venerdì 8 febbraio 2008

Sabato mattina


Da piccola andare al Mercato del sabato mattina, era una festa.

Mi piaceva tutto: il chiasso, la roba stesa per essere mostrata e indi venduta (si spera) al miglior offerente, i colori, gli odori (sapevo già che ci stavamo avvicinando ai camion della salumeria diversi metri prima: indovinate perchè?), la varietà infinita di forme date a una maglia, un pantalone, una gonna, una giacca, un tappeto, una tenda, una mutanda, un reggiseno, canotte, reggicalze, collant, pigiama, vestaglie, asciugamani, coperte, lenzuola, pantofole, ciabatte, stoviglie, teglie per i dolci, e chi più ne ha, più ne metta.

Avevo paura dei 'vucumbrà', perchè nelle bambine conficcavano afforza la paura degli uomini sconosciuti, figurarsi se diversi da noi, zingari, o musulmani, o addirittura di colore! (Non per niente, l'Uomo Nero, cioè la carnificazione del Male Assoluto, era, appunto, Nero).

Adoravo, quando ero già più grandicella, l'arte del Mercanteggiare delle nostre mamme:
lei 'giovane?' (modo x richiamare l'attenzione del venditore) - trad. 'scusi?'
lui 'dimmi signò' - trad. 'si, prego, mi dica signora'
lei 'questo a quanto lo dai?' - trad. 'quanto costa questo articolo?'
lui '10.000 signò: è un regalo!' - trad. ' il prezzo dice 10.000, signora, ed è molto conveniente.'
lei 'ciack?? a 5.000 u vue dè?' - trad. 'come? me lo vende per 5.000?'
lui 'ma ciak! a scherzare stai?' - trad. 'no signora, mi dispiace ma proprio non posso'
lei 'naun? allour m' n' uouc. cià, statt bunn.' - trad. 'no? d'accordo, me ne vado. buona giornata'

e lì lui che inizia ad accusarla di non volergli pagare neppure le spese, e lei che dice di avere molti figli, pochi soldi, e che se la tratta bene, ritornerà a fare scorta per tutti gli altri figli, e lui che le dice che si lavora poco, sempre per due soldi, ma che lei, la signora esagerava a chiedere il prezzo di 5.000, e lei che ribatteva, che se non avrebbe ottenuto quel prezzo, non avrebbe acquistato proprio niente, e lui che dài vabbene 6.000, e lei no, feroce e puntuale, 'me ne vado!' e.. dopo un teatro così genuino, che si ripeteva ad ogni acquisto, la signora se ne va contenta di aver speso solo 5.000 (che magari è ciò che effettivamente si poteva permettere).

Ora, io ho assistito, personalmente, a queste cose, non me le invento, era proprio così che si faceva, altrimenti i venditori non avrebbero venduto proprio niente, era come se le acquirenti si fossero unite, tutte, e avessero scelto la linea dura del mercanteggiare aggressivo, del menare al 50%, e non spendere un centesimo di più.

Ma il mercanteggiare è, senza esagerare, un'arte, vera e propria, cioè devi tenerlo nel sangue, e diciamo che con la nostra generazione, il sangue dev'essere cambiato, che se pure siamo figli dei nostri genitori, siamo anche figli dei nostri tempi, e al giorno d'oggi, nessuno sa mercanteggiare.
Infatti vai al mercato, e se ti azzardi a chiedere un prezzo più basso.. più onesto.. ti guardano male, ti trattano male, e quasi ti cacciano.
Per questo al mercato non riesco più ad andare, e se pure ci vado, ogni volta che acquisto qualcosa, mi sento presa in giro.. pensando che quello stesso articolo, qualcun altro più abile di me, lo riesce a comprare ad un prezzo inferiore.
Certo, è vero, se ti metti di impegno, magari riesci a trovare articoli di qualità, che comunque costano meno rispetto ai negozi.. ma è che il mercato lo devi conoscere!
Ad esempio: tutta la prima parte, la più facile da raggiungere, la più centrale, per cui costa anche di più l'affitto del posto per il venditore, i prezzi sono più alti.
Più vai giù, più i prezzi si abbassano, a parità di articoli.
In fondo in fondo poi, io non ci ho mai messo piede, ci sono le bancarelle dei 'piz amrchein', e in generale mi sono sempre stancata prima di arrivarci.
Oggi ciò che più mi colpisce, quando vado al mercato, quelle rarissime volte, è la multi-etnicità degli acquirenti, non più dei venditori.
Se ci cammini ad occhi chiusi, ti sembra di stare in un bazar.. senti gli albanesi, le arabe, le africane.. e quelle lingue hanno così tante similitudini col nostro dialetto!
Un segreto: se vai al mercato e vuoi mercanteggiare, devi vestirti male, in quanto il venditore, per accordarti o meno un prezzo più basso, verifica, in base alle apparenze, se puoi o meno permetterti quell'articolo a prezzo pieno, o no.

Quasi quasi domani vado al mercato! ;-P

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te "nessuno sa mercanteggiare" a parte le nostre mamme. Ad esempio quando vado con mia madre, se mi porto dietro 100 euro, con lei ne spendo la metà perchè è brava nel saper contrattare con i venditori...Ricordo di un sabato al mercato con mia madre quando avevo 15anni: mi innamorai tanto di un maglioncino che costava 30.000lire...insomma per dirvela breve, dopo tanta insistenza (alla maniera altamurana)da parte di mia madre, il venditore la cacciò dandole quel maglioncino a 5.000lire...Comunque anche io domani vado al mercato e forse mi porto mia madre! Ciao Carpina e buone spese! (by latlau)

Ilbancarellaroprimatraversaviamanzoni ha detto...

Cara la mia signora Anonima, sono ormai 15 anni che ti aspetto...ma soprattutto aspetto ancora 20000 Euro per il maglioncino ( considerando il cambio, la svalutazione, Berlusconi, etc etc)....

Cordiali Saluti

L'OM du merckeit