che fare con i due bimbi del suo cuore, in contemporanea.

Hanno tre anni di differenza, non tanti, ma un abisso di crescita, giustamente, li separa.
Il problema non le pare sia neppure l'età, chè Carpina immagina avere a che fare con due gemelli non sia facilitato dall'avere due bimbi con, potenzialmente, gli stessi interessi/capacità.

I. e M. si adorano, su questo non ci piove. Ma gestire quelle poche ore che vanno dal rientro a casa dopo la scuola (e dopo il parco) sino al momento di sedersi a tavola, è diventato un Incubo.

Anzi, ultimamente l'Incubo incomincia fin dalle ore più tenere della giornata, tipo le sei e quaranta o giù di lì, fino a che uno o due dei genitori urla per imporre la propria voce, e ottenere così del silenzio imbronciato. Alla fine si tira un sospiro di sollievo quando il pater-familias e il primogenito varcano la soglia di casa. Momento in cui M. inizia a chiedere di andare a riprendere I. da scuola (il concetto di tempo gli è ancora alieno..).

Cerchiamo di descrivere l'Incubo.




Premessa: i boys dormono in un lettone matrimoniale.

I. si sveglia, va a far pipì, M. lo segue e comincia a urlargli di spostarsi che la vuole fare prima lui. Prime risposte arrabbiatissime e scontrosissime di I.. Carpina mugugna qualcosa nel dormiveglia, Maritosg tenta di dare ordini ma è inutile, in quel frangente i boys non ascoltano proprio.

Corrono nel lettone e I. già sa che non può andare accanto a MammaCarpina, chè M. si mette sempre in mezzo, così se ne va dal padre, ringhiando a M. di stargli lontano, sottolineando che lui non lo vuole accanto.

Cercate di immaginare che voglia di cominciare la giornata Carpina o Maritosg possano avere.

Ok, tutti in piedi. Tutti in cucina per la colazione e litigate per chi si siede là chi qua, tu ti siedi sempre dove vuoi, io mi ero seduto prima, liti che finiscono con veri e propri ringhî da parte di I., e linguacce e 'shush' da parte di M..
Carpina e Maritosg sono sgomenti e incazzati col mondo, intanto.

Carpina per la prima mezz'ora circa, dopo il risveglio, non può proferire parola, è in quel limbo bisognoso solo di dolcezza, silenzio, coccole e caffellatte.
Così, invece, è come iniziare la giornata a suon di ceffoni.

Pomeriggio, rientro da scuola/parco/spesa.
I. e M. si tolgono le scarpe, fan pipì, si lavano le mani.
I. chiede un cartone. Non ottenendolo, si butta sul divano a fare niente. Riposa, sogna, pensa, ricorda. Questo finchè M. (che ha passato tutta la mattina aspettando il fratellone) gli salta addosso, o gli si stende pesantemente accanto.
Inizia un effetto domino.
I. urla e si lagna, M. - felice dell'effetto che ha sul fratello - ride e continua, finchè uno dei due si fa male e arriva mammacarpina a incavolarsi e urlare la propria frustrazione, sconforto, sconcerto, tristezza, nel vedere i suoi due figli trattarsi così.

Carpina poi spiega a I. che M. ha sentito la sua mancanza (e qui I. abbraccia il fratellino), e poi spiega a M. che I. è stanco (e M. ride e se ne va).
Due secondi dopo, stessa spiaggia-stesso mare. Come se nulla fosse accaduto: I. prende un libro e cerca di léggere, M. gli si lancia addosso, oppure si stende e lo infastidisce coi piedini, insomma fa di tutto per avere l'attenzione del fratello, e la ottiene! Peccato poi sia un'attenzione violenta e scontrosa.

A volte giocano insieme e, lo ammetto, sono momenti molto belli.
Ma, anche nei loro giochi, non sempre sono corretti l'un l'altro. In particolare I. pretende di decidere tutto del gioco e a mo' di regista detta ordini a destra e a manca, tu fai così che io faccio così, tu mi aspetti e io arrivo. Ovviamente le parti più interessanti son sempre le sue, e il piccolo è bravo e paziente, ma mica scemo, quindi a un certo punto, non potendone più di fare un gioco 'statico' al contrario del fratello, che ne fa sempre uno 'movimentato', piange.
E mammacarpina si intromette.

E così via, giorno, dopo giorno, dopo giorno.

Non ci vuole certo una scienziata per capire che stiamo sbagliando più di una cosa.
Carpina però si sente intrappolata in questo circolo vizioso e non riesce a vedere chiaramente il punto in cui allentare un bullone, stringere una vite e oliare un pò gli ingranaggi, per tentare di recuperare un pò di stabilità e serenità, in questo meraviglioso, complesso e delicato macchinario che chiamiamo 'vita in famiglia'.

Una ferrovia. Andando al parco. Ieri.

2 commenti:

Veronica ha detto...

Ciao Pina,
la vita tra fratelli e sorelle è al contempo bellissima-durissima e non sai quanto io mi sia riconosciuta nel tuo racconto quando dici di sentire che qualcosa non va, che senti si potrebbero aiutare ad andare più d'accordo ma che al contempo non riesci a mettere a fuoco in quale dinamica sbagli e cosa fare concretamente. I litigi e schermaglie tra little sisters and brothers sono continui, forse inevitabili, e per me pure è difficilissimo capire quale tra le mie figlie sbagli, quando discutono, ed il perchè. Mi verrebbe da dare sempre ragione a tutte o ammonirle tutte. E mi sento un pò abbattuta e confusa, di solito. Poi non è che si può essere sempre lì a studiare le dinamiche e a fare i vigili del buon umore e dell'armonia: una mamma di solito è lì che cucina, riordina, fa cose e loro zac: partono con le discussioni e le recriminazioni in cameretta. L'unico rimedio mio è quello di affrontare i litigi loro con ironia, non colpevolizzarle troppo, cercare di empatizzare coi sentimenti di ciascuna. E' facile? Ma vah!! Ci riesco sempre? Magariiiii. Però ci provo. Insomma: non ho la ricetta magica ma ti capisco, eccome.

Carpina ha detto...

Ciao Veronica!
Guarda, mi rincuori e non poco sai?
Io so che le liti sono naturali tra fratelli o sorelle sono naturali e anzi devono esserci, (sono 1 di 7 figli io..) ma il fatto è che ora mi ritrovo dall'altra parte della 'barricata' diciamo, e non so come gestire la cosa (se non si fosse capito dal post..)
Hai azzeccato i termini: abbattuta e confusa.
Mi piace il modo che hai di affrontare le liti delle tue figlie, quindi me lo appunterò..

vedi da quando siamo a Londra, mi manca il confronto con altre mamme (e menomale che ho il children centre!) più di tutto mi manca il confronto con le mie sorelle, ovvero le mamme di cui mi fido di più al mondo..

è che qui spesso io sono la mamma con più figli (e ne ho solo due) oppure con i figli più grandi, o le altre mamme con cui ho a che fare, vengono da altre culture, quindi non sempre ci si capisce sai?.

well, ti ringrazio ancora!
a presto!
pina